Autunno abruzzese, gli antichi Tratturi.

In copertina: Parco Regionale del Velino-Sirente – Foto Leo De Rocco

Gabriele d’Annunzio celebrava l’arrivo dell’autunno descrivendo in versi poetici un Abruzzo arcaico e malinconico, a tratti romantico. L’autunno è la stagione del rinnovamento, simbolo dell’eterno ciclo naturale di tutte le cose. “I Pastori” è una delle sue composizioni poetiche più conosciute, molti ricorderanno le strofe fin da bambini: “Settembre, andiamo. E’ tempo di migrare. Ora in terra d’Abruzzi i miei pastori lascian gli stazzi e vanno verso il mare…” Il poeta e scrittore pescarese descrive l’antico rito della Transumanza, la migrazione autunnale dei pastori e delle greggi, che da tempo immemore si muovevano alla fine dell’estate dai pascoli dell’Appennino abruzzese in direzione del litorale Adriatico, quindi verso sud: il Molise, per arrivare sulle pianure della Puglia.

Gli antichi percorsi dei tratturi erano diversi, non solo come ricorda d’Annunzio dalla montagna verso il mare, vi erano anche percorsi interni e altri diretti verso le pianure laziali e la Maremma toscana. I principali tratturi abruzzesi comprendevano percorsi molto lunghi, come il “Tratturo Magno” o “del Re”, che univa l’Aquila a Foggia, questo era il più lungo di tutti, (244 km); il tratturo Pescasseroli – Candela (Fg) di 211 km; e il tratturo Castel di Sangro – Lucera, di 127 km.

Panorama nella zona di Navelli, luogo dove si incrociavano alcuni tratturi, settembre 2022 – Foto Leo De Rocco
Trabocco del Turchino, San Vito Chietino, Settembre 2015 – Foto Leo De Rocco
“La Pastorella”, Francesco Paolo Michetti, 1887, Galleria Nazionale d’Arte Moderna Roma

Quello della Transumanza in realtà fu un fenomeno più complesso della semplice “migrazione di pastori e animali”. Le antiche vie dei tratturi non si limitavano a spostare le greggi, ma costituivano vere e proprie vie di comunicazione che comprendevano anche i commerci di tessuti, in particolare la lana, ma anche la seta, delle spezie, soprattutto lo zafferano, fino ai prodotti artigianali, alimentari o manufatti.

La Transumanza dunque non fu solo un fatto riconducibile ad una fase della pastorizia, ma influenzò anche importanti aspetti sociali e culturali, attorno ad essa nacquero paesi e città, feste e riti popolari, che contribuirono a formare l’identità delle comunità.

La potente famiglia dei Medici di Firenze fiutò i potenziali affari legati ai commerci della lana, della seta e delle spezie, in particolare lo zafferano, per questo nel ‘500 si insediò in alcune aree dell’Abruzzo, come Capestrano, sfruttando l’antica Via degli Abruzzi, che fin dal Medioevo univa Firenze, all’epoca capitale europea dei commerci, oltre che dell’arte, con il Regno di Napoli, passando per L’Aquila, la Piana di Navelli e Sulmona, incrociando il Tratturo Regio L’Aquila-Foggia. Per comprendere meglio l’importanza di questi commerci sulle vie della Transumanza cito un brano tratto dal del bel libro di Veneranda Rubeo “Covella, contessa di Celano” (1) in cui l’autrice, nell’ambito della sua dettagliata e ben documentata ricostruzione storica sui Conti di Celano, parla del un furto avvenuto nel territorio aquilano nel 1467 di “due casse di drappi di seta pregiata del valore di 940 ducati” di proprietà di Filippo Strozzi (il Vecchio), potente banchiere fiorentino, secondo in ricchezza solo ai Medici, e della produzione a Celano, già nella seconda metà del Trecento, di un nuovo tessuto chiamato “guarnello” un misto lana e cotone, anche questo oggetto di notevoli attività commerciali tra i ricchi mercanti Strozzi e le terre aquilane. Furono queste le circostanze economiche e sociali alla base dello sviluppo delle “fiere” commerciali abruzzesi, già in essere nel Medioevo, nelle quali venivano promosse le merci con agevolazioni fiscali, franchigie, e favoriti i traffici e i rapporti anche con mercanti stranieri. (Veneranda Rubeo “Covella, contessa di Celano”).

