Ricordi di guerra, storie di Francavilla al Mare.

Foto in copertina: Viale Nettuno, (tra gli anni venti e trenta del ‘900), è una strada che costeggia il lungomare di Francavilla al Mare.


Francavilla al Mare – viale Nettuno, anni ’30 circa – collezione privata


Su questo Viale, prima della guerra, si affacciavano case signorili, villini e hotel immersi nel verde dei pini marittimi, abitati nei mesi estivi soprattutto dalla borghesia abruzzese, ma anche da quella romana.


Eleganti signore sulla spiaggia di Francavilla al Mare, inizi ‘900 – collezione privata


Era il viale elegante di un paesello che da piccolo borgo di pescatori e contadini posizionato sulle colline davanti al mare Adriatico, si stava trasformando in una località di villeggiatura, anche grazie alla costruzione della ferrovia Adriatica e alla nascita di un turismo che non ancora si poteva definire di massa.


Francavilla al Mare – Palazzo Sirena – collezione privata


Francavilla al Mare, piazza Sirena, una delle prime automobili apparse in paese. Francesco Paolo Tosti fu uno dei primi a possederne una – Collezione privata


Passeggiando all’epoca su questa strada si incontravano eleganti signore con ombrellini per ripararsi dal sole, che la sera cedevano il posto a vezzosi gioielli indossati con civetteria; antichi carretti per gelati e granite e orchestrine di musicisti, che allietavano i pomeriggi e le serate di cittadini e turisti.


Francavilla al Mare – l’Hotel Minerva, automobili, il carretto dei gelati, tra viale Nettuno e il Palazzo Sirena – collezione privata


Si poteva incontrare anche un musicista già molto famoso in Inghilterra e amico della famiglia Windsor: Francesco Paolo Tosti, nativo della vicina Ortona, che spesso consumava una bibita tra i tavolini del Palazzo Sirena, dove fu anche fotografato.

Lo storico Palazzo Sirena, costruito nel 1888 in stile Liberty con all’interno decorazioni floreali opera di Gaetano Paloscia (Terlizzi, 1871 – Pescara, 1942) amico di Francesco Paolo Michetti, come vedremo sarà completamente distrutto nel 1943.


Francesco Paolo Tosti (il primo da sx) seduto ai tavoli del Palazzo Sirena – collezione privata


Interno del Palazzo Sirena – collezione privata


Anche il famoso pittore Francesco Paolo Michetti passava da qui, un tempo aveva lo studio di posa proprio sulla spiaggia e magari lo si incontrava mentre andava a far visita, in compagnia di Matilde Serao, prima donna direttrice di un quotidiano in Italia, al suo amico Gabriele d’Annunzio, che invece lo si vedeva passeggiare a cavallo sulla spiaggia, anche lui come Tosti fu fotografato (alcune foto che circolano anche su siti esteri sono erroneamente attribuite ad un “d’Annunzio a cavallo in Francia”, ma questa è la spiaggia di Francavilla).


Gabriele d’Annunzio sulla spiaggia di Francavilla al Mare – collezione privata


Il gruppo di intellettuali e artisti si ritrovava poi nel famoso “Cenacolo” che Francesco Paolo Michetti organizzava nella sua casa-convento nel paese “alto” (chiamato così perché in collina), ritrovo all’epoca conosciuto negli ambienti culturali e artistici in Italia, ma anche all’estero.

Oltretutto il Convento Michetti fu uno dei pochissimi edifici storici che si salvarono dalla distruzione della guerra (furono solo due: questo e il palazzo San Domenico, attuale sede del Museo Michetti MuMi, e un’antica torre ormai rudere detta di Ciarrapico).


Gabriele d’Annunzio nella sua casa, al villino Mammarella di Francavilla al Mare – collezione privata


D’Annunzio abitò per qualche anno proprio su questa strada, la sua casa era una villino vicino al citato Palazzo Sirena e al villino della famiglia Pomilio, all’ultimo piano di questo edificio c’era un loggiato circondato da colonnine corinzie.


Villino di Francavilla al Mare su Viale Nettuno – collezione privata


Questi palazzi furono poi tutti distrutti durante la guerra, alcune colonne superstiti si trovano ancora oggi sistemate nel giardino dell’attuale edificio, le ho trovate mentre cercavo il luogo dove sorgevano i citati edifici. In un vecchio libro ho trovato alcune foto d’epoca di queste case, in una si vede d’Annunzio fotografato proprio sul detto loggiato.


