I Pellegrini di Vacri

 – For the English version, please refer to the end of this page –

Il camminare presuppone che a ogni passo il mondo cambi in qualche suo aspetto e pure che qualcosa cambi in noi. (Italo Calvino)

Da secoli a Vacri, un pittoresco paese tra le colline del chietino, si rinnova una singolare tradizione che coinvolge l’intera comunità locale nelle prime due settimane di maggio. Questa antica tradizione comprende una serie di riti, tutti regolarmente scanditi da centinaia di anni. Ho assistito alle fasi di questi riti, cercherò di raccontarli con questo articolo.

Per grazia ricevuta i vacresi ogni anno si recano in pellegrinaggio al Santuario della Madonna delle Grazie percorrendo a piedi, tra andata e ritorno, oltre quaranta chilometri, dall’entroterra al mare. Il santuario di Francavilla al Mare, meta dei pellegrini vacresi, faceva da cornice a quello che un tempo era un caratteristico borgo marinaro, abitato soprattutto da pescatori. L’edificio di culto, all’epoca dichiarato monumento nazionale,  fu  poi distrutto durante gli eventi bellici del 1943-44, con esso fu cancellato l’intero borgo marinaro e quasi tutto l’antico paese di Francavilla.

Francavilla, inizio '900, antico santuario.
Francavilla, fine ‘800, Madonna delle Grazie.
Val di Foro, 2015
Val di Foro, maggio 2015

Nella primavera del lontano 1643 violente grandinate si abbatterono sull’Abruzzo, i devoti vacresi fecero voto alla Madonna delle Grazie di Francavilla al Mare chiedendo alla Vergine la protezione del loro paese e dei loro raccolti dalle avversità atmosferiche.  Gli anziani di Vacri raccontano che da allora il paese e il suo territorio non sono stati più interessati dalle grandinate violente.

Da secoli il percorso effettuato dai pellegrini vacresi si snoda per decine di chilometri tra valli e campagne ricche di vigneti e uliveti, in uno scenario tipicamente abruzzese, con la Majellail Gran Sasso e l’Adriatico che fanno da cornice.

I pellegrini effettuano il percorso di andata nelle ore notturne e fino all’alba. Durante il lungo percorso sostano in alcune chiese campestri e transitano, quando prossimi alla meta francavillese, anche davanti al Convento Michetti.

Francesco Paolo Michetti, autoritratto, Museo Barbella, 2015
Francesco Paolo Michetti, autoritratto, Museo Barbella-Chieti, maggio 2015

Francesco Paolo Michetti, celebre pittore, ma anche importantissimo fotografo, fu tra i primi fotografi italiani, immortalò più volte i pellegrini vacresi nel loro consueto transito davanti al Convento. Sicuramente anche il più illustre ospite e assiduo frequentatore del Convento Michettiano, Gabriele D’Annunzio, fu testimone diretto del pellegrinaggio. Il Vate conosceva bene il culto della Madonna delle Grazie di Francavilla, ne è prova un articolo che il poeta scrisse nello stesso anno delle foto del Michetti, 1888 (…), per il giornale romano La Tribuna:

“E allora magnifiche processioni con musiche e litanie si svolgono per le strade tortuose di Francavilla, sotto drappi di seta penduli tra i balconi, sotto festoni di mortella, sotto corone di fiori. Queste processioni durano cinque giorni e sono veramente uno spettacolo. nella festa della Madonna delle Grazie le contadine portano doni, dietro la statua sacra. Una lunga fila di donne come una teoria di canefore ateniesi nei panatenei, si avanza con passi misurati. ciascuna donna regge in sul capo un canestro, un vaso, una conca, con frumento, con olio, con vino, con ogni sorte di offerte; e i canestri sono ornati di fazzoletti multicolori, di collane d’oro, di spilloni, d’orecchini, di anelli, pomposamente. le attitudini sono composte. quasi rigide, come i bassorilievi primitivi; e non so quale aura di religione antica involge quelle donne semplici che recano alla Divinità femminile i frutti della terra fecondata dalla fatica dei mariti.”

