La Corsa degli Zingari

– For the English version, please refer to the end of this page –

Laudamus veteres, sed nostri utemur annis.*

*Elogiamo i tempi antichi, ma sappiamoci muovere nei nostri. (Ovidio)

In terra d’Abruzzo le bellezze naturali vivono in simbiosi con la storia e le tradizioni. Pacentro è un suggestivo paese ai piedi del Monte Morrone, nel Parco Nazionale della Majella. Considerato uno dei borghi più belli d’Italia, Pacentro si trova in un’area ricca di storia e arte: su una altura del Monte Morrone si trovano i resti della villa di uno dei più celebri poeti dell’Impero romano, l’abruzzese Ovidio, nato nella vicina Sulmona nel 43 a.C.

Villa di Ovidio - Monte Morrone, settembre 2015
Resti della Villa di Ovidio – Monte Morrone, settembre 2015

La villa di Ovidio è anche sede del tempio romano dedicato a Ercole Curino, il luogo dove fu rinvenuta la meravigliosa statua bronzea raffigurante Ercole, da alcuni studiosi considerata opera ispirata all’originale di Lisippo, uno dei più grandi maestri della scultura greca, scultore prediletto da Alessandro Magno. La statua in bronzo dell’Ercole Curino è stata recentemente esposta a Firenze, insieme ad altre importanti opere provenienti da prestigiosi musei internazionali, in occasione della bella mostra “Potere e Pathos, bronzi del mondo ellenistico”.

Da oltre 500 anni a Pacentro ha luogo una tradizionale festa che unisce paganesimo e tradizione religiosa: la Corsa degli Zingari. Il significato etimologico del termine “zingaro” non ha a Pacentro l’accezione comune, ossia “nomade”, ma descrive nel dialetto del luogo “colui che è scalzo”. I giovani partecipanti a questa “corsa”, di per sé molto impegnativa e pericolosa, corrono a piedi nudi partendo dalla cima di una montagna, posta di fronte al paese, fino al traguardo: la chiesa della Madonna del Loreto.

Saturnino Gatti, Madonna di Loreto - Metropolitan Museum New York
Saturnino Gatti, Madonna di Loreto – Metropolitan Museum New York

La devozione a questa Madonna, venerata perché capace di guarire le ferite, è riconducibile alla antica tradizione religiosa che racconta la sosta a Pacentro della Madonna durante il suo miracoloso “viaggio” a Loreto insieme alla “Santa Casa”. La traduzione artistica di questo viaggio religioso è magistralmente rappresentata dal meraviglioso dipinto “Traslazione della Santa Casa di Loreto” esposto al Metropolitan Museum di New York, opera di uno dei più grandi artisti rinascimentali abruzzesi (e italiani), l’aquilano Saturnino Gatti. 1)

Nel tardi pomeriggio della prima domenica di settembre i giovani pacentrani si incamminano lentamente verso la cima di una montagna che domina il paese, da secoli punto di partenza della “santa corsa”.

Gli
Gli “Zingari” scalano il monte – Pacentro, settembre 2015

Il rintocco delle campane, che a tratti riecheggia con forza in tutta la Valle Peligna, è il segnale che l’antichissimo rito sta per ripetersi – questa del 2015 è la 565^ edizione – e contribuisce a far salire l’emozione tra i partecipanti. La difficoltà della pericolosa e impegnativa “corsa” è evidente fin dalle prime fasi: per raggiungere il punto di partenza i giovani effettuano a piedi nudi la ripidissima salita della montagna, procurandosi già le prime ferite per via delle aguzze pietre che lastricano il sentiero. Mentre si conclude la solenne processione dedicata alla Madonna di Loreto, i paesani e i numerosi turisti si assiepano lungo il percorso della “gara”.

Gli atleti arrivati sulla montagna - Pacentro, settembre 2015
Gli atleti arrivati sulla montagna – Pacentro, settembre 2015

Sulla montagna la tensione emotiva tra i giovani atleti, di età media tra i 14 e i 25 anni, ma partecipano anche ultratrentenni, è altissima e tutti hanno lo sguardo fisso sul traguardo: la chiesa posta sulla montagna di fronte. I giovani sono considerati dalla comunità locale come “eroi” e come tali sono chiamati a dare prova di coraggio e forza. Intanto il fumo prodotto da alcuni fuochi di artificio avvolge, nascondendola, la montagna degli atleti, i quali aspettano in silenzio il segnale di partenza.

