Atri, tra Adriano e Andrea De Litio.

Chi ama il bello, finisce per trovarne ovunque. Come un filone d’oro che scorre. (1) Marguerite Yourcenar

I turisti che visitano Atri non fanno molto caso ad un busto che ritrae l’imperatore Adriano collocato in una piccola nicchia posta all’ingresso di questa città d’arte, tra le più belle d’Abruzzo.

Eppure per ragioni storiche (e forse anche per richiami turistici) il nome di quel famoso imperatore riecheggia spesso qui nella bella Atri. Adriano dà anche il nome al corso principale sul quale si affacciano i più importanti monumenti, come il Duomo, e i palazzi che contano, come il Palazzo Ducale d’Aquaviva, non a caso entrambi costruiti su terme e cisterne romane (visitabili).

Adriano e Antinoo – Londra, British Museum

La famiglia di Publius Aelius Traianus Hadrianus, uno dei più famosi imperatori romani, meglio noto come Adriano, celebre anche per la sua storia d’amore con Antinoo, aveva i suoi avi originari proprio qui ad Atri, all’epoca antica città picena denominata Hatria Picenum.

L’immagine di Adriano la ritrovo anche sul sipario dell’Ottocentesco Teatro Piceno, una pittura su tessuto assemblato opera di uno scenografo napoletano, (1881).

Sipario del Teatro di Atri – foto Leo De Rocco

Adriano rimase molto legato al luogo di origine della sua famiglia, tanto che ricoprì la carica di curator muneris publici della città (una sorta di sovrintendente). Per lui Hatria era la sua seconda patria, ne parla anche Marguerite Yourcenar nel suo bellissimo libro “Memorie di Adriano”.

Orecchino in oro di epoca etrusca o italica rinvenuto ad Atri (Te) – Londra, British Museum.

Ho scoperto che al British Museum di Londra sono conservati alcuni gioielli di epoca romana e pre-romana rinvenuti proprio da queste parti. Questi gioielli furono donati al prestigioso museo inglese da Sir William Hamilton, noto collezionista di arte antica, nonché marito di Emma Hamilton, al secolo Amy Lyon, l’avventuriera inglese che a Palermo divenne l’amante (tra i tanti) di Horatio Nelson, quel Lord Nelson ammiraglio che vedete in cima alla colonna su Trafalgar Square a Londra. Come siano arrivati da Atri nelle mani di Sir Hamilton non è dato a sapere, forse tramite vendite sottobanco, non rare in quei tempi…

Lady Hamilton ritratta come Medea, George Romney, 1786, Norton Simon Museum, Pasadena USA
Frontespizio di un antico libro con le monete più antiche del mondo coniate ad Atri – foto Leo De Rocco

Nella collezione del British Museum dedicata all’Abruzzo, sono presenti anche le monete cittadine tra le più antiche al mondo, coniate proprio ad Hatria Picenum tra il VII e il VI a.C. Alcune monete antiche coniate ad Atri le ho viste anche esposte nelle sale dedicate alla antica numismatica del Museo Nazionale Archeologico di Chieti.

Parco Marino Torre del Cerrano – Pineto (Te) – foto Leo De Rocco

L’antica Hatria, da cui secondo lo storico Paolo Diacono (Cividale del Friuli 720 – Montecassino 799) deriverebbe il nome del mare Adriatico, era dunque un centro importantissimo per i romani tanto che vi costruirono anche un porto, scoperto solo nel 1982 e rimasto ancora in gran parte inesplorato perché immerso nei fondali del Parco Marino Torre di Cerrano.

In questi fondali è stato scoperto un molo a forma di elle insieme a colonne e lastroni in pietra d’Istria, oltretutto la stessa pietra che fu usata per costruire il Duomo di Atri.

Atri, mosaici di epoca romana – foto Leo De Rocco

Recentemente, durante alcuni lavori di manutenzione stradale tra Atri e Roseto degli Abruzzi, alcuni operai hanno rinvenuto per caso un mosaico romano, una ennesima testimonianza che la zona era una delle più importanti città di epoca romana sul versante Adriatico.