Resti delle colonne del villino rimaste in giardino dal dopoguerra – Francavilla al Mare – foto Leo De Rocco


La guerra

Questa atmosfera da Belle Epoque incominciò ad incrinarsi a seguito delle vicende politiche italiane ed europee che precedettero la Seconda guerra mondiale e che trascinarono di nuovo (dopo il primo conflitto mondiale) l’Italia e l’Europa nell’abisso.

La guerra colpì duramente tutto l’Abruzzo, ma fu particolarmente violenta tra Ortona, definita “la piccola Stalingrado”, Francavilla e Pescara. Città che si trovavano a ridosso della Linea Gustav, una linea strategica militare che, come dimostrano i dispacci militari ritrovati nel dopoguerra, vide l’interesse diretto di Hitler, Stalin e Churchill, in particolare quest’ultimo affermò: “Ortona fu la prima grande battaglia per le vie, e da essa imparammo molto.”


Cimitero Canadese vicino Ortona – foto Leo De Rocco


Le distruzioni, le vittime e i cimiteri dei soldati, quasi tutti giovanissimi, (ho trovato lapidi di ragazzi minorenni), quello canadese a Ortona, il Moro River Canadian War e quello inglese nella Val di Sangro (Torino di Sangro), il Sangro River War, testimoniano quel periodo così buio della nostra storia.


Cimitero Britannico del Commonwealth – Torino di Sangro – foto Leo De Rocco


A Francavilla tra il 1943 e il 1944, i tedeschi in ritirata minarono praticamente l’intero paese: case, ville, chiese, palazzi, distrussero tutto, compreso il citato Palazzo Sirena , il Duomo di San Franco con le sue due cupole, le antiche chiese e tutto il centro storico, che in parte era di epoca medievale.

La scellerata decisione dei comandanti nazisti per me rimane un mistero: quale motivazione strategica e militare di guerra costituì la base alle decisioni di distruggere tutto, persino il Palazzo Sirena ormai vuoto. Non si trattava di ponti o ferrovie, di punti strategici che, come si sa, sono bersaglio in tutte le guerre, né ci fu un bombardamento aereo con annessi danni collaterali (come avvenne a Pescara) fu proprio una sistematica distruzione con cariche di esplosivo, un vile sfregio ad una cittadina e ai suoi abitanti. Forse i tedeschi non volevano ripetere a Francavilla ciò che si era configurato nella vicina Ortona, dove la battaglia fu combattuta casa per casa, quindi decisero di radere al suolo il paese, questa è la mia ipotesi.

Resta il fatto che dal paese “alto” a piazza Sirena e da qui fino al confine con il fiume Alento in direzione Pescara il colpo d’occhio era una triste distesa di cumuli di macerie, l’antico paese di pescatori che si stava trasformando in una moderna località di villeggiatura non esisteva più.


La testimonianza

Ho scelto queste foto e la storie ad esse legate per introdurre la testimonianza di una persona che ha vissuto quel periodo, una cittadina di Francavilla all’epoca bambina e ora anziana, che da sempre ama il suo paese e la sua storia, questa signora è mia nonna. La testimonianza è relativa ad un episodio accaduto a Francavilla al Mare durante la guerra, precisamente nella primavera-estate del 1944, non ho trovato altre testimonianze in merito, credo quindi che questa storia sia inedita, la condivido con i lettori così come mi è stata raccontata:

“Nell’estate del 1944 Francavilla al Mare risultava ormai tutta distrutta, i tedeschi minarono tutto il paese alto e il lungomare: un mare di macerie prese il posto di quella che fino ad allora era una bellissima cittadina. Qui venivano a passare le vacanze estive anche i cadetti da altre regioni – (Accademia militare di Modena) – io ero una bambina e li vedevo passeggiare su Viale Nettuno, con le loro uniformi tirate a lucido, oppure mentre ascoltavano la musica che orchestrine suonavano nel tardi pomeriggio.”


Francavilla al Mare – Convento Michetti, primi del ‘900 – Collezione privata


“Durante i lavori di rimozione delle macerie presso l’Istituto scolastico gestito dalle suore, situato nella parte alta del paese furono trovati nascosti in un angolo i resti di due corpi, due giovani trovati abbracciati, come in un ultimo estremo e commovente gesto forse per cercare scampo al terrore della devastazione.”