D'Annunzio in un ritratto di Michetti, Museo Barbella, 2015
D’Annunzio in un ritratto di Michetti, Museo Barbella-Chieti, maggio 2015

Il corteo dei pellegrini vacresi ha come protagonista una ragazzina estratta a sorte la domenica precedente il pellegrinaggio e incaricata, insieme ad altre due aiutanti sue coetanee, di portare il grande quadro, raffigurante l’immagine della Madonna, durante l’intero percorso. La scelta della ragazza, segue una ritualità antichissima e coinvolge, con una toccante carica emotiva, l’intera comunità locale.

A Vacri, nelle prime ore della domenica precedente il pellegrinaggio, alcuni paesani appositamente designati da un comitato cittadino, bussano alle porte dei compaesani per cercare una ragazzina di non più di 15 anni che dovrà avere “l’onore” di portare l’immagine della Madonna lungo tutto il percorso a piedi da Vacri a Francavilla e viceversa.

“La Madonn’ te va cerchenne” – traduzione: “La Madonna ti va cercando” – così i paesani di Vacri si rivolgono alle ragazze incrociate per le vie del paese. Un invito alle ragazze a partecipare al sorteggio per il pellegrinaggio. Parole pronunciate in un contesto giocoso, che rendono l’idea del clima emotivo respirato in questo piccolo paese del chietino nei primi giorni di maggio. Un clima di attesa che sposa tradizione e sacralitá, folclore e religione. L’intensità emotiva di questi riti secolari e il pathos espresso dalla comunità di questo piccolo borgo abruzzese colpisce anche chi, come me, si trovava lì come osservatore.

Nel tardi pomeriggio dello stesso giorno i bigliettini con i nomi delle ragazzine vengono portati nella chiesa del paese, chiesa dedicata a San Biagio. Al tramonto la chiesa è già gremita fino all’inverosimile: l’intera popolazione del paese è accorsa, ad essa si sono uniti numerosi fedeli provenienti dai paesi limitrofi.  Nella chiesa le donne intonano canti, preghiere e invocazioni alla Madonna. Tutti sono ansiosi di conoscere il nome della fortunata fanciulla che avrà l’onore di aprire il corteo dei pellegrini.

L’immagine che raffigura la Madonna viene tolta dalla sua teca ed esposta agli astanti. Finalmente ha luogo il sorteggio. Il nome della prescelta verrà proclamato solo quando il bigliettino estratto subito prima reca la scritta: Madonna delle Grazie. Quando questo avviene la forte tensione emotiva viene sciolta da un lungo applauso liberatorio. Tutti i presenti si abbracciano commossi e le campane della chiesa suonano a festa. Fuori la chiesa vengono esplosi  alcuni petardi in segno di festa.

Vacri, maggio 2015
Vacri, Chiesa di San Biagio, maggio 2015, l’immagine della Madonna viene esposta

La ragazzina appare come avvolta da un manto di sacralità: da quel momento e per i giorni seguenti lei sarà la protagonista e il simbolo della comunità. Non appena estratto il suo nome, viene subito circondata e abbracciata dai propri familiari e da tutti i paesani festanti,  molti di loro sono visibilmente commossi, alcuni piangono per l’emozione e tutti si mettono in fila per omaggiarla e per sfiorare con una mano l’immagine della Madonna. (vedi foto).

Nei giorni seguenti l’intero paese è attraversato da un gran fermento: si preparano i viveri che i pellegrini porteranno con loro durante il lungo percorso e si preparano gli abiti che le tre ragazzine indosseranno durante il pellegrinaggio. Per l’importante evento, dovranno essere vestite “come na spos” – traduzione: come una sposa –  così come prescrive l’antica tradizione.