Polittico, sec. XV, legno scolpito, intagliato, policromato, dorato – Museo Capitolare Atri – Foto Leo De Rocco copyright

Atri città ricca di storia, ma anche scrigno di preziose opere d’arte. La bella cittadina è sede di uno dei più antichi Musei Capitolari d’Italia (1912). Al suo interno è allestita una interessante collezione, un vero e proprio tesoro: le Ceramiche di Castelli, (donazione Bindi), una splendida Madonna in terracotta invetriata, attribuita al fiorentino Andrea della Robbia; due preziose tavole tavole del ‘500 corredate da cornici originali e raffiguranti rispettivamente la Natività e la Flagellazione (2); una rarissima collezione di antichi icunamboli e manoscritti; fino ad una collezione di preziosi oggetti di oreficeria sacra. Notevole il reliquiario in cristallo di Rocca di scuola veneziana del XII sec.

Dettaglio del Messale miniato dei Duchi d’Aquaviva, XV sec. Museo Capitolare Atri – Foto Leo De Rocco copyright
Dettaglio del Messale miniato dei Duchi d’Aquaviva, XV sec. Museo Capitolare Atri – Foto Leo De Rocco copyright
Dettaglio del portale di Sant’Agostino ad Atri, uno dei massimi esempi di tardo romanico abruzzese – foto Leo De Rocco

Molte opere presenti nel museo e gran parte delle opere pittoriche e scultoree presenti ad Atri, come gli affreschi di De Litio o il bel portale della chiesa di Sant’Agostino (foto sopra) sono pervenuti fino a noi grazie anche al mecenatismo e alla committenza dei Duchi di Acquaviva, potenti signori di Atri, imparentati con i Gonzaga. Sono stati gli Acquaviva a chiamare a corte Andrea De Litio (Lecce dei Marsi, 1420 – Atri, 1495), anche riportato come Delitio o de’ Litio, uno dei più grandi artisti del Rinascimento abruzzese.

Chiesa di Santa Reparata, baldacchino di Carlo Riccione – Atri – foto Leo De Rocco copyright

Collegata al Duomo, quasi fosse una sua prosecuzione, scopro la chiesa di Santa Reparata. Mi incuriosisce questa chiesa perché all’interno è conservato un baldacchino del ‘600 in legno di noce, che mi ricorda il celebre baldacchino che Bernini realizzò per l’altare di San Pietro. (vedi foto sopra). In effetti Bernini c’entra perché facendo alcune ricerche scopro che l’autore del baldacchino di Atri è un certo Carlo Riccione, che fu (appunto) allievo del più importante scultore del barocco: Gian Lorenzo Bernini.

Carlo Riccione, vissuto nel ‘600, era originario di un paese della montagna abruzzese, Fano Adriano, ai piedi del Gran Sasso. Di origini umili, il padre faceva il boscaiolo, Carlo quegli alberi tagliati dal padre voleva invece scolpirli per questo giovanissimo se ne andò a Roma per incontrare il grande Bernini, chissà forse portò con se alcune piccole sculture in legno che realizzò per dimostrare il suo talento e così poter accedere nella prestigiosa bottega berniniana, fatto sta che non solo conobbe Bernini, ma diventò il suo allievo preferito.

Baldacchino realizzato da Carlo Riccione, dettaglio – foto Leo De Rocco

Il nostro Carlo ammirava a tal punto il famoso baldacchino in bronzo che domina l’altare della Basilica di San Pietro che decise di riprodurne uno simile, ma in dimensioni ridotte, per la chiesa di Santa Reparata, rivelando così una grande conoscenza artistica e un’abilissima tecnica.

Palazzo Ducale Atri, dettaglio decorazioni ottocentesche con richiami all’India in onore di Rodolfo d’Acquaviva missionario e martire nel 1583 in India – foto Leo De Rocco

i
Palazzo Ducale Acquaviva – Atri – foto Leo De Rocco copyright

Andrea De Litio e il Duomo di Atri.

