La notte dei Faugni

Quest’ordine del mondo, che è lo stesso per tutti, non lo fece né uno degli dei, né uno degli uomini, ma è sempre stato ed è e sarà fuoco vivo in eterno, che al tempo dovuto si accende e al tempo dovuto si spegne. (1)

La Notte dei Faugni – Atri – foto copyright Leo De Rocco

Da tempo immemorabile ad Atri, gran bella cittadina tra le colline teramane, si celebra una suggestiva festa, tutta in notturna, che unisce antichi riti pagani con le tradizionali celebrazioni cristiane legate all’Immacolata Concezione. Abbiamo già ammirato (in questo blog) i meravigliosi affreschi quattrocenteschi di Andrea De Litio nel Duomo di Atri e le magiche immagini regalate dalla Riserva Naturale dei Calanchi. Sono tornato ad Atri, questa volta viaggiando nel cuore della notte, per documentare questa curiosa festa. Gli atriani la chiamano “La notte dei Faugni” e si tiene ogni anno nella notte tra il 7 e l’8 dicembre.

Contadini abruzzesi vestiti a festa, Andrea De Litio, affreschi Duomo di Atri - novembre 2015
Contadini abruzzesi vestiti a festa, danzano in campagna – Andrea De Litio, affreschi Duomo di Atri (1480) dettaglio – novembre 2015 – foto Leo De Rocco copyright

La parola Faugni deriva dal latino fauni-ignis, che significa fuoco del fauno. Prima del cristianesimo nelle campagne era usanza celebrare l’arrivo della stagione fredda (ma anche la primavera) accendendo fuochi in onore di Satiro, (Fauno per i romani), una divinità mitologica che personificava la fertilità e la forza vitale della natura. Proprio a dicembre gli antichi romani festeggiavano le Faunalia riunendosi attorno a grandi falò, inebriati dalle esalazioni dell’incenso ma anche dal buon vino, che in quelle allegre scorribande scorreva a fiumi. Del resto Dioniso docet. In queste feste pagane non ardevano solo i falò, ma anche quelle carni che da lì a poco saranno considerate peccaminose ed eretiche. Tutto era permesso, un bacchanalia en plein air che gli antichi greci conoscevano e praticavano già molto tempo prima dei romani.

La Notte dei Faugni – Atri – foto copyright Leo De Rocco

Con l’avvento del cristianesimo l’imperatore Teodosio abolì tutti i riti pagani e spense così tutti i relativi fuochi. Ma la tradizione popolare, come più volte la storia ci insegna, non può essere sempre cancellata tout court, ecco allora che quelle allegre scorribande pagane organizzate attorno a grandi falò si trasformarono in riti più consoni alla nuova religione di Stato. E’ dunque probabile che i riti propiziatori celebrati dai contadini medievali, i quali contrapponevano la luce e il calore del fuoco alla buie e fredde notti dell’inverno che stava iniziando, derivino proprio da quelle feste pagane.

La Notte dei Faugni – Atri – foto copyright Leo De Rocco

La Festa. Gli atriani, soprattutto i giovani, partecipano numerosi e con orgoglio alla loro tradizionale Notte dei Faugni. Sono arrivato ad Atri tra le due e le tre di notte credendo, vista l’ora e il freddo pungente, di trovare solo qualche gruppo di nottambuli come me, ma con sorpresa mi trovai davanti una fiumana di gente: l’intero paese e numerosissimi turisti occupavano praticamente ogni angolo della cittadina in un clima così allegro e spensierato da allontanare qualsiasi sbadiglio. Da tutte le vie di Atri decine di ragazzi confluivano nella piazza principale con in mano i Faugni: pesanti fasci di canne secche, tenute insieme da numerosi lacci, che venivano accesi attingendo da un grande braciere posto al centro della piazza, di fronte al Duomo.

La Notte dei Faugni – Atri – foto copyright Leo De Rocco

Il braciere, che è stato acceso la sera prima, viene benedetto dal Vescovo: il fuoco diventa così “sacro” e sancisce l’incontro tra la tradizione religiosa e il rito arcaico e pagano. Dopo l’accensione i grandi Faugni ardenti vengono trasportati a mano dagli atriani per tutte le vie del paese, come in una processione laica: ogni angolo deve essere inondato di luce e calore. Questa notte ad Atri non si dorme.

La Notte dei Faugni – Atri – foto copyright Leo De Rocco

I giovani che trasportano a mano i Faugni cantano e urlano allegramente “viva i Faugni, evviva Atri!” Il suggestivo corteo notturno applaudito dalla folla e riscaldata dai fuochi (ma in verità anche dal buon vino) deve però affrettarsi: prima che appaiano i primi chiarori dell’alba tutti i Faugni devono essere lanciati uno ad uno sul braciere da dove furono accesi, così come prescrive l’antichissima tradizione. Il gigantesco falò propiziatorio così formato viene circondato da cittadini e turisti che lo veglieranno, in un clima conviviale allegro e festaiolo, fino a quando il sole inizierà a fare capolino. Ad Atri la “notte bianca”, oggi tanto di moda, l’hanno inventata secoli fa, ma qui la festa ha un significato profondo legato alla tradizione e alla storia, non c’è spazio per l’effimero.  

La Notte dei Faugni – Atri – foto copyright Leo De Rocco
La Notte dei Faugni – Atri – foto Leo De Rocco copyright
La notte dei Faugni – foto Leo De Rocco copyright

Copyright – All rights reserved – Non è consentito nessun uso del testo e delle foto presenti in questo articolo senza autorizzazione scritta – Pictures, it is forbidden to use any part of this article without specific authorisation – Note: 1) Citazione del filosofo greco Eraclito di Efeso –Foto (compreso copertina) Leo De Rocco -copyright – Fonti: Mitologia Greca e Latina, di Anna Ferrari, edizioni UTET – Autore/Blogger: Leo De Rocco – e.mail: leo.derocco@virgilio.it

 

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