Il mare pietrificato, la Riserva Naturale dei Calanchi

Riserva Naturale dei Calanchi – Atri, novembre 2015
Riserva Naturale dei Calanchi – foto Leo De Rocco

Rimasi quasi accecato dall’improvviso biancore abbagliante. Sotto di me c’era il burrone; davanti, senza che nulla si frapponesse allo sguardo, l’infinita distesa delle argille aride, senza un segno di vita umana, ondulanti nel sole a perdita d’occhio, fin dove, lontanissime, parevano sciogliersi nel cielo bianco… Mi pareva di essere sul tetto del mondo, o sulla tolda di una nave, ancorata su un mare pietrificato. (1)

In Abruzzo la natura a volte si presenta con atmosfere magiche, lo scrissi mesi fa a proposito di un parco che visitai vicino Scafa (Pe), il Parco del Lavino, nel mio racconto lo rinominai il “Parco fiabesco”, per via del suo bosco con fiumiciattoli che, per via di sotterranee sorgenti sulfuree, si colorano con sfumature tra l’azzurro, l’indaco, il celeste e il turchese.

Sono tornato nella zona di Atri, per scoprire un parco altrettanto magico, ma anche selvaggio: la Riserva Naturale dei Calanchi.

Atri è una bella città d’arte, ben posizionata in altura tra le dolci colline teramane, è la città degli avi dell’imperatore Adriano, degli affreschi di Andrea Delitio e dei Faugni (tutti argomenti da me trattati in questo blog). Il parco si trova vicino al paese, ed è facile da raggiungere.

Questa riserva naturale è uno di quei luoghi d’Abruzzo dove lo spettacolo offerto dal paesaggio trasforma la semplice osservazione in una vera e propria contemplazione: è difficile non rimanere piacevolmente assorti di fronte al susseguirsi di monumenti d’argilla e sabbia che formano disegni arabeschi resi ancora più magici dalla dolce luce del tramonto, (orario perfetto per ammirare questo posto).

Ma come si sono formati i Calanchi? Me lo spiegano le gentili guide qui nel parco. Circa due milioni di anni fa le onde del Mare Adriatico lambivano i piedi del Gran Sasso: la linea costiera era spostata verso l’interno e arrivava fino ad Atri. Con il continuo sollevamento della catena appenninica i terreni argillosi sono stati trasportati in mare dalle valli profonde, mentre i depositi argillosi più consistenti hanno dato vita alla caratteristica fascia collinare abruzzese-marchigiana.

I calanchi di Atri sono dunque il risultato di antichi sedimenti marini costituiti da argille azzurre e sabbie. I numerosi i fossili marini qui rinvenuti e la storia geologica, rendono ancora più affascinante questo luogo che a me sembra un mare pietrificato.

La Riserva Naturale di Atri, che è anche Oasi WWF e Site of Community Importance, ha come simbolo l’istrice, oltre al simpatico animale mascotte, nella Riserva si possono osservare numerosi volatili e mammiferi: il gufo, il gheppio, il barbagianni, la civetta, lo sparviero, numerose specie di farfalle, la volpe, il tasso, la lepre, la faina; oltre ad una diversificata flora: il cappero, la ginestra, la tamerice, il biancospino e soprattutto la liquirizia.

La radice della famosa liquirizia della zona di Atri, (il popolare marchio Saila è nato proprio da queste parti) è lavorata fin dall’epoca romana. Nel medioevo i benefici della preziosa radice vennero conosciuti in Europa grazie ai frati domenicani che lavoravano la liquirizia in un antico monastero situato nei pressi di questa Riserva.

Monolite di San Paolo - Riserva dei Calanchi, Atri, novembre 2015
Monolite di San Paolo – Riserva dei Calanchi, Atri, foto Leo De Rocco
Decapitazione di San Paolo - Enrique Simonet, 1887
Decapitazione di San Paolo – Enrique Simonet, 1887 (dettaglio)

All’interno della Riserva è visibile un curioso monolite che gli abitanti della zona chiamano la Pietra di San Paolo. Si tratta di una grossa pietra che spunta dal terreno, sembra la base di una antica colonna. La leggenda racconta che su una pietra fu posto il capo dell’Apostolo Paolo prima di essere decapitato.

Cappella della Pietra di San Paolo - Atri, novembre 2015
Cappella della Pietra di San Paolo – Atri, novembre 2015

Per la popolazione locale questa pietra è stata considerata per secoli “miracolosa”: i bambini nati con qualche malformazione venivano portati in processione davanti alla “sacra pietra” affinché si compisse il miracolo della guarigione. Il curioso monolite è conservato all’interno di una cappella votiva (foto sopra).

Le tradizioni popolari abruzzesi spesso sono in simbiosi con la natura circostante, un connubio ancestrale che conserva ancora oggi il suo fascino.