Andrea De Litio viaggiò molto nel corso della sua vita, non appena adolescente lo troviamo già nella Firenze del primo Rinascimento, qui entrò in contatto con la cerchia artistica del Masaccio, poi fu alle Corti di Ferrara e Mantova, quindi a Venezia, dove conobbe Jacopo Bellini e in Umbria, dove ormai già famoso e con il titolo di Magister, gli venne dato l’incarico di affrescare la Chiesa di Sant’Agostino a Norcia.

Duomo di Atri, dettaglio – foto Leo De Rocco

La fama del Magister abruzzese arrivò anche nella Roma pontificia, a tal proposito degno di nota è un quadro raffigurante San Pietro, eseguito dall’artista nel 1445 per la città di Roma, il quadro è “ufficialmente perduto” ma (secondo voci non verificate), si troverebbe nella collezione (non pubblica, quindi nei depositi) dei Musei Vaticani.

Sempre nel 1445 l’artista è chiamato ad Atri alla corte dei citati duchi e mecenati di Acquaviva. Nella cittadina abruzzese il nostro Andrea aprirà bottega e, seppur intervallando la sua permanenza con diversi viaggi, vi abiterà per diversi anni.

L’emblema dei Duchi d’Aquaviva committenti di Andrea De Litio, Atri, affreschi del Duomo – foto Leo De Rocco

Nel 1450 l’artista è di nuovo a Firenze dove collabora con alcuni importanti artisti, suoi contemporanei: Piero della Francesca, Beato Angelico, Domenico Veneziano. Purtroppo non è possibile mostrare le immagini delle opere che l’artista abruzzese eseguì in questo periodo perché le stesse fanno parte di collezioni private.

Duomo di Atri – foto Leo De Rocco – copyright

Nel 1460 gli viene commissionato quello che poi sarà il suo capolavoro: i citati affreschi nel Duomo di Atri, Basilica di Santa Maria Assunta, uno dei più importanti cicli di affreschi dell’arte rinascimentale dell’Italia centrale e meridionale.

La scuola fiorentina e lo stile tardo gotico sono alla base di questo ciclo di affreschi, che raccontano storie del vangelo e la vita di Maria e di Gesù. La bellezza di quest’opera non si limita al solo aspetto stilistico, ma l’interesse comprende anche alcuni riferimenti alla cultura abruzzese dell’epoca, genialmente contestualizzati dall’artista nei numerosi pannelli affrescati.

Andrea ha omaggiato la sua terra inserendo scene e riferimenti alla vita quotidiana abruzzese durante l’Alto Medioevo e il primo Rinascimento. Osservando bene i dettagli degli affreschi scopro un gufo appollaiato sul tetto della capanna della Natività e in lontananza un gruppo di contadini che ballano il “saltarello” suonando la zampogna.

Scena della Visitazione di Andrea De Litio, in secondo piano a sx i calanchi di Atri

Dietro il primo piano della scena sulla Visitazione si intravede un paesaggio che ricorda i calanchi (vicino Atri c’è la Riserva Naturale dei Calanchi), in un’altra scena affrescata si intravede una torre in prossimità del mare che ricorda la Torre di Cerrano, in realtà costruita successivamente a questi affreschi, ma torri di avvistamento sulla costa erano già presenti dal medioevo. In un’altra scena alcune donne del popolo sono raffigurate con i loro cesti portati con disinvoltura sul capo, tipico nelle donne abruzzesi e centro-meridionali fino alla metà del secolo scorso. (vedi foto nella galleria fotografica).

