La Madonna e il Faro

Quello è il faro e noi sui gradini dell’immaginazione indoviniamo i flutti dove vanno…(1)

Percorrendo la strada che costeggia il mare di Vasto, la bellissima Costa dei Trabocchi, un meraviglioso tratto della costa abruzzese che da Vasto sale per chilometri fino a Francavilla al Mare in un susseguirsi di verdi colline, vigneti e uliveti che a tratti lambiscono la riva del mare; non può sfuggire all’occhio attento il Faro di Punta Penna. 

Vasto, Faro di Punta penna, marzo 2015
Vasto, Punta Penna, marzo 2015

Punta Penna e la vicina Punta Aderci sono tra le località marine più belle d’Abruzzo e dell’intera costa adriatica (vedi anche Mare Abruzzese, in questo blog, maggio 2015). Ci sono alcuni periodi dell’anno che la bellezza di questa terra d’Abruzzo risplende in maniera particolare e maggio è uno di questi: i campi di grano che si tuffano nell’azzurro Adriatico, con alle spalle la Majella ancora innevata, è uno spettacolo talmente bello che quasi commuove.

I festeggiamenti alla Madonna di Punta Penna è una tradizione molto sentita da queste parti. I marinai e i pescatori di Punta Penna sono molto devoti a questa Madonna, così come tutti i vastesi. La seconda domenica di maggio la statua della Madonna di Pennaluce (altro nome di Punta Penna)  viene portata in processione in mare. I marinai la portano sulle loro barche e in corteo navigano fino alla marina di Vasto, per poi tornare indietro. Si rinnova così un’antica leggenda, in un connubio tra natura e tradizione tipico della terra abruzzese.

Il Faro di Punta Penna, luglio 2015
Punta Penna al tramonto, vista da Punta Aderci –  luglio 2015

Sono proprio i marinai di Vasto a tramandare da secoli una antica leggenda che parla del trafugamento della statua da parte dei pirati turchi e del suo miracoloso ritrovamento nel suo posto in chiesa. Le navi turche, continua il racconto, affondarono al suono di una campana che era adagiata in fondo al mare. I devoti della Madonna di Pennaluce dicono che da allora il suono di quella campana adagiata in fondo al mare si sente ogni anno.

La piccola chiesa dedicata alla Madonna di Pennaluce, sorge su una precedente costruzione di epoca anteriore alla civiltà romana. Sul promontorio esisteva una antica città chiamata Buca, citata anche da Plinio. In epoca medievale Buca prese il nome di Pennaluce. Nel 1252 Punta Penna era sede di una antica Università, vi era anche un castello e un convento. La peste che colpì l’Abruzzo nel ‘400 contribuì al decadimento di questo luogo. Fu Diego D’Avalos, Signore di Vasto, a far ricostruire nel 1618 l’edificio di culto sulla base della precedente costruzione.

Punta Penna, maggio 2015, stemma dei D'Avalos
Punta Penna, maggio 2015, stemma dei D’Avalos

Successivamente (fine ‘800) si rese necessario ricostruire la chiesa scegliendo lo stile eclettico (neo-medievale) in voga in quel periodo. La chiesa è ancora formalmente proprietà della famiglia D’Avalos. Lo stemma della nobile famiglia spagnola è ancora visibile, sormontato sull’altare (vedi foto).

Il Faro di Punta Penna misura 70 metri di altezza ed è il secondo faro più alto d’Italia dopo la Lanterna di Genova. Simbolo del vecchio villaggio dei pescatori a ridosso della chiesetta della Madonna di Penna Luce, il faro fu costruito nei primi del ‘900 ed entrò in funzione nel 1912. Parzialmente distrutto dall’esercito tedesco nel 1944, fu ricostruito nel 1948.

Punta Penna è uno dei luoghi abruzzesi più interessanti dal punto di vista paesaggistico. In giornate di vento o di pioggia, o quando il mare è in tempesta, il paesaggio di questo luogo ricorda vagamente le selvagge e affascinanti scogliere del nord Europa, tra l’Irlanda e la Scozia. Ma i mediterranei campi di grano, punteggiati da papaveri rossi, esprimono uno dei posti abruzzesi più belli e intensi.

Copyright –All rights reserved– Non è consentito nessun uso del testo e delle foto presenti in questo articolo senza autorizzazione scritta – Pictures, it is forbidden to use any part of this article without specific authorisation – Note: 1) poesia di Alda Merini, incipit – Foto: compreso copertina, marzo, maggio, luglio 2015 – Autore/Blogger: Leo De Rocco, leo.derocco@virgilio.it

Punta Penna, Vasto, maggio 2015
Punta Penna, Vasto, maggio 2015
Faro di Punta Penna, maggio 2015
Faro di Punta Penna, maggio 2015
Punta Penna, Vasto, maggio 2015
Punta Penna, Vasto, maggio 2015
Chiesa di Punta Penna, maggio 2015
Chiesa di Punta Penna, maggio 2015
Chiesa di Punta Penna, maggio 2015
Chiesa di Punta Penna, maggio 2015
Punta Penna, Il mare e il grano, maggio 2015
Punta Penna, Il mare e il grano, maggio 2015
Punta Penna, Maggio 2015
Punta Penna, Maggio 2015

 

Punta Penna, maggio 2015
Punta Penna, maggio 2015
Punta Penna, Vasto, maggio 2015
Punta Penna, Vasto, maggio 2015
Madonna di Punta Penna, maggio 2015
Madonna di Punta Penna, maggio 2015
Punta Penna, maggio 2015
Punta Penna, maggio 2015
Punta Penna, maggio 2015
Punta Penna, maggio 2015
Punta Penna, Vasto, maggio 2015
Punta Penna, Vasto, maggio 2015
Vasto, Punta Penna, maggio 2015
Vasto, Punta Penna, maggio 2015
Punta Penna vista da Punta Aderci, maggio 2015
Punta Penna vista da Punta Aderci, maggio 2015
Punta Penna vista da Punta Aderci, maggio 2015
Punta Penna vista da Punta Aderci, maggio 2015             

Copyright –All rights reserved– Senza autorizzazione non è consentito nessun uso delle foto presenti in questo articolo – Pictures: no use is permitted without authorization – Note: Poesia di Alda Merini, incipit – Foto: Punta Penna, Vasto, marzo, maggio, luglio 2015 – Autore/Blogger: Leo De Rocco, leo.derocco@virgilio.it

 

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