Persino l’arte fu influenzata dalla Transumanza: molte antiche chiese, che ancora oggi ammiriamo, furono costruite lungo i percorsi dei tratturi per consentire la sosta e la preghiera a pastori e viandanti. Una di questa è la chiesa di Santa Maria de’ Centurelli nel territorio di Caporciano (Aq) sul Tratturo Regio.

Transumanza anche come forma di socializzazione e contatto tra culture diverse: i citati tratturi che dall’Abruzzo scendevano verso le pianure pugliesi, incrociavano anche la famosa Via Franchigena, che anticamente partiva da Canterbury, in Inghilterra, attraversava buona parte dell’Europa, per arrivare a Roma e da qui verso le pianure del Tavoliere delle Puglie, quindi sul Gargano, dove i viandanti e i pellegrini si recavano a pregare nel Santuario di San Michele Arcangelo.

Chiesa di Santa Maria de’ Centurelli, Caporciano (Aq) – Foto Leo De Rocco

L’inizio della Transumanza si perde nella notte dei tempi. Furono i romani, all’indomani della conquista dei territori e delle città italiche, quindi della loro prima espansione territoriale, ad inaugurare una forma di regolamentazione “statale” dei tratturi, anche attraverso la tassazione con i dazi. Data l’importanza di queste antiche vie di comunicazione nella economia e nella vita sociale, i romani le delimitarono con i “cippi” in pietra.

Cippo del Tratturo nella zona di Navelli (Aq) – Foto Leo De Rocco
Cippo tratturale, vicino Navelli – Foto Leo De Rocco

Le attività legate alla Transumanza classica, quella descritta, che veniva praticata coinvolgendo milioni di animali, per mesi e lungo percorsi di centinaia di chilometri, iniziarono a sparire con l’avvento della industrializzazione e con la costruzione di nuove vie di comunicazione. Nel 1839 venne inaugurata la prima tratta ferroviaria italiana, la Napoli-Portici, iniziava l’era Moderna. Dall’800 quelle stesse chiese che oggi visitiamo furono abbandonate e talvolta utilizzate dai contadini come stalle. Lo racconta anche Gian Luigi Piccioli,(1932-2013), scrittore e saggista, nato a Firenze ma originario di Navelli, nel suo bel libro “Epistolario collettivo”, di cui propongo questo brano significativo:

“La piana è disseminata di graziose chiesuole, costruite tutte intorno all’XI sec.; sono abbandonate e i pastori vi ricoverano le greggi. I muri interni delle chiese sono affrescati e nella penombra si ha l’impressione che le pecore escano dagli affreschi. Strano che lo stato non provveda a restaurare questi tesori”. (2)

Negli ultimi anni si registra un rinnovato interesse per la storia dell’antica Transumanza abruzzese e le sue ripercussioni in ogni aspetto della vita di un tempo. Nel 2019 l’Unesco ha inserito la Transumanza nel Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.

Gregge di pecore attraversa il centro di Pescara, 1970

L’autunno celebrato da d’Annunzio è anche una delle stagioni preferite dagli appassionati di fotografia: le tonalità tenue e calde dei colori autunnali, del giallo, del rosso e le mille sfumature del verde… si combinano con una luce ambrata che regala, con i sui giochi in chiaroscuro, immagini suggestive, a tratti poetiche e romantiche.

L’Abruzzo è uno dei palcoscenici fotografici più belli d’Italia perché conserva un ecosistema unico e di altissimo valore naturalistico: dal mare ad una montagna che sfiora i 3000 metri, poi i paesaggi collinari, la campagna, laghi e fiumi.

Una natura che spesso vive in simbiosi con antiche tradizioni popolari, alcune ancora ben radicate, anche nelle nuove generazioni. Parchi e riserve naturali montane e marine sono ormai diventati set fotografici anche grazie alla diffusione dei social, per la gioia di fotografi professionisti e amatori provenienti anche da regioni limitrofe. Uno dei padri della moderna fotografia, Henri Cartier-Bresson, e non solo lui, lo sapeva bene e le sue fotografie scattate a Scanno lo testimoniano. (per approfondire vedi in questo blog “L’Abruzzo di Henri Cartier-Bresson”).

