Trabocchi, ginestre e…amanti.

– For the English version, please refer to the end of this page –

25 Marzo. San Vito è la mia Mecca, la mia città santa a cui vanno le più alte aspirazioni dell’essere. (1)

In uno dei tratti marini più suggestivi della costa abruzzese, due giovani amanti trovarono un rifugio solitario dove trascorsero il loro tempo d’amore, di passione e di poesia. Quei due giovani erano il ventiseienne pescarese Gabriele d’Annunzio e la “bella romana” Elvira Natalia Fraternali, alias Barbarella, di un anno più grande. In una estate ormai lontana, i due amanti abitarono in una villetta arroccata su un promontorio nei pressi di San Vito Chietino.

Convento Michetti, maggio 2015
Convento Michetti, Francavilla al Mare, maggio 2015

D’annunzio, che all’epoca frequentava ancora il famoso Cenacolo Michettiano di Francavilla al Mare, cercava un luogo tranquillo “lontano da Francavilla”, che fosse fonte di ispirazione e di passione e di un estetismo volto al culto delle bellezze naturali e artistiche della sua “amata terra”, l’Abruzzo. Un luogo prettamente dannunziano dunque, il primo, precursore di altre dimore che faranno da sigillo allo stile e alla personalità del Vate, come la Capponcina e soprattutto il Vittoriale. Fu proprio il suo caro amico Francesco Paolo Michetti a trovargli il buen retiro sanvitese.

Eremo Dannunziano, San Vito Marina, luglio 2015
Eremo Dannunziano, San Vito Marina, luglio 2015

Verresti tu a passare l’estate con me, qui in Abruzzo, in una casa solitaria sul mare, lontana da Francavilla, sicura? E’ una piccola casa rurale composta di due stanze al primo piano, di una stanzetta al piano terreno e di un portichetto; e, accanto, un grande orto d’aranci e d’altri alberi fruttiferi, e sotto il mare gli scogli, una vista interminabile di coste e monti marini, e sopra tutto una immensa libertà come un buen retiro… (2)

Gabriele e Barbara arrivarono a San Vito Chietino, il paese delle ginestre, il 23 luglio del 1889 e vi rimasero fino alla fine di settembre dello stesso anno. All’epoca non vi erano strade asfaltate e i due amanti, una volta scesi dal treno, raggiunsero la casa-eremo adagiata sul promontorio di Capo Turchino, salendo a piedi per una irta stradina, tra ginestre e aranceti. I due giovani si erano conosciuti una sera di primavera di due anni prima a Roma, durante un concerto del Circolo degli Artisti di Via Margutta.

Gabriele d'Annunzio a 26 anni
Gabriele d’Annunzio a 26 anni
Barbara Leoni
Barbara Leoni

Lei, bella e colta, era reduce da un matrimonio fallito con un conte, che aveva sposato nel 1884; lui era un ambizioso e brillante giovane pescarese, che per sbarcare il lunario faceva il cronista mondano per il quotidiano romano La Tribuna, ma si era già fatto notare negli ambienti intellettuali per il talento letterario e per l’irresistibile fascino, oltre che per un matrimonio riparatore avuto a venti anni con una contessa (Maria Hardouin di Gallese).

Mostra Marchesa Casati, Venezia - novembre 2014
Romaine Brooks – Gabriele d’Annunzio, 1912 –  mostra: La Divina Marchesa – Venezia, ottobre 2014

La bellezza e la tranquillità di San Vito Chietino, il mare con i trabocchi e le scogliere, le spiagge nascoste e le isolette di scogli, i pianori di ginestre, i tramonti e i silenzi; tutto questo fu il primo eremo ideale di d’Annunzio, embrione di quella “vita inimitabile” che nel d’Annunzio maturo raggiungerà l’apice in quell’incredibile vortice di lusso ed estetismo decadente espresso nel Vittoriale, altro eremo ideale e ultima dimora, tra “dolci giardini e terrazze in declivio.” In questo senso un sottile fil rouge simbolicamente unisce  il mare di San Vito al lago di Gardone Riviera.