La notte della vigilia tutto il paese riempie la chiesa di San Biagio e la piazza antistante, si intonano canti e invocazioni alla Madonna. La ragazzina prescelta e i suoi familiari si avvicinano al quadro della Madonna, al loro passaggio i presenti quasi si inchinano in segno di rispetto per l’onore che la sorte ha riservato loro. Alle due di notte il misticismo presente si può quasi toccare con mano. Improvvisamente, come se fosse stato dato un comando invisibile ma ben preciso, tutta la folla inizia a formare una lunga colonna dietro il quadro che raffigura la Madonna e molto lentamente tutti incominciano a indietreggiare senza mai voltarsi. Così, camminando all’indietro, i pellegrini escono dalla chiesa. La piazza antistante la piccola chiesa viene illuminata dai fuochi d’artificio e le campane suonano a festa. Il secolare pellegrinaggio ancora una volta ha inizio.

Il corteo dei pellegrini attraversa il paese e imbocca una strada di campagna che conduce alla Val di Foro. Nonostante sia ormai notte fonda, le luci delle case sono tutte accese e gli abitanti della valle salutano i pellegrini aspettandoli lungo la strada. Molte finestre e balconi sono illuminati da ceri e a tratti vengono fatti esplodere dei piccoli fuochi di artificio. Il suono a festa delle campane di Vacri riecheggia ancora per la buia valle e crea, nell’insieme, una atmosfera quasi irreale.

I pellegrini di Vacri cammineranno tutta la notte fino all’alba del mattino seguente alternando canti religiosi dedicati alla Vergine con preghiere del Rosario. Gli anziani di Vacri raccontano che anticamente alcuni pellegrini effettuavano a piedi nudi parte del percorso, in segno di devozione e penitenza.

All’alba del giorno successivo, ormai prossimi alla meta, i cittadini di Francavilla al Mare vanno incontro ai vacresi portando loro caffè e vivande per alleggerire le fatiche del lungo cammino. L’incontro tra le due comunità avviene in una piccola chiesa di campagna, Santa Maria della Croce, vicino al Convento Michetti. Il corteo termina nella Cattedrale di Francavilla al Mare dedicata a San Franco. L’antico santuario della Madonna delle Grazie, da secoli meta dei pellegrini di Vacri, fu minato dai tedeschi e distrutto durante l’ultima guerra mondiale. Nonostante gli eventi bellici il pellegrinaggio non fu interrotto, ma i Pellegrini di Vacri quando arrivarono alla meta trovarono un cumulo di macerie al posto dell’antico santuario e del suo borgo marino.

Copyright – All rights reserved – Non è consentito nessun uso del testo e delle foto presenti in questo articolo senza autorizzazione scritta – Pictures, it is forbidden to use any part of this article without specific authorisation  –  Foto di copertina: Pellegrinaggio dei vacresi a Francavilla (inizi ‘900) – Fonti: Tradizioni popolari a Francavilla (1996) dello storico abruzzese Giuseppe Iacone; Madonna delle Grazie (1988) del medesimo autore; Francesco Paolo Michetti Fotografo (1975) di Marina Miraglia – Foto contemporanee: Vacri, maggio 2015. Autore/Blogger: Leo De Rocco – leo.derocco@virgilio.it – Ringrazio i cittadini di Vacri per la gentile collaborazione.

Disponibile la versione in inglese – Translated in English, after pictures.

