D’Annunzio, Michetti e San Pantaleone.

– For the English version, please refer to the end of this page –

 

Il Voto, F.P.Michetti, 1883 – Roma, Galleria Arte Moderna – marzo 2015
Il Voto, F.P.Michetti, 1883 – Roma, Galleria Arte Moderna – marzo 2015 – foto Leo De Rocco

Allora le campane finalmente squillarono. Come i bronzi stavano a poca altezza, il fremito cupo del rintocco sfiorò tutte le teste; e una specie di ululato continuo si propagava nell′aria, tra un colpo e l′altro. ‟San Pantaleone ! San Pantaleone ! Fu un immenso grido unanime di disperati che chiedevano aiuto. Tutti, in ginocchio, con le mani tese, con la faccia bianca, imploravano. San Pantaleone! (Gabriele d’Annunzio, San Pantaleone, 1883)

Gabriele d’Annunzio e Francesco Paolo Michetti immortalarono, con la penna e col pennello, uno di quei riti ancestrali che in un lontano e arcaico Abruzzo suscitavano fascino e impressione per il loro crudo realismo e per la solenne intensità emotiva del loro svolgersi. In un paese del chietino, immerso tra colline e vigneti, l’antico culto per San Pantaleone è ancora oggi molto diffuso. Alla fine di luglio, a Miglianico, si rinnovano da secoli i riti e i solenni festeggiamenti dedicati al patrono del paese. Oggi molto è cambiato rispetto a ciò che gli occhi di d’Annunzio e Michetti videro a Miglianico in quella estate di fine Ottocento: la falange armata di falci, di ronche, di scuri, di zappe, di schioppi (1) è svanita;  e i contadini che per sciogliere un voto fatto, leccano il pavimento sporco di polvere e di fango, strisciando come rettili fino al busto d’argento del santo (2) sono sfumati come in un sogno surreale.

d'Annunzio ritratto da Michetti, museo Barbella, Chieti, febbraio 2015
d’Annunzio ritratto da Michetti, Museo Barbella, Chieti, febbraio 2015 – foto Leo De Rocco

Volgevano dalle strade alla piazza gruppi d′uomini e di femmine vociferando e gesticolando. In tutti li animi il terrore superstizioso ingigantiva rapidamente; ma tutte quelle fantasie incolte mille imagini terribili di castigo divino si levavano; i commenti, le contestazioni ardenti, le scongiurazioni lamentevoli, i racconti sconnessi, le preghiere, le grida, si mescevano in un romorio cupo d′uragano presso ad irrompere. Già da più giorni quei rossori sanguigni indugiavano nel cielo dopo il tramonto, invadevano le tranquillità della notte, illuminavano tragicamente i sonni delle campagne, suscitavano li urli dei cani. (Gabriele d’Annunzio, “San Pantaleone”, 1883)

Nei giorni precedenti i tradizionali riti per i festeggiamenti a San Pantaleone, mi sono recato a Miglianico per cercare notizie storiche e scattare alcune foto. In una caldissima e afosa mattina di fine luglio mi accoglie, con la tipica gentilezza abruzzese, il suddiacono della chiesa di San Michele Arcangelo, la chiesa-santuario che conserva l’antica ed enigmatica statua di San Pantaleone.

Miglianico, Santuario di San Pantaleone, luglio 2015
Miglianico, Santuario di San Pantaleone, luglio 2015 – foto Leo De Rocco

Ai tempi di d’Annunzio e Michetti, mi spiega il suddiacono Guglielmo, la chiesa si presentava più piccola rispetto alle attuali dimensioni e anticamente fungeva da cappella privata dei Baroni Valignani, feudatari di Miglianico. L’antico ingresso, quello da dove Michetti e d’Annunzio videro entrare i devoti, poi raffigurati nella tela esposta alla Galleria Nazionale di Arte Moderna a Roma, era situato lateralmente e almeno dieci metri più indietro rispetto all’ingresso odierno. (Nella foto più o meno all’altezza dell’arco a destra della facciata). Da quell’ingresso laterale, ora non più esistente, Michetti e d’Annunzio videro, rimanendone impressionati, i devoti di San Pantaleone avanzare lentamente verso il busto argenteo del Santo, strisciando a terra e leccando il pavimento in segno di ex voto.