Il “pianoro” della casa-eremo di San Vito era molto più ampio rispetto a com’è oggi e lambiva la scogliera a picco sul mare. L’attuale strada “Adriatica”, che percorre la nota Costa dei Trabocchi, all’epoca non esisteva e l’unica via di comunicazione tra la casa-eremo e la stazione ferroviaria di San Vito Chietino era una mulattiera che si arrampicava sui promontori della costa sanvitese. I proprietari della villa-eremo, Liberatuccia (Liberata Panata) e Vituccio (Vito Annecchini), che Francesco Paolo Michetti contattò per conto dell’amico d’Annunzio, erano contadini che durante l’estate affittavano alcune camere ai forestieri. Nella parte anteriore, in un caseggiato rustico, abitava il sanvitese Luigi di Cintio “la persona sottile, rustica e rapace”, il Turchino che diede il nome al trabocco; e suo figlio Florindo “quel fanciullo seminudo, agile come un gatto, bruno come un bronzo ricco d’oro…con i suoi occhi acuti d’uccel di rapina”. 5) A tutti questi sanvitesi d’Annunzio assegnerà una parte nel romanzo Il Trionfo della Morte, romanzo in gran parte scritto durante il soggiorno all’Eremo.

San Vito Marina, tramonto, maggio 2015
San Vito Marina, trabocco, maggio 2015

19 Agosto. Che notte, quella già scorsa! E stanotte è il plenilunio d’agosto, quello che i grilli di San Vito rigavano stridendo come un diamante su un cristallo puro. Ti ricordi? E ti ricordi in quelle notti divine il biancheggiare dello scheletro enorme su la scogliera? Ti ricordi del trabocco, e del profumo emanato dalla bassa marea, e della luna rossa che ti faceva paura, e delle farfalle a cui tu crudele davi la caccia, e dei miei sonni dormiti sul velluto della tua rosa? Ti ricordi? (3) 

Eremo Dannunziano, luglio 2015
Eremo Dannunziano, luglio 2015

Entrando nella villetta degli amanti di San Vito, si ha la sensazione che il tempo si sia fermato a quella lontana estate di fine Ottocento. Si respira nell’aria una strana e piacevole atmosfera. Sarà la vista del mare, che dall’Eremo appare in tutta la sua struggente bellezza, oppure l’incantato giardino, che ricorda un dipinto di Monet. Affacciandosi da una finestra della casa sembra di intravedere la figura di Barbara Leoni passeggiare in giardino, tra ulivi, aranceti e cespugli di rosmarino, con il suo abito rosa antico e l’ombrellino per ripararsi dal sole.

Eremo Dannunziano, San Vito Marina, luglio 2015
Eremo Dannunziano, San Vito Marina, luglio 2015

All’Eremo Dannunziano di San Vito Marina, realtà e immaginazione si confondono come in un sogno dal sapore retrò. Sulla cassetta delle lettere ci sono i nomi degli inquilini della villetta, Gabriele e Barbara, una sottile abilità turistica che, nell’insieme, crea il suo effetto, e sul letto degli amanti è ancora poggiato l’abito rosa antico donato (mi dicono) a Barbarella dal Vate – probabilmente una delle poche cose autentiche rimaste nella casa – pare che un abito simile sia stato indossato anche da Eleonora Duse, altra celebre fiamma dell’affollato harem dannunziano tra duchesse, contesse, eccentriche marchesine e celebri artiste.

Eremo Dannunziano, San Vito Marina, lapide Barbara Leoni
Eremo Dannunziano, San Vito Marina, lapide Barbara Leoni

Poco distante dal giardino, i resti di Barbara Leoni riposano sotto una lapide bianca posizionata proprio di fronte al mare. Nel 2009, grazie all’interessamento del notaio pescarese Fernando De Rosa, attuale proprietario della villetta, i resti di Barbara Leoni furono traslati dal Verano di Roma a San Vito. Barbarella tornò nel suo amato Eremo. La lapide si trova tra la casa e la terrazza che guarda sul mare e sulle scogliere.

Scogliera Portelle, San Vito Chietino, luglio 2015
Scogliera Portelle, San Vito Chietino, luglio 2015

Da una di quelle scogliere, Giorgio e Ippolita compiono l’estremo atto, suggellando per sempre il loro amore. Giorgio Aurispa e Ippolita Sanzio, alter ego di Gabriele e Barbara, sono i protagonisti del Trionfo della Morte, romanzo ideato e in gran parte scritto durante il soggiorno sanvitese di d’Annunzio. La scena è ambientata su una scogliera, situata in località Portelle, che il Vate scoprì durante le sue passeggiate in compagnia della sua amata. Dunque un amore in parte autobiografico, che il Vate e Barbarella vissero intensamente tra passione, poesia e bellezze naturali. Forse, quell’amore vissuto nella romantica villa adagiata tra le scogliere del suggestivo mare abruzzese, tra aranceti, ginestre e trabocchi, fu l’amore più autentico che i due vissero nelle loro movimentate vite.