“I lavori di rimozione delle macerie furono subito interrotti e grande fu l’apprensione per la scoperta. Subito ci domandammo chi, tra noi francavillesi, mancava all’appello: di chi potevano essere quei due poveri corpi trovati abbracciati e rannicchiati, nascosti tra le macerie, in un angolo dell’edificio distrutto?”

“Poco dopo furono ritrovate nelle tasche di uno dei due corpi alcune lettere, uno scambio epistolare d’amore con la propria famiglia pugliese: le risposte dei familiari alle lettere scritte da un giovane soldato che sperava di tornare nella sua terra e riprendere ciò che la follia della guerra gli aveva rubato: la giovinezza e il futuro.”

Così finisce il racconto. I corpi ritrovati appartenevano dunque a due poveri giovani soldati italiani che, durante le concitate e confuse vicende della guerra accadute dopo il settembre del 1943 quando il re, lo Stato Maggiore e il governo abbandonarono Roma (e l’Italia) al proprio destino fuggendo a Pescara e da qui via mare verso Brindisi, cercarono di tornare a casa dirigendosi verso Sud ma, rimasti bloccati sul difficile fronte di Ortona, oppure perché ricercati dai nazisti, i due giovani trovarono rifugio in quell’edificio gestito dalle suore di Francavilla.


Ortona – Dicembre 1943

Francavilla al Mare, 1943-44, quello che rimane del paese alto – Collezione privata


Per comprendere al meglio quei tragici eventi di Francavilla al Mare durante il Secondo conflitto mondiale, riporto di seguito ancora una testimonianza secondo me particolarmente significativa anche perché si tratta della testimonianza di una suora e si ricollega quindi al citato racconto, i cui fatti si svolsero in una scuola gestita da suore.

Dal diario di una suora di Francavilla, appartenente all’ordine delle Francescane di Gesù Bambino, scritto tra il 1943 e il 1944 tratto dal libro “Kaputt! Francavilla dal Fascismo alla Resistenza” dello storico abruzzese Giuseppe Iacone, edizione a cura di Emidio Luciani:

19 Dicembre 1943 – “Lo scoppio delle prime mine ci giunge all’orecchio, dopo aver rincasato dall’essere andate a fare la Comunione. Dopo mezz’ora si seppe che erano state minate la stazione, con il mulino, la Sirena. Ci rianimammo un po’ sperando che passasse il fronte presto. Ma invece incominciò la distruzione della bella Francavilla”.

20 Dicembre 1943 – “Questa notte non abbiamo dormito per niente, causa le continue cannonate e il grande fuoco del fronte, che ci faceva vedere come se fosse mezzogiorno. Ci siamo raccomandata l’anima parecchio, a volte sembrava proprio un inferno aperto, ciò nonostante sfidammo il pericolo e andammo ad assistere alla S. Messa, prima della quale ci confessammo, ci prendemmo la Comunione come viatico, mentre gli apparecchi mitragliavano senza sosta. Terminato il forte pericolo, facemmo quasi un km sempre correndo fino a raggiungere le prime case. Verso mezzogiorno arrivammo a casa.


Ho dedicato uno dei miei primi articoli di questo blog di “storie e passioni” alle storie di Francavilla legate alla guerra per tenere viva la memoria di questa cittadina che pagò un prezzo altissimo durante la guerra: ricordiamo tutte le vittime e i venti cittadini francavillesi trucidati per rappresaglia dai nazisti in contrada Santa Cecilia nel dicembre del 1943, oltre all’antico paese raso al suolo.

Altresì ho voluto rispettare la memoria degli anziani di Francavilla, simbolicamente rappresentati qui da mia nonna che, fin da quando ero bambino e trascorrevo le vacanze a casa sua, al paese “alto” (vacanze spensierate, ricordo con affetto mio nonno che mi insegnò a nuotare facendomi tuffare dal pontile e portandomi alle “secche” del mare di fronte alla “Sirena”) mi raccontava sempre commossa queste vicende storiche rese ancora più dolorose dalla perdita di sua sorella, una ragazzina di 12 anni, avvenuta durante un bombardamento in Toscana dove fu costretta a sfollare insieme a sua sorella e altri francavillesi, (tornò poi a piedi dalla Toscana fino a Viterbo poi finalmente a Francavilla).