Curioso il gruppo di cortigiani che banchetta attorno ad un tavolo magicamente sospeso nel vuoto. Per alcuni sarebbe una dimenticanza dell’autore, ma non credo sia verosimile che un artista come De’ Litio sia stato così superficialmente distratto… a mio avviso in questo dettaglio, in cui l’autore rievoca in chiave rinascimentale il celebre banchetto delle Nozze di Cana, la mancanza dei piedi al tavolo potrebbe significare proprio la volontà di rimarcare in maniera originale l’evento miracoloso che sta per compiersi: l’equilibrio e l’armonia tra gli sposi e i convitati è tradotto dall’artista nel perfetto equilibrio del tavolo, miracolosamente sospeso nel vuoto.

La lettura inizia dalla volta, nelle quattro vele troviamo i Dottori della Chiesa, gli Evangelisti e le Virtù Teologali, in particolare segnalo San Luca mentre ritrae (fu il primo) la Madonna con il bambino, perché pare che questo sia l’autoritratto di Andrea De Litio. Tra i personaggi affrescati dovrebbe esserci anche il committente, il Duca Acquaviva Andrea Matteo III, (foto sotto).

Affreschi Andrea De Litio, Atri, dettaglio contadini che danzano – foto Leo De Rocco

Scendendo con lo sguardo dalla volta la lettura inizia da sinistra verso destra, gli episodi affrescati sono ventidue e iniziano con la Vita di Maria, episodio: Cacciata di Gioacchino dal Tempio, fino ad arrivare, scendendo con lo sguardo, alla Resurrezione di Cristo e alla Incoronazione di Maria, quindi al Paradiso.

Affreschi Duomo di Atri, dettaglio – foto Leo De Rocco

Sono tante le opere di Andrea De Litio andate perdute, rubate o misteriosamente sparite, poi riapparse in un museo, in qualche collezione privata o in una fondazione.

Come la rara tempera su tela che ritraeva il duca Giulio Antonio Acquaviva d’Aragona (perduta) o le quattro tavolette raffiguranti la storia di San Silvestro (rubate).

Frammento di un Polittico, Andrea de’ Litio – MET New York

Chissà quale storia rocambolesca si cela dietro il frammento in tempera e foglia oro che è oggi presente nella collezione del Metropolitan Museum di New York (foto sopra). Il prezioso frammento faceva parte di un polittico, che l’artista abruzzese dipinse nel 1450, ma l’opera fu smembrata per essere rivenduta sul mercato.

Il Duomo avvolto nella nebbia, in lontananza la Chiesa di Santa Reparata – Atri – foto Leo De Rocco copyright

La figura di Andrea De Litio è stata solo in anni recenti riscoperta e rivalutata dagli studiosi (mi riferisco a quelli fuori regione). Un destino, quello del Magister Andrea De Litio, nato nella Marsica ma atriano di adozione, spesso condiviso con altri artisti abruzzesi, ingiustamente considerati artisti “di periferia”. Mi riferisco a Saturnino Gatti (vedi l’articolo su Saturnino Gatti, in questo blog) altro importante artista abruzzese, solo recentemente collocato tra i più significativi artisti del Rinascimento, grazie soprattutto agli studi dello storico dell’arte Ferdinando Bologna.

Duomo di Atri, Battistero – foto Leo De Rocco copyright

Nel Duomo di Atri, dichiarato monumento nazionale, gli affreschi di Andrea De Litio oggi richiamano studiosi e turisti, ma al suo interno trovate altre opere importanti che meritano attenzione.

La nobile famiglia milanese degli Arlini, stabilitasi ad Atri nel XVI secolo, fece costruire un altare (chiamato Cappella Arlini) che si può ammirare entrando dall’ingresso principale, nella navata sinistra. A proposito di ingressi, il Duomo di Atri ne ha quattro, il portale romanico principale sovrastato dal rosone sulla piazza e tre portali laterali, di cui uno, quello al centro, è una delle Porte Sante autorizzate dalla Chiesa romana.

Vicino alla cappella Arlini trovo uno splendido battistero in stile fiorentino, uno dei primi esempi di arte rinascimentale in Abruzzo. Opera del lombardo Paolo De Garviis (1503), il battistero è interamente in marmo bianco mentre intagli e motivi floreali ornano il fonte battesimale e le quattro colonne.