Appendice 

Alessandro Quasimodo, San Vito Marina, luglio 2015
Alessandro Quasimodo, San Vito Marina, luglio 2015

Durante la mia visita all’Eremo Dannunziano, accompagnato dallo storico abruzzese Pietro Cupido, autore del libro Trabocchi, traboccanti e briganti 4), ho incontrato l’attore, scrittore e regista Alessandro Quasimodo, che ha improvvisato una piacevole e interessante discussione sui temi dannunziani. Alessandro Quasimodo, figlio del Premio Nobel Salvatore Quasimodo e della danzatrice e attrice Maria Cumani, nel corso della sua intensa e brillante carriera ha portato in scena alcune opere di Gabriele d’Annunzio.

Pietro Cupido, Eremo Dannunziano, luglio 2015
Pietro Cupido, Eremo Dannunziano, luglio 2015

Copyright – All rights reserved – Non è consentito nessun uso del testo e delle foto presenti in questo articolo senza autorizzazione scritta – Pictures, it is forbidden to use any part of this article without specific authorisation – Foto: compreso copertina, San Vito Chietino: gennaio, maggio e luglio 2015; Francavilla al Mare: maggio 2015 – Ringraziamenti: Pietro Cupido, storico abruzzese; Famiglia De Rosa, Pescara; Comune di San Vito Chietino (Sig.ra Mancini) – Note al testo: 1-2-3) Dal carteggio di d’Annunzio con Barbara Leoni, in Lettere d’amore di Dacia Maraini, Ianieri Editore, 2010; 4) Trabocchi Traboccanti e Briganti di Pietro Cupido, Menabò 2003; Fonti: 5) Pescara e i Luoghi Dannunziani, di Fernando De Rosa, Edizioni Tracce, 1996 – Autore/blogger: Leo De Rocco – leo.derocco@virgilio.it

Galleria Fotografica

Eremo Dannunziano, luglio 2015
Eremo Dannunziano, luglio 2015
Il mare di San Vito Chietino dall'Eremo Dannunziano, luglio 2015
Il mare di San Vito Chietino dall’Eremo Dannunziano, luglio 2015
Eremo Dannunziano, San Vito Marina, luglio 2015
Eremo Dannunziano, San Vito Marina, luglio 2015
Eremo Dannunziano, San Vito Marina, luglio 2015
Eremo Dannunziano, San Vito Marina, luglio 2015
Eremo Dannunziano, San Vito Marina, luglio 2015
Eremo Dannunziano, San Vito Marina, luglio 2015
Eremo Dannunziano, San Vito Marina, luglio 2015
Eremo Dannunziano, San Vito Marina, luglio 2015
Eremo Dannunziano, San Vito Marina, luglio 2015
Eremo Dannunziano, San Vito Marina, luglio 2015
Eremo Dannunziano, San Vito Marina, luglio 2015
Eremo Dannunziano, San Vito Marina, luglio 2015
Eremo Dannunziano, San Vito Marina, luglio 2015
Eremo Dannunziano, San Vito Marina, luglio 2015
Eremo Dannunziano, luglio 2015
Eremo Dannunziano, luglio 2015
Eremo Dannunziano, luglio 2015
Eremo Dannunziano, luglio 2015
Eremo Dannunziano, luglio 2015
Eremo Dannunziano, luglio 2015
Eremo Dannunziano, luglio 2015
Eremo Dannunziano, luglio 2015
Eremo Dannunziano, luglio 2015
Eremo Dannunziano, luglio 2015
Eremo Dannunziano, San Vito Marina, luglio 2015
Eremo Dannunziano, San Vito Marina, luglio 2015
Eremo Dannunziano, scogliera località Portelle, luglio 2015
Eremo Dannunziano, scogliera località Portelle, luglio 2015
Eremo Dannunziano, scogliera, San Vito Marina, gennaio 2015
Eremo Dannunziano, scogliera, San Vito Marina, gennaio 2015
San Vito Chietino, Eremo Dannunziano, luglio 2015
San Vito Chietino, Eremo Dannunziano, luglio 2015
Eremo Dannunziano, trabocco, luglio 2015
Eremo Dannunziano, trabocco, luglio 2015
Costa dei Trabocchi, San Vito Marina, luglio 2015
Costa dei Trabocchi, San Vito Marina, luglio 2015
Eremo Dannunziano, trabocco, luglio 2015
Eremo Dannunziano, trabocco, luglio 2015
Eremo Dannunziano, luglio 2015
Eremo Dannunziano, luglio 2015                           
Il belvedere di San Vito Chietino in una giornata invernale, gennaio 2015
Belvedere di San Vito Chietino in una giornata invernale, gennaio 2015