Busto di San Pantaleone, Miglianico, luglio 2015
Quello che rimane del busto argenteo di San Pantaleone, Miglianico, luglio 2015 – foto Leo De Rocco

Il busto argenteo del Santo, descritto da d’Annunzio ne “Gli Idolatri” e raffigurato da Michetti nel Voto“, fu danneggiato dalle milizie tedesche durante l’ultima guerra: asportarono tutto il rivestimento in argento e rubarono la testa sulla quale era stata “incisa una scritta in tedesco”. Durante l’antica “Esposizione”il solenne rito che esamineremo più avanti –  il busto e la statua del Santo, venivano poggiati a terra e davanti ad essi i fedeli “scioglievano il voto”.

Entrando oggi nel Santuario di Miglianico la prima cosa che cattura l’attenzione è la particolare espressione della statua di San Pantaleone.

Miglianico, statua di San Pantaleone, luglio 2015
Miglianico, statua di San Pantaleone, luglio 2015 – foto Leo De Rocco

La statua è riposta in una grande teca di legno scolpito e lo sguardo del Santo è rivolto verso un piedistallo settecentesco che gli è posto di fronte. L’espressione del San Pantaleone di Miglianico è inconsueta rispetto alla iconografia classica: lo sguardo risulta magnetico, enigmatico, quasi ipnotico. La statua lignea, che risale alla fine del XIV secolo, di scuola abruzzese e scolpita su modello romanico-bizantino, fu tenuta per lungo tempo in un nascondiglio posto nella valle sottostante al paese, per proteggerla dalle incursioni dei Saraceni, e solo agli inizi del Seicento fu ritrovata e portata nella chiesa-santuario di Miglianico.

Miglianico, Chiesa di San Pantaleone, luglio 2015
Miglianico, Chiesa di San Pantaleone, “trono” e statua, luglio 2015 – foto Leo De Rocco

Il 26 luglio, giorno precedente la Processione, l’intero paese di Miglianico si ritrova nella chiesa-santuario di San Michele Arcangelo per rinnovare l’antico rito della “Esposizione”. I fedeli affollano il Santuario già nel tardi pomeriggio, tra i presenti molti sono gli emigranti tornati appositamente a Miglianico per partecipare alla festa del loro Santo Patrono. Dopo le preghiere e la solenne messa, tutti i presenti si voltano verso la statua di San Pantaleone, posta lateralmente alla navata, e rivolgono lo sguardo verso la grande teca dorata che custodisce la statua: per alcuni minuti tutti rimangono in religioso silenzio, fino a quando i Confratelli di San Pantaleone, con la loro mozzetta rossa, si avvicinano lentamente alla statua.

Miglianico, Santuario di San Pantaleone, luglio 2015
Miglianico, Santuario di San Pantaleone, luglio 2015 – foto Leo De Rocco

In quel preciso momento tutti i presenti iniziano ad intonare un canto solenne, con una cadenza che a tratti sembra un miserere, un dolce lamento come direbbe il poeta García Lorca (3), una solenne invocazione rivolta al Santo affinché ascolti ed esaudisca le preghiere dei fedeli, alcuni dei quali sono visibilmente commossi. I Confratelli di San Pantaleone rimuovono la statua dorata del Santo dalla sua teca e, mentre viene cosparsa d’incenso, molto lentamente la sistemano su un settecentesco piedistallo, che i miglianichesi chiamano “trono”, affinché tutti gli astanti possano vederlo, baciarlo e venerarlo. Il culto della “Esposizione” è un rito che coinvolge emotivamente tutti i presenti.