Battistero, dettaglio – Atri – foto Leo De Rocco copyright

Esaminando da vicino i dettagli scopro una lumaca (foto sopra) nascosta tra le decorazioni di una colonna del battistero, che ci fa li una lumaca? Forse simboleggia l’ascesa terrena verso l’Altissimo, che è lenta e piena di ostacoli? Forse è una coincidenza, ma tra le scultore presenti sul portale della chiesa di Sant’Agostino, è semi-nascosta anche qui una lumaca. Si racconta che l’autore del portale, Matteo da Napoli, soprannominato dagli atriani “ciammaica” (lumaca) perché troppo lento, decise al termine dei lavori di firmarsi scherzosamente con una lumaca. Ma allora anche Paolo De Garvis, l’autore del battistero, era una “ciammaica”? Chissà. Ecco il dettaglio con la lumaca di Matteo da Napoli, divertitevi a scoprire dove si trova.

Dettaglio portale Sant’Agostino, Atri – foto Leo De Rocco

Sulla navata opposta noto un secondo altare nobiliare, questa volta dedicato ai duchi di Acquaviva, i potenti signori di Atri e committenti dei nostro Andrea. Lo stile è sempre riconducibile alla scuola fiorentina.

Duomo di Atri, tabernacolo ligneo settecentesco, opera di intagliatori di Rivisondoli, i piccoli dipinti sono del ‘500 – foto Leo De Rocco

A proposito della nobile famiglia ducale atriana, fu Isabella Piccolomini, moglie del settimo duca di Atri, Andrea Matteo III di Acquaviva, a donare al Duomo il battistero, per grazia ricevuta in quanto il marito, incarcerato per dissapori con i d’Angiò di Napoli, fu poi liberato con il ritorno degli Aragonesi. La famiglia della duchessa Piccolomini, originaria della Toscana, era imparentata con i baroni Piccolomini, signori di Capestrano prima dell’arrivo in Abruzzo dei Medici di Firenze.

L’Acquasantiera “Trucculette” Duomo di Atri – foto Leo De Rocco

Un curioso aneddoto accompagna l’acquasantiera (del Cinquecento) che raffigura una donna atriana scalza e in abito tradizionale. La tradizione locale racconta che la donna, soprannominata nel dialetto locale la trucculette (traduzione: donna di bassa statura), anticamente portava un fiore nella mano destra, ma questo dettaglio, unitamente alla scollatura della statua, furono considerati dal vescovo troppo “sensuali”, per questo le fu tolto il fiore e cancellato il viso.

Trinità con tre volti - Atri, Novembre 2015
Trinità con tre volti – Antonio Martini da Atri – foto Leo De Rocco copyright

L’interno del Duomo di Atri un tempo era interamente ricoperto di affreschi: colonne, pareti e navate erano tutte affrescate da autori diversi e in epoche differenti, tra gli autori ricordiamo: il Maestro di Offida, Andrea da Bologna, Antonio Martini da Atri, Luca d’Atri. A seguito della peste del 1656 e per evitare il contagio quasi tutti gli affreschi furono coperti da intonaco, solo alcuni frammenti sono arrivati sino a noi. Uno di questi affreschi presenta un notevole interesse artistico e iconografico: l’affresco della Trinità con tre volti, (foto sopra) opera trecentesca di Antonio Martini da Atri. La Trinità anticamente veniva rappresentata con tre volti, ma dal Cinquecento e, soprattutto dal Seicento sotto il papato di Innocenzo XII, tale raffigurazione fu vietata e tutte le opere distrutte. Solo pochissime opere si salvarono, alcune ubicate in remote chiese, soprattutto di montagna, e questa ad Atri, (grazie all’intonaco che la ricopriva).