Pacentro, settembre 2015
Poco prima dello start – Pacentro, settembre 2015

Dopo alcuni minuti, ecco il segnale proveniente dalla chiesa-traguardo: al primo rintocco di campana i giovani atleti si precipitano lungo la discesa ripida e insidiosa, è impressionante vedere con quale rapidità questi ragazzi discendono dal monte nonostante siano a piedi nudi. Dopo alcuni minuti gli “zingari” attraversano un pianoro per poi riprendere un’altra ripida salita che porta al paese e alla chiesa. Gli atleti arrivano ai piedi della Madonna di Loreto esausti e provati, molti di loro hanno i piedi sanguinanti per le ferite riportate durante la corsa, effettuata tra rovi, rocce e pietre aguzze, ma al dolore e alla stanchezza si associa l’emozione e la gioia per la prova superata. I giovani atleti sono accolti dai paesani con ogni onore e il vincitore viene portato in trionfo per le vie del paese festante fino a tarda notte.

Corsa degli Zingari - Pacentro, settembre 2015
Corsa degli Zingari, festa a casa del vincitore – Pacentro, settembre 2015

Le famiglie di Pacentro tengono molto a questa tradizionale festa, che viene tramandata da diverse generazioni. Ogni famiglia ambisce ad avere un proprio rappresentante protagonista della storica competizione: il vincitore porta gli onori della vittoria anche alla propria famiglia. Il corteo festante accompagna il vincitore fino alla sua abitazione, dove i famigliari hanno preparato un ricco banchetto che viene offerto a tutti i presenti. Un antico esempio di ospitalità, che nell’Abruzzo “forte e gentile” assume una valenza di laica sacralità.

Corsa degli Zingari, l'attesa del vincitore - Pacentro, settembre 2015
La folla attende l’arrivo del vincitore – Pacentro, settembre 2015

“Lu bbalie”, (traduzione, “il palio”), è il simbolico premio che da secoli riceve il vincitore della corsa, consiste in un pezzo di stoffa che un tempo veniva usato dal ragazzo per farsi fare un abito nuovo: l’eleganza affiancava così la forza fisica e la ragazza più bella del paese “sceglieva” il vincitore per unirsi in matrimonio. In un’epoca basata sulla globalizzazione e sulla comunicazione di massa, al pezzo di stoffa viene oggi affiancato un premio in denaro e le ragazze rincorrono il vincitore per un “selfie” da pubblicare “live” sui social. I tempi sono cambiati, ma la cinquecentesca Corsa degli Zingari di Pacentro da secoli conferma l’amore che gli abruzzesi nutrono per le proprie radici e per le proprie tradizioni e regala ancora oggi intense emozioni.

Copyright – All rights reserved – Non è consentito nessun uso del testo e delle foto presenti in questo articolo senza autorizzazione scritta – Pictures, it is forbidden to use any part of this article without specific authorisation – Note: 1) per un approfondimento su Saturnino Gatti vedi in questo blog l’articolo “Il Genio Abruzzese” – Foto: compreso copertina, Pacentro: agosto 2014 e settembre 2015; Villa di Ovidio: settembre 2015 – Ringraziamenti: Comitato Organizzatore festa Corsa degli Zingari, Pacentro, un particolare ringraziamento alla responsabile Floriana Rossi – Autore/Blogger: leo.derocco@virgilio.it