Un territorio dunque che vanta il primato europeo di aree naturalistiche protette, dove un tempo passavano antichi tratturi. Ma oltre ai soliti slogan politici e turistici, come “l’Abruzzo cuore verde d’Europa”, è anche un territorio che andrebbe maggiormente tutelato, salvaguardato e valorizzato.

Autore/Blogger: Leo De Rocco

Galleria Fotografica

Copyright – All rights reserved – Non è consentito nessun uso del testo e delle foto presenti in questo articolo senza autorizzazione scritta: leo.derocco@virgilio.it – Pictures, it is forbidden to use any part of this article without specific authorisation – Note: 1) Brano tratto dal libro di Veneranda Rubeo “Covella, contessa di Celano, sulla storia di una nobildonna nella Marsica del Quattrocento” Edizioni Kierke 2015 copyright; 2) Brano tratto dal libro di Gian Luigi Piccioli, “Epistolario collettivo”, edizione Bompiani, 1973.

Altopiano delle Cinquemiglia - ottobre 2015Altopiano delle Cinquemiglia – ottobre 2015
ottobre 31Sorgenti fiume Tirino – Capestrano, ottobre 2015
Capestrano - ottobre 2015Capestrano – ottobre 2015
Capestrano - ottobre 2015Capestrano – ottobre 2015
Sorgenti fiume Tirino - Capestrano, ottobre 2015Sorgenti fiume Tirino – Capestrano, ottobre 2015
Capestrano, ottobre 2015Capestrano, ottobre 2015
Tra Capestrano e Navelli - ottobre 2015Tra Capestrano e Navelli – ottobre 2015
Altopiano delle Cinquemiglia - Ottobre 2015Altopiano delle Cinquemiglia – Ottobre 2015
Altopiano delle Cinquemiglia - Ottobre 2015Altopiano delle Cinquemiglia – Ottobre 2015
Altopiano delle Cinquemiglia - Ottobre 2015Altopiano delle Cinquemiglia – Ottobre 2015
Pescocostanzo - ottobre 2015Pescocostanzo – ottobre 2015
Pescocostanzo - ottobre 2015Pescocostanzo – ottobre 2015
Bosco di Sant'Antonio - ottobre 2015Bosco di Sant’Antonio – ottobre 2015
Bosco di Sant'Antonio - ottobre 2015Bosco di Sant’Antonio – ottobre 2015
Bosco di Sant'Antonio - ottobre 2015Bosco di Sant’Antonio – ottobre 2015
Bosco di Sant'Antonio - ottobre 2015Bosco di Sant’Antonio – ottobre 2015
Bosco di Sant'Antonio - ottobre 2015Bosco di Sant’Antonio – ottobre 2015
Bosco di Sant'Antonio - ottobre 2015Bosco di Sant’Antonio – ottobre 2015
Bosco di Sant'Antonio - ottobre 2015Bosco di Sant’Antonio – ottobre 2015
Bosco di Sant'Antonio - ottobre 2015Bosco di Sant’Antonio – ottobre 2015
Bosco di Sant’Antonio, ottobre 2015 Foto Leo De Rocco
Bosco di Sant'Antonio - ottobre 2015Bosco di Sant’Antonio – ottobre 2015
Bosco di Sant'Antonio - ottobre 2015Bosco di Sant’Antonio – ottobre 2015

Copyright – All rights reserved – Non è consentito nessun uso del testo e delle foto presenti in questo articolo senza autorizzazione scritta – Pictures, it is forbidden to use any part of this article without specific authorisation – Foto: autore Leo De Rocco / Capestrano, Navelli, Sorgenti Tirino, Altopiano delle Cinquemiglia, Pescocostanzo, Bosco di Sant’Antonio: ottobre 2015; San Vito Chietino: settembre 2015; foto copertina: autore Leo De Rocco / sorgenti del fiume Tirino, Capestrano, ottobre 2015 – Note: 1) Brano tratto da Alcyone, di Grabriele d’Annunzio, Mondadori, 2014 – Autore/Blogger: Leo Derocco, leo.derocco@virgilio.it

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