Duomo di Atri, mosaici romani - ottobre 2015
Duomo di Atri, mosaici romani – foto Leo De Rocco copyright

Ai piedi degli affreschi di Andrea De Litio, precisamente sotto il pavimento dove è ubicato l’altare del Duomo, sono stati scoperti alcuni mosaici raffiguranti pesci e delfini di epoca romana, oggi resi visibili attraverso ampie vetrate calpestabili.

Prima della costruzione dell’attuale Duomo sul luogo sorgeva un tempio dedicato ad Ercole, successivamente i romani costruirono prima una Domus poi le terme. Di nuovo i romani…

Troviamo quindi fianco a fianco i mosaici romani e gli affreschi rinascimentali: un sottile fil rouge collega l’imperatore Adriano con l’opera di Andrea De Litio, arte e storia rappresentati in uno straordinario scenario nella bella Atri.

Una delle mie foto, che scattai per questo reportage, sulla prima pagina del mensile “Medioevo Dossier”

Autore/Blogger Leo De Rocco

Segue galleria fotografica.

Copyright – All rights reserved – È VIETATO qualsiasi uso del testo e delle foto presenti in questo articolo senza autorizzazione scritta – Pictures, it is forbidden to use any part of this article without specific authorisation – Note/Fonti: 1) da Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar, Einaudi 2005; 2) l’attribuzione delle tavole è stata oggetto di dibattito tra gli studiosi: dopo una prima attribuzione a Luca Signorelli e al Perugino, le opere furono attribuite all’abruzzese Cola di Amatrice (Bernard Berenson); 3) per un approfondimento vedi in questo blog Saturnino Gatti e il Rinascimento abruzzese (luglio 2015) – Foto (compreso copertina) Leo De Rocco: Atri, ottobre e novembre 2015; Pineto, novembre 2015 – Ringraziamenti: Andrea de Carlo, traduttore e docente di letteratura; Francesco Ferretti, studente di Atri; – Autore/Blogger: Leo De Rocco, e.mail: leo.derocco@virgilio.it