Copyright – All rights reserved – Non è consentito nessun uso del testo e delle foto presenti in questo articolo senza autorizzazione scritta – Pictures, it is forbidden to use any part of this article without specific authorisation – Foto: compreso copertina, San Vito Chietino: gennaio, maggio e luglio 2015; Francavilla al Mare: luglio 2015 – Ringraziamenti: Pietro Cupido, storico abruzzese; Famiglia De Rosa, Pescara; Comune di San Vito Chietino (Sig.ra Mancini) – Blogger: Leo De Rocco – leo.derocco@virgilio.it

 – English version – 

Lovers, Trabocchi and brooms.

March 25. San Vito is my Makkah, my holy city, where the highest aspirations of being do exist (1).

Costa dei Trabocchi, San Vito Marina, luglio 2015
Trabocchi coast, San Vito Marina, July 2015

Two young lovers found refuge in one of the most charming sea sides in the coast of Abruzzo, where they spent their time of love, passion and poetry. Those two young lovers were the twenty-six-year-old Gabriele d’Annunzio from Pescara and the “beautiful Roman” Elvira Natalia Fraternali, also known as Barbarella, who was a year older. In a summer long gone, the two lovers lived in a house high on a headland near San Vito Chietino.

Convento Michetti, maggio 2015
Michetti Convent, May 2015

D’Annunzio, who at the time attended the famous Convent of Michetti in Francavilla al Mare, was looking for a quiet place “away from Francavilla”, which could be a source of inspiration, passion and an aesthetism aimed to the worship of natural beauty. Thus, this was a place purely suitable for him. It was his dear friend Francesco Paolo Michetti who found for him a Buen Retiro in San Vito.

Would you come to spend the summer with me here in Abruzzo in a lonely and safe house on the sea, away from Francavilla? It is a small rural house consisting of two rooms on the first floor, of a small room on the ground floor and a portico; and next to it there is a large garden of orange and other fruit trees, and underneath the sea, the cliffs, an endless view of coastline and sea mounts, and above all, a great freedom just like a Buen Retiro… (2)

Barbara Leoni
Barbara Leoni

Gabriele and Barbara arrived in San Vito Chietino, the village of brooms, on July 23, 1889 and remained there until the end of September of the same year. At the time, there were no asphalt roads and the two lovers, once they got off the train they reached the house-hermitage perched on the promontory of Capo Turchino, going on foot on a bristled street, amongst brooms and orange groves. The young couple had met two years before in one springtime evening in Rome, during a concert of the Circle of Artists of Via Margutta.

She was beautiful and educated and was recovering from a failed marriage with a Count that she married in 1884. He was an ambitious and brilliant young man from Pescara, who was a columnist for the Rome daily newspaper La Tribuna in order to make ends meet. However, he was already noted in intellectual circles for his literary talent and the irresistible charm, as well as for a shotgun wedding he had at the age of twenty with a countess (Maria Hardouin di Gallese).

San Vito Chietino, trabocco e tramonto, maggio 2015
San Vito Chietino, Trabocco, May 2015

The beauty and the calm of San Vito Chietino, the sea with the trabocchi (massive wooden constructions used in the past as fishing machines in the regions of Abruzzo and Molise) and cliffs, the hidden beaches and the rocky islets, the plateaus of brooms, the sunsets and the surrounding silence; this was the first ideal hermitage of d’Annunzio, embryo of that “inimitable life”, which in the adult d’Annunzio will reach its peak with the decadent aestheticism expressed in Vittoriale, another hermitage located between “sweet gardens and sloping terraces”. In this sense, a subtle leitmotif symbolically unites the sea of San Vito and the lake of Gardone Riviera.