Miglianico, Santuario di San Pantaleone, luglio 2015
Miglianico, Santuario di San Pantaleone, luglio 2015 – foto Leo De Rocco

Gli anziani ricordano un’antica tradizione, mista di sacralità e superstizione, che consiste nell’interpretare l’espressione e lo sguardo enigmatico del santo durante lEsposizione: se si intravede uno sguardo benevolo, si avrà un anno di serenità e buon auspicio; il contrario invece se si percepisce una espressione triste o uno sguardo che sembra di rimprovero. Il giorno del martirio del Santo, il 27 luglio, la statua di San Pantaleone viene portata in processione per le vie del paese. La enigmatica statua rimarrà esposta fino ad ottobre. L’antico rito della “Esposizione”, per la sua solennità e per il pathos espresso dall’intenso coinvolgimento popolare, rappresenta oggi il trait d’union, l’anello di congiunzione, con il clima “sacro e impressionante” descritto nella Miglianico di d’Annunzio e Michetti.

L'aneddoto di Michetti e D'Annunzio nei disegni dei bambini di Miglianico
L’aneddoto di Michetti e D’Annunzio nei disegni dei bambini della Scuola Elementare di Miglianico, luglio 2015 – foto Leo De Rocco

D’Annunzio e Michetti, mentre assistevano ai riti miglianichesi dedicati a San Pantaleone, furono protagonisti di un curioso aneddoto, che a tratti sembra un misto di verità e fantasia e che oggi a Miglianico molti ricordano. Il Vatel’Eremita di Francavilla subirono le proteste della folla perché accusati di aver provocato, con la loro presenza, una violenta grandinata estiva che avrebbe pregiudicato il raccolto. La causa scatenante furono i luminosi flash al magnesio provenienti dalla macchina fotografica di Michetti, che tra candele e fumi d’incenso irruppero come lampi temporaleschi sulla “sacra” penombra delle luci soffuse.

Vincenzo Gemito, busto di F.P.Michetti, 1873 - Roma, Galleria Nazionale Arte Moderna, marzo 2015
Vincenzo Gemito, busto di F.P.Michetti, 1873 – Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna, marzo 2015 – foto Leo De Rocco

Nell’immaginario popolare dell’epoca ogni interferenza alla secolare ritualità della tradizione era vista come un tentativo di profanazione. Per questo il temporale estivo scoppiato proprio durante la visita di d’Annunzio e Michetti fu correlato, dagli allora devoti miglianichesi, alla visita dei due “forestieri”. La curiosa vicenda si intreccia con la nota famiglia miglianichese dei Ciavolich, proprietari della omonima cantina, una delle più antiche d’Abruzzo e del Centro-Sud Italia. I Ciavolich erano mercanti di lana originari della Bulgaria, arrivarono a Miglianico nel ‘500 e nel ‘700 iniziarono la coltivazione della vite. Fondarono nel 1853 l’omonima e prestigiosa Cantina, i cui vini sono conosciuti e apprezzati in Italia e all’estero.

Donna Ernestina Ciavolich, concessione Famiglia Ciavolich
Donna Ernestina Ciavolich, concessione Famiglia Ciavolich – Copyright © 

Alla fine dell’800 Donna Ernestina Vicini, moglie di Don Giuseppe Ciavolich, si rese protagonista della vita culturale e intellettuale dell’epoca. I suoi salotti letterari erano spesso frequentati da d’Annunzio, Michetti e Costantino Barbella. Francesco Paolo Michetti, durante i suoi sopralluoghi fotografici effettuati a Miglianico per preparare il dipinto del “Voto”, fu ospite dell’amica Donna Ernestina Ciavolich. Per gentile concessione della Famiglia Ciavolich, pubblichiamo, nella galleria fotografica, un estratto del carteggio tra Michetti e Donna Ernestina, che avvalora il loro legame di amicizia. Nella lettera Francesco Paolo Michetti annuncia all’amica la nascita della figlia Aurelia.