Foto Michetti, fine '800
Pellegrini vacresi davanti il Convento Michetti, Foto F.P. Michetti, fine ‘800
Foto Michetti, fine '800
Pellegrini vacresi, foto F.P. Michetti, fine ‘800
Foto Michetti, fine '800
Pellegrini vacresi, foto F.P. Michetti, fine ‘800
Foto Michetti, fine '800
Pellegrini vacresi, foto F.P.Michetti, fine ‘800
Vacri, 2015, San Biagio
Vacri, Maggio 2015, San Biagio
Vacri, 2015, San Biagio
Vacri, Maggio 2015, un anziano entra nella chiesa di San Biagio
La Majella da Vacri, 2015
La Majella da Vacri, Maggio 2015
Vacri, 2015, il Gran Sasso
Il Gran Sasso da Vacri, Maggio 2015
Vacri, 2015, la notte del sorteggio
Vacri, maggio 2015, la bambina che porterà il quadro è stata appena proclamata
Vacri, 2015, la notte del sorteggio
Vacri, maggio 2015, in fila per l’omaggio subito dopo la proclamazione
Vacri, 2015, la notte del sorteggio
Vacri, maggio 2015, omaggio alla Madonna e alla bambina (dietro al quadro)
Vacri, 2015, tutti indietreggiano.
Vacri, maggio 2015, i pellegrini indietreggiano senza voltarsi
Vacri 2015, uscita dalla Chiesa senza voltarsi.
Vacri, maggio 2015, i pellegrini indietreggiano senza voltarsi
Vacri 2015, uscita dalla Chiesa
Vacri, maggio 2015, i fuochi all’uscita dalla Chiesa
Vacri 2015, i pellegrini lasciano Vacri
Vacri, maggio 2015, i pellegrini lasciano Vacri
Sosta dei pellegrini a Santa Croce, Francavilla al Mare, maggio 2015
Sosta dei pellegrini a Santa Maria della Croce, Francavilla al Mare, maggio 2015
Francavilla 2015, arrivo dei vacresi
Santa Maria della Croce, Francavilla al Mare, maggio 2015, i vacresi riprendono il cammino dopo la sosta
Francavilla 2015, Convento Michetti
Francavilla al Mare, maggio 2015, i pellegrini vacresi davanti al Convento Michetti
Francavilla 2015, vacresi e Convento Michetti
Francavilla al Mare, maggio 2015, i pellegrini vacresi davanti al Convento Michetti
Francavilla 2015, vacresi verso San Franco
Francavilla al Mare, maggio 2015, arrivo dei pellegrini vacresi
Francavilla 2015, arrivo dei pellegrini a San Franco
Francavilla al Mare, maggio 2015, arrivo dei pellegrini vacresi alla chiesa di San Franco
Chiesa di San Franco, Francavilla al Mare, maggio 2015, arrivo dei pellegrini
Chiesa di San Franco, Francavilla al Mare, maggio 2015, l’ingresso del quadro
Francavilla al Mare, maggio 2015, arrivo dei pellegrini
Francavilla al Mare, maggio 2015, arrivo dei pellegrini
Pellegrini vacresi sulle macerie del vecchio santuario francavillese. Maggio 1946
Francavilla al Mare, maggio 1946, pellegrini vacresi sulle macerie del santuario.                                       

Copyright –All rights reserved– Senza autorizzazione non è consentito nessun uso delle foto presenti in questo articolo – Pictures: no use is permitted without authorization.

The Pilgrims of Vacri.

During the first two weeks of May, a unique tradition has been renewed for centuries in Vacri (a picturesque village in the hills of the province of Chieti) that involves the entire community of the village. This tradition includes several rituals, all regularly marked since hundreds of years. In May 2015, I attended all the phases of these rituals; thus, I will try to narrate them for you in this article.

Every year, the people of Vacri make a pilgrimage to the Sanctuary of Our Lady of Graces for the graces that they had received, by walking for over forty kilometres (round trip). The sanctuary of Francavilla al Mare, visited by the pilgrims of Vacri, was the setting in what once was a typical seaside village, mostly inhabited by fishermen (see photo). The religious building, which at the time was declared as a national monument, was destroyed during the hostilities of 1943-1944, along with the entire seaside village and most of the old village of Francavilla.

Way back in 1643 when violent hailstorms stroke Abruzzo, devotees of Vacri made a vow to Our Lady of Graces of Francavilla al Mare asking the Virgin to protect their land and their crops from the adverse weather conditions. The elders of Vacri report that ever since the village and its territory have not been affected by hailstorms anymore.