L'arrivo del vincitore Alessio Marcaurelio - Pacentro, settembre 2015
L’arrivo del vincitore Alessio Marcaurelio – Pacentro, settembre 2015
L'arrivo del vincitore - Pacentro, settembre 2015
L’arrivo del vincitore – Pacentro, settembre 2015
Corsa degli Zingari, arrivo del vincitore - Pacentro, settembre 2015
Corsa degli Zingari, arrivo del vincitore – Pacentro, settembre 2015
Corsa degli Zingari - Pacentro, settembre 2015
Corsa degli Zingari – Pacentro, settembre 2015
L'arrivo dei primi tre
L’arrivo dei primi tre “Zingari” – Pacentro, agosto 2015
Corsa degli Zingari - Pacentro, settembre 2015
Corsa degli Zingari – Pacentro, settembre 2015
Alessio Marcaurelio di venti anni è alla sua quinta vittoria consecutiva - Pacentro, settembre 2015
Alessio Marcaurelio di venti anni è alla sua quinta vittoria consecutiva – Pacentro, settembre 2015
Corsa degli Zingari - Pacentro, settembre 2015
Corsa degli Zingari – Pacentro, settembre 2015
Corsa degli Zingari – Pacentro, settembre 2015
Corsa degli Zingari – Pacentro, settembre 2015
Corsa degli Zingari - Pacentro, settembre 2015
Corsa degli Zingari – Pacentro, settembre 2015
Corsa degli Zingari – Pacentro, settembre 2015
Corsa degli Zingari – Pacentro, settembre 2015
Corsa degli Zingari – Pacentro, settembre 2015
Corsa degli Zingari – Pacentro, settembre 2015
Corsa degli Zingari – Pacentro, settembre 2015
Corsa degli Zingari – Pacentro, settembre 2015
Corsa degli Zingari - Pacentro, settembre 2015
Corsa degli Zingari – Pacentro, settembre 2015
Corsa degli Zingari - Pacentro, settembre 2015
Corsa degli Zingari – Pacentro, settembre 2015
Corsa degli Zingari – Pacentro, settembre 2015
Corsa degli Zingari – Pacentro, settembre 2015
Corsa degli Zingari - Pacentro, settembre 2015
Corsa degli Zingari – Pacentro, settembre 2015
Corsa degli Zingari – Pacentro, settembre 2015
Corsa degli Zingari – Pacentro, settembre 2015
Corsa degli Zingari – Pacentro, settembre 2015
Corsa degli Zingari – Pacentro, settembre 2015
I vincitori vengono portati in trionfo per le vie del paese - Pacentro, settembre 2015
I vincitori vengono portati in trionfo per le vie del paese – Pacentro, settembre 2015
Corsa degli Zingari – Pacentro, settembre 2015
Corsa degli Zingari – Pacentro, settembre 2015
Corsa degli Zingari – Pacentro, settembre 2015
Corsa degli Zingari – Pacentro, settembre 2015
Chiesa della Madonna di Loreto - Pacentro, settembre 2015
Chiesa della Madonna di Loreto – Pacentro, settembre 2015
Pacentro, agosto 2014
Pacentro, agosto 2014
Pacentro, agosto 2014
Pacentro, agosto 2014
Pacentro, agosto 2014
Pacentro, agosto 2014
Pacentro, agosto 2014
                                     Pacentro, agosto 2014                                                                             

Copyright – All rights reserved – Non è consentito nessun uso del testo e delle foto presenti in questo articolo senza autorizzazione scritta – Pictures, it is forbidden to use any part of this article without specific authorisation – Note: 1) per un approndimento su Saturnino Gatti vedi in questo blog l’articolo “Il Genio Abruzzese” – Foto: compreso copertina, Pacentro: agosto 2014 e settembre 2015; Villa di Ovidio: settembre 2015 – Ringraziamenti: Comitato Organizzatore festa Corsa degli Zingari, Pacentro, un particolare ringraziamento alla responsabile Floriana Rossi – Autore/Blogger: leo.derocco@virgilio.it

English Version

The Race of the Zingari

Laudamus veteres, sed nostri utemur annis.*

* We praise the ancient times, but we know how to move in our own. (Ovid)

In Abruzzo, natural beauty often lives in symbiosis with history and traditions. Pacentro is a picturesque village at the foot of Mount Morrone, in the Majella National Park. Pacentro, which is considered as one of the most beautiful villages in Italy, is located in an area that is rich in history and art.

Pacentro, september 2015
Pacentro, September 2015

On a hill of Mount Morrone there are the remains of the villa of one of the most famous poets of the Roman Empire, Ovid of Abruzzo, who was born in the nearby town of Sulmona in 43 B.C. The villa of Ovid is also home to the Roman temple dedicated to Hercules Quirinus, the place where a wonderful statue of Hercules was found, considered by some scholars to be inspired by the original artwork of Lysippos. The latter was one of the greatest teachers of Greek sculpture and the favourite sculptor of Alexander the Great. The bronze statue of Hercules Quirinus has recently been exposed in Florence, together with other important artworks from renowned international museums on the occasion of the beautiful exhibition “Power and Pathos, bronzes of the Hellenistic world.”

For more than 500 years, a traditional festival takes place in Pacentro that combines pagan and religious traditions: the race of the Zingari. The etymological meaning of the term “Zingari” does not have the ordinary Italian meaning of “Gypsies” or “nomadic” in Pacentro, but it rather describes “the one who is barefoot” in the local dialect. The young participants in this quite challenging and dangerous “race” have to run barefoot from the top of a mountain, located in front of the village, until the finish line, which is at the church of Virgin Mary of Loreto. The devotion to this particular Madonna, who is worshiped because she can heal wounds, was due to the old religious tradition that narrates the stopover of Virgin Mary in Pacentro, during her miraculous “journey” in Loreto along with the “Holy House”.