A Miglianico non c’è più traccia di quel clima “sacro e barbaro” descritto da d’Annunzio e dipinto da Michetti. Quell’Abruzzo arcaico e leggendario, che impressionava e affascinava gli intellettuali per il crudo realismo rappresentato dai suoi tradizionali riti, è oggi un lontano ricordo. Ma il Paese di San Pantaleone conserva gelosamente la propria storia e i devoti miglianichesi rinnovano ancora oggi le loro tradizioni, con la stessa intensa e coinvolgente partecipazione.

F.P.Michetti, Il Voto, dettaglio, Galleria Arte Moderna, Roma, marzo 2015
F.P.Michetti, Il Voto, dettaglio, Galleria Arte Moderna, Roma, marzo 2015 – foto Leo De Rocco

L′apparizione della reliquia mise un delirio di tenerezza nella moltitudine. Scorrrevano lagrime da tutti li occhi; e a traverso il velo lucido delle lagrime li occhi vedevano un miracoloso fulgore celeste emanare dalle tre dita in alto atteggiate a benedire. La figura del braccio pareva ora più grande nell′aria accesa; i raggi crepuscolari suscitavano barbagli variissimi nelle pietre preziose; il balsamo dell’incenso si spargeva rapidamente per le nari devote. (Gabriele d’Annunzio, San Pantaleone, 1883)

Copyright – All rights reserved – Non è consentito nessun uso del testo e delle foto presenti in questo articolo senza autorizzazione scritta – Pictures, it is forbidden to use any part of this article without specific authorisation – Autore/Blogger: Leo De Rocco, leo.derocco@virgilio.it – Foto, compreso copertina: Chieti, febbraio 2015; Roma, marzo 2015; Miglianico, luglio 2015 – Note al testo: 1) Gli IdolatriSan Pantaleone, Gabriele d’Annunzio 1883; 2) Francesco Netti-Scritti critici, De Luca editore, Roma 1980 – 3) Sonetti dell’amore oscuro, Federico Garcìa Lorca, 1936 – Ringraziamenti: si ringrazia per la gentile collaborazione: la Confraternita di San Pantaleone Enzo Giandomenico (priore) Adezio Guglielmo (cerimoniere)  e Timperio Giuseppe (confratello); la Cantina e la Famiglia Ciavolich (Dott.ssa Chiara Ciavolich).