For centuries, the route taken by pilgrims of Vacri has run for dozens of kilometres between valleys and countryside full of vineyards and olive groves, in a typical scenario for the Abruzzo region, with the Majella and Gran Sasso mountains along with the Adriatic Sea encircling it.

The pilgrims perform the outward journey during the night and until dawn. During the long journey, they stop in some rural churches and also pass in front of the Michetti Convent, in their way to reach their destination at Francavilla.

Francesco Paolo Michetti, autoritratto, Museo Barbella, 2015
Francesco Paolo Michetti, self-portrait, Barbella Museum-Chieti, May 2015

Francesco Paolo Michetti, a famous painter but also an important photographer (he was amongst the first Italian photographers), immortalised in several occasions the pilgrims of Vacri during their usual transit in front of the Convent. It just makes you wonder whether one of the greatest visitors of the Michetti Convent, namely Gabriele D’Annunzio, could have been one of the direct witnesses of such a pilgrimage. The bard surely knew the cult of Our Lady of Grace of Francavilla, as evidenced by an article that the poet wrote in the same year of the pictures of Michetti, in 1888 (…), for the Roman newspaper La Tribuna:

“So magnificent processions with music and litanies take place through the winding streets of Francavilla, under silk drapes hanging from the balconies, strings of myrtle, and wreaths. These processions will last for five days and are truly a spectacle. During the Feast of Our Lady of Grace peasant women bear gifts, behind the sacred statue. A long queue of women, as the canephore Athenians in Panathenaea, is advancing with measured steps. Each woman pompously holds a basket on her head, a pot, a bowl, with wheat, oil, wine, and all sorts of offers; and the baskets are adorned with multicoloured kerchiefs, necklaces with gold pins, earrings, rings. the aptitudes are composed. almost rigid, as the primitive carvings; and I do not know what aura of ancient religion involves the simple women that bring to the Goddess the crops of the land that was fertilised with fatigue by their husbands.”

D'Annunzio ritratto da Michetti, Museo Barbella, 2015
D’Annunzio in a portrait by Michetti, Barbella Museum -Chieti, May 2015

The procession of pilgrims of Vacri has a girl as its protagonist, randomly selected on the Sunday before the pilgrimage and charged, along with two other assistants of her age, to carry

the image of Virgin Mary during the entire journey. The choice of the girl follows an ancient ritual and involves the entire local community in a touching emotional charge.

In the early hours of Sunday before the pilgrimage, some villagers in Vacri, specially appointed by a city committee, knock on the doors of neighbours to find a girl of no more than 15 years that will have the “honour” to bring the image of Virgin Mary along the walking route from Vacri to Francavilla (and vice versa).

Whilst in Vacri and attending in these early stages of the tradition, I heard these strange local dialect words spoken by a group of men against a few girls who were passing by the way: “La Madonn’ te va cerchenne” (translation: “The Virgin Lady is looking for you“), which is an invitation for the girls to participate in the draw for the pilgrimage. These words are playful, but give an idea of the emotional atmosphere of this small village of Abruzzo in the early days of May. An atmosphere of expectation that marries tradition and sacredness, folklore and religion. The emotional intensity of these very old rituals and the pathos expressed by the community of this small village in Abruzzo also affect those who, like myself, were there as observers.

In the late afternoon of the same day, the cards with the names of the girls are brought into the church of the village, which is dedicated to San Biagio. At sunset, the church is already overcrowded: the entire population of the village is there, joined by a great number of believers from neighbouring villages. Whilst in the church, the women sing songs and prayers to the Virgin Mary.

The icon depicting the Virgin is removed from its case and is exhibited to the bystanders. Finally, the draw takes place. The name chosen will be announced only when a card, extracted immediately before, bears the inscription: “Our Lady of Grace”. When this happens, the strong emotional stress is dissolved by a long liberating applause. Everyone present is touched and embraces each other and the church bells ring to let the celebration begin. Outside the church there are some fireworks for the celebration.