La Riserva Naturale dei Calanchi è un motivo in più per visitare Atri e il suo territorio, se volete approfondire in questo blog troverete altri due articoli dedicati ad Atri: “La notte dei Faugni” e “Atri, tra Adriano e Andrea de’ Litio”.

Dedicato a mio padre.

Galleria fotografica

Copyright – All rights reserved – Non è consentito nessun uso del testo e delle foto presenti in questo articolo senza autorizzazione scritta – Pictures, it is forbidden to use any part of this article without specific authorisation – Foto (compreso copertina) Leo De Rocco: Riserva Naturale dei Calanchi, Atri: novembre 2015; – Note: 1) Brano tratto da Cristo si è fermato a Eboli, di Carlo Levi, Einaudi, 2010 – Fonti: WWF info/itinerario presso Riserva Naturale dei Calanchi Atri – Autore/Blogger: Leo De Rocco / leo.derocco@virgilio.it

GALLERIA FOTOGRAFICA

Riserva Naturale dei Calanchi - Atri, novembre 2015
Riserva Naturale dei Calanchi – Atri – foto Leo De Rocco
Riserva Naturale dei Calanchi - Atri, novembre 2015
Riserva Naturale dei Calanchi – Atri – foto Leo De Rocco
Riserva Naturale dei Calanchi - Atri, novembre 2015
Riserva Naturale dei Calanchi – Atri – foto Leo De Rocco
Riserva Naturale dei Calanchi - Atri, novembre 2015
Riserva Naturale dei Calanchi – Atri – foto Leo De Rocco
Riserva Naturale dei Calanchi - Atri, novembre 2015
Riserva Naturale dei Calanchi – Atri – foto Leo De Rocco
Riserva Naturale dei Calanchi - Atri, novembre 2015
Riserva Naturale dei Calanchi – Atri – foto Leo De Rocco
Riserva Naturale dei Calanchi - Atri, novembre 2015
Riserva Naturale dei Calanchi – Atri – foto Leo De Rocco
Riserva Naturale dei Calanchi - Atri, novembre 2015
Riserva Naturale dei Calanchi – Atri – foto Leo De Rocco
Riserva Naturale dei Calanchi - Atri, novembre 2015
Riserva Naturale dei Calanchi – Atri – foto Leo De Rocco
Riserva Naturale dei Calanchi - Atri, novembre 2015
Riserva Naturale dei Calanchi – Atri – foto Leo De Rocco
Riserva Naturale dei Calanchi - Atri, novembre 2015
Riserva Naturale dei Calanchi – Atri – foto Leo De Rocco
Riserva Naturale dei Calanchi - Atri, novembre 2015
Riserva Naturale dei Calanchi – Atri – foto Leo De Rocco
Riserva Naturale dei Calanchi – Atri, novembre 2015
Riserva Naturale dei Calanchi – Atri – foto Leo De Rocco
Riserva Naturale dei Calanchi - Atri, novembre 2015
Riserva Naturale dei Calanchi – Atri – foto Leo De Rocco
Riserva Naturale dei Calanchi – Atri, novembre 2015
Riserva Naturale dei Calanchi – Atri – foto Leo De Rocco
Riserva Naturale dei Calanchi – Atri, novembre 2015
Riserva Naturale dei Calanchi – Atri – foto Leo De Rocco
Riserva Naturale dei Calanchi – Atri, novembre 2015
Riserva Naturale dei Calanchi – Atri – foto Leo De Rocco
Riserva Naturale dei Calanchi – Atri, novembre 2015
Riserva Naturale dei Calanchi – Atri – foto Leo De Rocco
Riserva Naturale dei Calanchi - Atri, novembre 2015
Riserva Naturale dei Calanchi – Atri – foto Leo De Rocco

Copyright – All rights reserved – Non è consentito nessun uso del testo e delle foto presenti in questo articolo senza autorizzazione scritta – Pictures, it is forbidden to use any part of this article without specific authorisation – Foto (compreso copertina): Riserva Naturale dei Calanchi, Atri: novembre 2015; – Note: 1) Brano tratto da Cristo si è fermato a Eboli, di Carlo Levi, Einaudi, 2010 – Fonti: WWF info/itinerario presso Riserva Naturale dei Calanchi Atri – Autore/Blogger: Leo De Rocco – leo.derocco@virgilio.it

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. umberto russo ha detto:

    Ho letto con interesse alcune schede (altre ne leggerò in seguito) e mi complimento per l’accuratezza della redazione e l’efficacia delle immagini che le integrano. Il nostro Abruzzo ha bisogno di giovani che sappiano interessarsi alle sue tematiche (paesaggi, attrattive artistiche, folclore…) ed illustrarle con competenza e capacità comunicativa. Auguri.

    Piace a 1 persona

  2. leoderocco ha detto:

    Gentilissimo Professore Umberto Russo, la sua autorevole recensione onora questo blog e sprona ad andare avanti e fare sempre meglio. Grazie!

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  3. Fosco Nallira ha detto:

    Belli da guardare

    Piace a 1 persona

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