GALLERIA FOTOGRAFICA

Lettera di F.P. Michetti, settembre 1889, concessione Famiglia Ciavolich – Copyright ©
Lettera di F.P. Michetti, settembre 1889, concessione Famiglia Ciavolich – Copyright ©
Lettera di F.P. Michetti, settembre 1889, concessione Famiglia Ciavolich – Copyright ©
Lettera di F.P. Michetti, settembre 1889, concessione Famiglia Ciavolich – Copyright ©
F.P.Michetti, Il voto, dettaglio - Galleria Nazionale, Roma, marzo 2015
F.P.Michetti, Il voto, dettaglio candelabri – Galleria Nazionale, Arte Moderna Roma, marzo 2015 – foto Leo De Rocco
Santuario di San Pantaleone, dettaglio candelabri, Miglianico, luglio 2015
Santuario di San Pantaleone, dettaglio candelabri, Miglianico, luglio 2015 – foto Leo De Rocco
F.P.Michetti, Il Voto, Galleria Arte Moderna, Roma, marzo 2015
F.P.Michetti, Il Voto, Galleria Arte Moderna, Roma, marzo 2015 – foto Leo De Rocco
Busto di San Pantaleone, Miglianico, luglio 2015
Busto di San Pantaleone, Miglianico, luglio 2015 – foto Leo De Rocco
F.P.Michetti, Il Voto, 1883 - dettaglio
F.P.Michetti, Il Voto, 1883 – dettaglio busto – foto Leo De Rocco
F.P.Michetti, Il Voto, Galleria Arte Moderna, Roma, marzo 2015
F.P.Michetti, Il Voto, Galleria Arte Moderna, Roma, marzo 2015 – foto Leo De Rocco
F.P.Michetti, Il Voto, Galleria Arte Moderna, Roma, marzo 2015
F.P.Michetti, Il Voto, Galleria Arte Moderna, Roma, marzo 2015 – foto Leo De Rocco
F.P.Michetti, Il Voto, dettaglio, Galleria Arte Moderna, Roma, marzo 2015
F.P.Michetti, Il Voto, dettaglio, Galleria Arte Moderna, Roma, marzo 2015 – foto Leo De Rocco
Miglianico,
Miglianico, “Esposizione” di San Pantaleone, luglio 2015 – foto Leo De Rocco
Miglianico,
Miglianico, “Esposizione” di San Pantaleone, luglio 2015 – foto Leo De Rocco
Miglianico,
Miglianico, “Esposizione” di San Pantaleone, luglio 2015 – foto Leo De Rocco
Miglianico,
Miglianico, “Esposizione” di San Pantaleone, luglio 2015 – foto Leo De Rocco
Miglianico,
Miglianico, “Esposizione” di San Pantaleone, luglio 2015 – foto Leo De Rocco
Santuario di San Pantaleone, Esposizione, luglio 2015
Santuario di San Pantaleone “Esposizione” luglio 2015 – foto Timperio Giuseppe
Santuario di San Pantaleone, Esposizione, luglio 2015
Santuario di San Pantaleone “Esposizione” luglio 2015 – foto Timperio Giuseppe
Miglianico,
Miglianico, “Esposizione” di San Pantaleone, luglio 2015 – foto Leo De Rocco
Miglianico, Santuario di San Pantaleone, luglio 2015
Miglianico, Santuario di San Pantaleone, luglio 2015 – foto Leo De Rocco
Miglianico,
Miglianico, “Esposizione” di San Pantaleone, luglio 2015 – foto Leo De Rocco
F.P.Michetti, Il Voto, Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma marzo 2015
Roma, Il Voto di F.P.Michetti, 1883 – Galleria Arte Moderna, marzo 2015 – foto Leo De Rocco

Copyright –All rights reserved – Non è consentito nessun uso del testo e delle foto presenti in questo articolo senza autorizzazione scritta – Pictures, it is forbidden to use any part of this article without specific authorisation –

English Version

D’Annunzio, Michetti and Saint-Pantaleon.

Gabriele d’Annunzio and Francesco Paolo Michetti captured one of those ancestral rituals with the pen and the brush, which in a distant and archaic Abruzzo aroused charm and feeling for their raw realism and for the solemn emotional intensity of the way these were unfolding.

Miglianico, Santuario di San Pantaleone, luglio 2015
Miglianico, July 2015

The ancient worship for San Pantaleone (St. Pantaleon) is still very salient in a village of the province of Chieti, which is surrounded by hills and vineyards. In late July, in Miglianico, rituals and solemn celebrations that are dedicated to the patron saint of the village are renewed already for centuries.

Il Voto, F.P.Michetti, 1883 – Roma, Galleria Arte Moderna – marzo 2015
Il Voto, F.P.Michetti, 1883 – Rome, National Gallery of Modern Art – March 2015

Today, much has changed compared to what the eyes of d’Annunzio and Michetti saw in Miglianico in that summer of the late nineteenth century: “the phalanx that was armed with sickles, billhooks, shields, hoes, shotguns” (1) has disappeared; and the farmers that “lick the dirty with dust and mud floor in order to fulfil a vow, crawling like reptiles to the silver chest of the saint” (2) seem to be blurred images in a surreal dream.

In the days before the traditional rituals for the celebrations in San Pantaleone, I went to Miglianico to look for historical information and take some photos. In a very hot and muggy morning in late July, I was greeted with the typical kindness of Abruzzo by the sub-deacon of the church of San Michele Arcangelo (St. Michael the Archangel), the sanctuary church that preserves the ancient and enigmatic statue of San Pantaleone.