Galleria Fotografica

Duomo di Atri - Novembre 2015
Duomo di Atri – foto Leo De Rocco copyright
Duomo di Atri - ottobre 2015
Duomo di Atri – ottobre 2015 – foto Leo De Rocco copyright
Duomo di Atri - ottobre 2015
Duomo di Atri – ottobre 2015 – foto Leo De Rocco copyright
Duomo di Atri - ottobre 2015
Duomo di Atri – ottobre 2015 – foto Leo De Rocco copyright
Duomo di Atri - ottobre 2015
Duomo di Atri – ottobre 2015 – foto Leo De Rocco copyright
Duomo di Atri - Novembre 2015
Duomo di Atri – Novembre 2015 – foto Leo De Rocco copyright
Duomo di Atri - ottobre 2015
Duomo di Atri – ottobre 2015 – foto Leo De Rocco copyright
Duomo di Atri - ottobre 2015
Duomo di Atri – ottobre 2015 – foto Leo De Rocco copyright
Duomo di Atri - ottobre 2015
Duomo di Atri – ottobre 2015 – foto Leo De Rocco copyright
Duomo di Atri - ottobre 2015
Duomo di Atri – ottobre 2015 – foto Leo De Rocco copyright
Duomo di Atri - ottobre 2015
Duomo di Atri – ottobre 2015 – foto Leo De Rocco copyright
Duomo di Atri - ottobre 2015
Duomo di Atri – ottobre 2015 – foto Leo De Rocco copyright
Duomo di Atri - ottobre 2015
Duomo di Atri – ottobre 2015 – foto Leo De Rocco copyright
Duomo di Atri - novembre 2015
Duomo di Atri – novembre 2015 – foto Leo De Rocco copyright
Duomo di Atri - novembre 2015
Duomo di Atri – novembre 2015 – foto Leo De Rocco copyright
Duomo di Atri - novembre 2015
Duomo di Atri – novembre 2015 – foto Leo De Rocco copyright
Duomo di Atri - novembre 2015
Duomo di Atri – novembre 2015 – foto Leo De Rocco copyright
Duomo di Atri - novembre 2015
Duomo di Atri – novembre 2015 – foto Leo De Rocco copyright
Duomo di Atri - novembre 2015
Duomo di Atri – novembre 2015 – foto Leo De Rocco copyright
Duomo di Atri - ottobre 2015
Duomo di Atri – ottobre 2015 – foto Leo De Rocco copyright
Duomo di Atri - ottobre 2015
Duomo di Atri – ottobre 2015 – foto Leo De Rocco copyright
Duomo di Atri - novembre 2015
Duomo di Atri – novembre 2015 – foto Leo De Rocco copyright
Duomo di Atri - ottobre 2015
Duomo di Atri – ottobre 2015 – foto Leo De Rocco copyright
Duomo di Atri - ottobre 2015
Duomo di Atri – ottobre 2015 – foto Leo De Rocco copyright
Duomo di Atri - ottobre 2015
Duomo di Atri – ottobre 2015 – foto Leo De Rocco copyright
Duomo di Atri - Novembre 2015
Duomo di Atri – Novembre 2015 – foto Leo De Rocco copyright
Duomo di Atri - ottobre 2015
Duomo di Atri – ottobre 2015 – foto Leo De Rocco copyright
Atri, Altare Duchi d’Aquaviva, Duomo – foto Leo De Rocco
Atri, Altare Arlini, Duomo – foto Leo De Rocco
Una delle quattro porte del Duomo, che è anche Porta Santa, oltre a quelle di Roma le Porte Sante si trovano due in Abruzzo, questa e quella della Basilica di Collemaggio e due all’estero, una a Santiago di Conpostela e una in Canada, a Quebec – foto Leo De Rocco
Duomo di Atri, portale principale sulla Piazza – foto Leo De Rocco
Duomo di Atri, portale laterale 2 – foto Leo De Rocco
Duomo di Atri, portale laterale 3 – foto Leo De Rocco
Atri, panorama sulle colline del teramano - Novembre 2015
Atri, panorama sulle colline del teramano – Novembre 2015 – foto Leo De Rocco copyright
Mosaici di epoca romana, Atri – foto Leo De Rocco
Atri, Chiesa di San Francesco – foto Leo De Rocco
Atri, cortile del Palazzo Ducale – foto Leo De Rocco
Atri, Teatro Piceno – foto Leo De Rocco
Atri, Corso Elio Adriano, in lontananza la torre del Palazzo Ducale – foto Leo De Rocco
Francobollo del 1977 dedicato agli affreschi del Duomo di Atri – foto Leo De Rocco
Non lontano dal centro storico (vicino Porta Macelli) c’è una antica filanda (visitabile). Le filande furono costruite tra l’800 e il ‘900 per consentire la lavorazione della lana che i pastori trasportavano qui dopo la Transumanza. – Foto Leo De Rocco
Antica Filanda di Atri – Foto Leo De Rocco
Antica Filanda di Atri – Foto Leo De Rocco
Il busto di Adriano ad Atri – Foto Leo De Rocco

Copyright – All rights reserved – Non è consentito nessun uso del testo e delle foto presenti in questo articolo senza autorizzazione scritta – Pictures, it is forbidden to use any part of this article without specific authorisation – Note: 1) da Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar, Einaudi 2005; 2) l’attribuzione delle tavole è stata oggetto di dibattito tra gli studiosi: dopo una prima attribuzione a Luca Signorelli e al Perugino, le opere furono attribuite all’abruzzese Cola di Amatrice (Bernard Berenson); 3) per un approfondimento vedi in questo blog Il Genio Abruzzese (luglio 2015) – Foto (compreso copertina) Leo De Rocco: Atri, ottobre e novembre 2015; Pineto, novembre 2015 – Ringraziamenti: Andrea de Carlo, traduttore e docente di letteratura; Francesco Ferretti, studente di Atri; – Autore/Blogger: Leo De Rocco, e.mail: leo.derocco@virgilio.it

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...