Sono andato a cercare i luoghi e gli edifici citati nelle testimonianze, in particolare l’edificio dove furono ritrovati i due giovani soldati italiani, ho scattato alcune foto che pubblico insieme ad altre foto storiche, molte provenienti da collezioni private (mi scuso per la qualità delle foto) tratte dal libro “Francavilla al Mare 8/900” dello storico Giuseppe Iacone, testi di Umberto Russo, professore, scrittore e storico, che ho avuto il piacere di conoscere, edizione Emidio Luciani 1978.

Autore/Blogger Leo De Rocco

Dedicato a mia nonna.

Galleria fotografica

È vietata la riproduzione, anche solo parziale, senza autorizzazione scritta del testo e di tutte le foto presenti in questo articolo, compreso quelle in collezione privata: Copyright – All rights reserved – foto contemporanee: marzo 2015 Leo De Rocco . Photo – no use is permitted without authorization. Autore/Blogger Leo De Rocco derocco.leo@gmail.com


Resti dell’Istituto delle Suore, asilo infantile, nel paese alto di Francavilla al Mare – collezione privata


Istituto delle Suore, asilo infantile – Francavilla al Mare – collezione privata

Estate 1944, nei pressi dell’Istituto delle Suore, Francavilla al Mare – collezione privata

L'Istituto delle Suore, F.Padovano, come si presenta oggi. Marzo 2015Francavilla al Mare – L’Istituto delle Suore, F.Padovano, come si presenta oggi – foto Leo De Rocco

Targa sul portone d'ingresso dell'Istituto: A Francesca Padovano che con instrumenti del 1793 e 1802 legava questo palazzo ed un cospicuo fondo rustico per fare imparare alle figlie del popolo a filare, cucire, tessere, fal calze e rezze. I posteri riconoscenti.Targa sul portone d’ingresso dell’Istituto: A Francesca Padovano che con instrumenti del 1793 e 1802 legava questo palazzo ed un cospicuo fondo rustico per fare imparare alle figlie del popolo a filare, cucire, tessere, fal calze e rezze. I posteri riconoscenti.

I finestroni ad arco ricalcano lo stile del precedente edificio distrutto. Marzo 2015I finestroni ad arco ricalcano lo stile del precedente edificio distrutto – foto Leo De Rocco, marzo 2015

Viale Nettuno prima della guerra – Hotel des Bains – collezione privata


Francavilla al Mare – viale Nettuno – collezione privata


Francavilla al Mare – viale Nettuno – collezione privata


Francavilla al Mare – l’antico borgo dei pescatori – collezione privata


Francavilla al Mare – l’antico borgo medievale – collezione privata


Le soste durante l’estate di unità della Marina Militare nelle acque di Francavilla, offrivano occasioni di feste mondane e gite in mare. I villeggianti erano invitati a bordo dagli ufficiali – collezione privata


Uno degli hotel su Viale Nettuno – collezione privata

Una famiglia di Francavilla in campagna, sul fondo il fiume Alento – collezione privata


Francesco Paolo Tosti sulla spiaggia di Francavilla al Mare – Archivio Museo della Musica, Casa Museo Tosti, Palazzo Corvo – Ortona


Copyright – All rights reserved Non è consentito nessun uso delle foto (e del testo) presenti in questo articolo senza autorizzazione – Pictures: no use is permitted without authorization. Autore/Blogger Leo De Rocco derocco.leo@gmail.com

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Nuccia ha detto:

    Questo scorcio storico, pur nella sua triste molto triste parentesi, ha la felicità della ricostruzione l’impegno dei cittadini e la volontà di volere attuare nuovamente la propria terra distrutta dall’imbecillita’ umana che si tramuta in vera e propria malvagità crudeltà cinismo. Ho ammirato l’altra sera il coro dei bambini della scuola in piazza sulla gradinata e non ho potuto fare a meno di pensare alla forza positiva che scaturisce da questo paese in un mondo sopraffatto dalla paura e dall’odio. Grazie per questo racconto della memoria.

    Piace a 1 persona

  2. leoderocco ha detto:

    Gentile Nuccia, grazie per aver letto il racconto e per la sua testimonianza. Leo

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