Saturnino Gatti, Madonna di Loreto - Metropolitan Museum New York
Saturnino Gatti, Virgin Mary of Loreto – Metropolitan Museum New York

The artistic translation of this religious journey is masterfully represented by the marvelous painting “Translation of the Holy House of Loreto”, which is exhibited at the Metropolitan Museum of New York and is the artwork of one of the greatest Renaissance artists of Abruzzo (and of Italy), Saturnino Gatti of L’Aquila. 1)

In the late afternoon of the first Sunday of September, the youngsters of Pacentro walk slowly to the top of a mountain overlooking the village, which is the starting point of the “holy race”. The ringing of the bells, which at times echoes strongly throughout the Peligna Valley, is a sign that the secular ritual is about to repeat itself (in 2015 is the 565th edition) and helps to raise the thrill amongst the participants. The difficulty of this dangerous and demanding “race” is evident from the earliest stages. Indeed, the young people need to reach the starting point by climbing up barefoot the steep ascent of the mountain, thus getting already the first injuries because of the sharp stones of the path. Whilst the solemn procession dedicated to the Madonna of Loreto is about to end, the villagers and tourists crowd along the path of “race.”

On the mountain, the emotional tension amongst the young athletes, of an average age between 14 and 25 years (but there are also participants in their thirties), is very high and everybody has their eyes on the goal: the church built on the opposite mountain. The youngsters are considered as “heroes” by the local community and they are called as such in order to help them demonstrate courage and strength. Meanwhile, the smoke from some fireworks wraps the mountain thus hiding it from the athletes, who are waiting in silence the signal to start. Here comes the signal, just a few minutes later: at the first bell ring, the young athletes rush down the steep and insidious descent and a few minutes later through a plateau and then take another steep slope leading to the village and the church-finish line. It is impressive to see how quickly these young athletes rush down from the mountain given that they are barefoot.

The Race of the Zingari, the winner arrive to the church - Pacentro, September 2015
The Race of the Zingari, the winner arrive to the church – Pacentro, September 2015

The athletes arrive exhausted at the feet of the statue of the Madonna of Loreto. Many of them arrive with bleeding feet from the injuries sustained during the race, made between thorns, rocks and sharp stones, but the pain and fatigue is relieved by the excitement and joy of the passed test. The young athletes are greeted by the villagers with honour and the winner is carried in triumph through the streets of the village, celebrating until late at night.

The families of Pacentro hold on to this festival, which is passed down for generations, and each year aspire to have a representative character for the competition, as the winner takes the honours of victory even to his family. The festive procession accompanies the winner until his own home, where family members have prepared something to offer to all guests. An old example of hospitality, which in the “strong and gentle” Abruzzo assumes a value of secular sacredness.

The winners oh Race of Zingari - Pacentro, september 2015
The Race of the Zingari, the winners – Pacentro, September 2015

“Lu bbalie” (translated, “the prize”) is the symbolic award that the winner of the race has received for centuries. This consists of a piece of cloth that was once used by the young boy to have a new suit made for him: elegance would thus accompany physical strength and the most beautiful girl of the village “would choose” the winner to marry. In an era based on globalisation and mass communication, the piece of cloth is now accompanied by a cash prize and the girls chase the winner for “selfies” to publish subsequently “live” on the social media. Times have changed, but the sixteenth century race of the Zingari of Pacentro confirms for centuries the love that the people of Abruzzo have for their roots and to their own traditions and today still gives out intense emotions.

Copyright –All rights reserved – This article and the pictures shown on this website are private. It is thus prohibited to retransmit, disseminate or otherwise use any part of this article without written authorization. – Footnote: 1) For further information on Saturnino Gatti, please refer to the article “Il Genio Abruzzese” (published on this blog). Photos: including cover, Pacentro: August 2014 and September 2015; Villa of Ovid: September 2015 – Acknowledgements: Organising Committee of the festival “Race of the Zingari”, Pacentro; special thanks to the person in charge, Floriana Rossi – Author/Blogger: leo.derocco@virgilio.it

2 commenti Aggiungi il tuo

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  2. CarloX ha detto:

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