Miglianico, Santuario di San Pantaleone, luglio 2015
St. Pantaleon Sanctuary – July 2015

At the time of d’Annunzio and Michetti, the church appeared to be smaller than now and in old times served as a private chapel for the Barons Valignani, feudal lords of Miglianico, as the sub-deacon Guglielmo explained. The old entrance was located at the side and at least ten meters ahead of the modern entrance. This was the one where Michetti and D’Annunzio saw the followers entering and that were then depicted in the painting exhibited at the National Gallery of Modern Art in Rome. (In the picture attached, this is at about the height of the arch).

The silvery St Pantaleon bust, painted by Michetti on canvas “Il Voto” exhibited in Rome, was damaged during II World War – Miglianico, July 2015
The remains of the silvery St Pantaleon bust, painted by Michetti on canvas “Il Voto” exhibited in Rome – Miglianico, July 2015

From that lateral and no-longer-existing entrance, Michetti and D’Annunzio saw and remained impressed by the followers of San Pantaleone walking slowly towards the silver chest of the saint, crawling on the ground and licking the floor as a sign of votive offering. The silver chest described by D’Annunzio in the “Gli Idolatri” and portrayed by Michetti in the “Vote” today is gone, and what is left is only the trunk, it was damaged during Second World War from German Army. As one enters the Sanctuary of Miglianico, the first thing that catches their attention is the expression of the statue of San Pantaleone.

Miglianico,
St. Pantaleon statue – July 2015

The statue is placed in a large carved wooden shrine and the look of the saint is facing an eighteenth-century stand that is placed in front. The expression of San Pantaleone in Miglianico is unusual compared to the traditional iconography: the look of the saint is magnetic, enigmatic and almost hypnotic. The wooden statue dates from the late fourteenth century, made by the school of Abruzzo, sculpted in a Romanesque-Byzantine style. It was held for a long time in a hiding place in the valley below the vilage in order to protect it from the raids of the Saracens and was found and brought to the sanctuary-church of Miglianico only at the beginning of the seventeenth century.

On July 26, the day before the procession, the entire village of Miglianico is found in the church of San Michele Arcangelo in order to renew the ancient ritual of the Exposition. The believers flock to the Sanctuary of San Pantaleone already in the late afternoon. Amongst those present, there are many emigrants that have returned on purpose to Miglianico in order to join the celebrations of their patron saint. After the prayers and the solemn Mass, all those present turn towards the statue of San Pantaleone, which is located on the side of the aisle and turn their gaze towards the great golden casket that holds the statue of the saint. For a few minutes, all remain in silence until the confreres of San Pantaleone approach the statue, wearing their red skullcap.

Miglianico,
St. Pantaleon “Exposition” – July 2015

At that moment, all those present began to sing a psalm with a solemn cadence that sometimes seems a Miserere, a sweet lament as would the poet García Lorca say (3): a solemn invocation to the Saint so that he can hear and answer the prayers of the faithful, some of which are visibly moved. The confreres of San Pantaleone remove the golden statue of the saint from its shrine, and whilst it is sprinkled with incense, they settle it very slowly on an eighteenth-century stand, that the people of Miglianico call a “throne”. In this way, all those present can see him, kiss him and worship him. The Exposition is a ritual that everyone is emotionally captivated. The elders remember the old tradition, which involves a mix of sacredness and superstition, to interpret the expression and the enigmatic gaze of the Saint during the Exposition: if a benevolent look is seen, a year of serenity and good omen shall arrive; but if a sad expression is perceived, this indicates a bad omen.

On the day of the Saint’s martyrdom (on July 27), the statue of San Pantaleone is carried in procession through the streets of the village. The enigmatic statue of San Pantaleone will remain on display until October. The ancient ritual of “Exposition” is now the only link that remains with the “sacred” climate that was described in Miglianico by d’Annunzio and Michetti, for its solemnity and for the pathos expressed by the intense popular captivation.