The girl seems to be shrouded in a cloak of sacredness: from that moment and for the next few days she will be the star and the symbol of the community. Immediately after her name is announced, she becomes surrounded and embraced by her relatives and all the celebrating villagers, many of which are visibly moved, some cry with emotion and all line up to pay homage and to touch with one hand the icon of the Virgin. (see photo).

In the following days, the entire village is unrest as they are busy preparing the food that pilgrims will bring with them during the long journey and the clothes that the three girls will be wearing during the pilgrimage. For this important event, the girls will be dressed “come na spos’” (translation: “as a bride”), as prescribed by the ancient local tradition.

The night before, the whole village fills up the church of San Biagio and the square in front, where songs and prayers are sung to the Virgin Mary. The chosen girl and her family approach the painting of Our Lady and, as they pass, the crowd almost bows out of respect for the honour that fate has given them. At two o’clock in the morning, one can almost feel the surrounding mysticism.

Vacri 2015, uscita dalla Chiesa senza voltarsi.
Pilgrim of Vacri walking backwards. May 2015.

Suddenly, as if a very specific command had been given, the whole crowd starts to form a long queue behind the painting of the Virgin Mary and all slowly begin to retreat without looking back. Thus, walking backwards, the pilgrims leave the church. The square in front of the small church is illuminated by fireworks and the bells ring in celebration. The pilgrimage is about to begin.

The procession of the pilgrims crosses the village and then takes a rural road that leads to Val di Foro. Even though it is now late in the night, the lights of the houses are still on and all the inhabitants of the valley, who are waiting along the road, greet the pilgrims. Many windows and balconies are illuminated by candles and, sometimes, small fireworks are detonated. The sound of the bells of Vacri in celebration still echoes to the dark valley and it overall creates an almost unreal atmosphere.

The pilgrims of Vacri will walk all night until the sunrise of the following morning, alternating hymns dedicated to the Virgin with prayers of the Rosary. It is said that in ancient times some pilgrims carried out part of the route barefoot, as a sign of devotion and repentance.

At the dawn of the next day, while approaching the destination, the citizens of Francavilla al Mare meet the ones of Vacri and bring them coffee and food to alleviate the fatigue of the long journey. The meeting between the two communities takes place in a small country church, Santa Maria della Croce, near the Michetti Convent.

Pellegrini vacresi sulle macerie del vecchio santuario francavillese. Maggio 1946
The Pilgrimage on the ruins. May 1946.

The ancient sanctuary of the Our Lady of Graces, the destination of pilgrims from Vacri, was undermined and destroyed by the Germans during the Second World War. Despite the war, the pilgrimage was not interrupted; however, when the pilgrims of Vacri arrived there, they found the sanctuary and the seaside village in ruins.

The cover photo shows the pilgrimage of the people of Vacri in Francavilla (in the early 1900s). Sources: “Tradizioni popolari a Francavilla” (1996) by the historic Giuseppe Iacone of Abruzzo; “Madonna delle Grazie” (1988) by the same author; “Francesco Paolo Michetti Fotografo” (1975) by Marina Miraglia. The modern-day photos were taken by me within the first two weeks of May 2015. I would like to thank the citizens of Vacri for their kind availability and collaboration.

Copyright Restrictions: The pictures shown on this website are private. It is thus prohibited to retransmit, disseminate or otherwise use them without any written authorisation – Author/Blogger: Leo De Rocco leo.derocco@virgilio.it

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Francesco ha detto:

    Complimenti per il bel materiale raccolto (le foto di F.P.Michetti non le avevo mai viste) e per il testo: corretto nei dettagli.
    PS. Che bel blog! Tanti Auguri!
    Francesco, un vacrese.

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  2. leoderocco ha detto:

    Bellissima ed emozionante esperienza a Vacri. Grazie infinite Francesco!

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