L'aneddoto di Michetti e D'Annunzio nei disegni dei bambini di Miglianico
The anecdote in the fantasy drawing of Miglianico schoolchildrens – July 2015

D’Annunzio and Michetti, whilst following these rituals dedicated to San Pantaleone, were protagonists of a curious anecdote that sometimes seems to be a mixture of truth and fantasy and that still today is remembered by many in Miglianico. Both the Bard and the Hermit of Francavilla underwent several protests by the crowd because they were accused of having caused a violent summer hailstorm that affected the crop, just by their presence. The underlying cause was the bright magnesium flash from the camera of Michetti, which apart from the candles and the incense smokes, burst like thunder flashes in the gloom of the dim lights. In the popular imagination of that time, any interference to the secular tradition of the ritual was seen as an attempt to desecration. This is why the summer storm that broke out during the visit of d’Annunzio and Michetti was related to the visit of the two “outsiders”, by the devotees of Miglianico. This curious story is intertwined with the famous family of Ciavolich of Miglianico, which were the owners of the homonymous winery, one of the oldest in Abruzzo and in Central-Southern Italy.

Lettera di F.P. Michetti, settembre 1889, concessione Famiglia Ciavolich - Copyright © all right reserved -
Ciavolich Family courtesy – Copyright
Lettera di F.P. Michetti, settembre 1889, concessione Famiglia Ciavolich - Copyright © all right reserved -
Ciavolich Family courtesy – Copyright

The Ciavolich were wool merchants that arrived in Miglianico in the 1500s and that in the 1700s began to grow grapes. In 1853, they founded the famous and prestigious wine cellar, whose wines are known and appreciated both in Italy and abroad. In the late 1800s, Donna Ernestina Vicini, the wife of Don Giuseppe Ciavolich, became the protagonist of the cultural and intellectual life of the time. Her literary salons were often frequented by d’Annunzio, Michetti and Costantino Barbella. Francesco Paolo Michetti has been also a guest of his friend Donna Ernestina Ciavolich, during his photographic surveys carried out in Miglianico in order to prepare the painting of the “Vote”. By courtesy of the Family Ciavolich, we publish an excerpt from the correspondence between Michetti and Donna Ernestina, which reinforces their bond of friendship. In a letter to her friend Francesco Paolo Michetti, she announces the birth of their daughter Aurelia.

F.P.Michetti, Il Voto, Galleria Arte Moderna, Roma, marzo 2015
Il Voto, F.P.Michetti, 1883 – detail – Rome, National Gallery of Modern Art – March 2015

In Miglianico, there is no trace of that “sacred and barbaric” atmosphere as this was described by D’Annunzio and painted by Michetti. That legendary and archaic Abruzzo, which often impressed and at the same time appealed to the intellectuals for its harsh reality represented by its traditional rituals, is now only a distant memory. However, the village of San Pantaleone jealously guards its own history and the devotees of Miglianico renew their traditions even today, with the same intense and engaging participation.

The author and owner of this blog, Leo De Rocco, would like to thank for their kind collaboration: the Confraternity of St. Pantaleon (Mr Enzo Giandomenico; Mr Adezio Guglielmo; Mr Timperio Giuseppe); The Ciavolich Family and Winery (Miss Chiara Ciavolich) – Note: 1) Idolaters, St. Pantaleon, Gabriele d’Annunzio, 1883; 2) Critical Writing, Francesco Netti, De Luca publisher, Rome 1980; 3) Sonnets of the Obscure Love, Federico Garcìa Lorca, 1936  – Photos: Rome, March 2015 – Miglianico, July 2015.

Copyright –All rights reserved – This article and the pictures shown on this website are private. It is thus prohibited to retransmit, disseminate or otherwise use any part of this article without written authorisation – Author/blogger: Leo De Rocco, leo.derocco@virgilio.it

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