The “plateau” of the house-hermitage of San Vito was much larger than it is today and it was on the verge of the cliff overlooking the sea. The current road “Adriatica”, which runs through the famous coast of the Trabocchi, did not exist at the time and the only way of communication between the house-hermitage and the train station of San Vito Chietino was a trail that climbed on the headlands coast of San Vito. The owners of the villa-hermitage were Liberatuccia (Liberata Panatta) and Vituccio (Vito Annecchini), who Francesco Paolo Michetti contacted on behalf of his friend d’Annunzio. These were farmers that in summertime rented some rooms to foreigners. At the front, “the thin, rustic and rapacious person “, Luigi di Cintio of San Vito lived in a countryside house: he was the Turchino who gave his name to the trabocco; Florindo, his son “that semi-naked boy, agile as a cat, brown as a rich golden bronze … with his keen eyes of a bird of prey.” (5) d’Annunzio will then assign a part to all these personalities from San Vito in the novel “The Triumph of Death” (Il Trionfo della Morte), a novel largely written whilst he was staying at the Hermitage.

Mostra Marchesa Casati, Venezia - novembre 2014
Romaine Brooks – Gabriele d’Annunzio, 1912 – Casati exhibition – Venice – October 2014

August 19th. What a night, the one already past! Moreover, tonight is the full moon of August, the one that the crickets of San Vito rolled down chirping like a diamond on a pure crystal. Do you remember? Do you remember the divine whiteness of the huge skeleton of the reef of those nights? Do you remember the trabocco and the smell emanating from the low tide, the red moon that made you feel afraid, the butterflies that you were hunting cruelly, and my dreams made on the velvet of your rose? Do you remember? (3)

Eremo Dannunziano, luglio 2015
D’Annunzio Hermitage, July 2015

As one enters the house of the lovers of San Vito, they have the feeling that time has stopped in that distant summer of the late nineteenth century. They can breathe a strange and pleasant atmosphere in the air: will it be the view of the sea of San Vito, which appears in all its striking beauty seen from the Hermitage; or will it be the enchanted garden, reminiscent of a Monet painting? Whilst looking out from a window of the house, it seems to glimpse the figure of Barbara Leoni strolling into the garden of olive and orange groves and of rosemary bushes, wearing her old pink dress and holding her parasol to keep her in shade. At the Hermitage of d’Annunzio in San Vito Marina, reality and fantasy merge in a dream with a retro twist. There are still the names of the tenants of the house on the mailbox, Gabriele and Barbara, a subtle touristic trick that on the whole creates its own effect. Furthermore, on the bed of the lovers one can still see the old pink dress donated to Barbara by the Bard – probably one of the few remaining genuine things of the house – it seems that a similar one was also worn by Eleonora Duse, another famous flame of the crowded harem of d’Annunzio consisting of duchesses, countesses, marchionesses and famous female artists.

Not far from the garden, the remains of Barbara Leoni rest under a white plaque. In 2009, thanks to the efforts of the notary from Pescara, Fernando De Rosa, the current owner of the house, the remains of Barbara Leoni were transferred from Verano (cemetery of Rome) to San Vito. Barbarella thus returned to her beloved Hermitage. The plaque is located between the house and the terrace overlooking the sea and the cliffs. Giorgio and Ippolita jumped from one of those cliffs, thus making their ultimate act and sealing their love forever.

Scogliera Portelle, San Vito Chietino, luglio 2015
Portelle cliff, San Vito Chietino, July 2015

The alter egos of Gabriele and Barbara, Giorgio Aurispa and Ippolita Sanzio, are the protagonists of the Triumph of Death, the novel designed and mostly written during the stay of d’Annunzio in San Vito. The scene is set on a cliff, situated in the locality of Portelle, which the Bard discovered during his walks together with his beloved one. This was thus a love partially autobiographical, that the Bard and Barbarella lived intensely between passion, poetry and natural beauty.

Perhaps, this love in the romantic villa nestled between the cliffs of the charming sea of Abruzzo, amongst brooms, orange groves and trabocchi, was the most authentic one that both of them lived in their bustling lives.

Appendix.

Alessandro Quasimodo, San Vito Marina, luglio 2015
Alessandro Quasimodo, San Vito Marina, July 2015

Whilst visiting the Hermitage of d’Annunzio, accompanied by one of the historians of Abruzzo, Pietro Cupido, author of the book “Trabocchi, traboccanti e briganti” (4), we had the opportunity to meet the actor, writer and director Alessandro Quasimodo, who led a pleasant and interesting discussion on issues regarding d’Annunzio. Alessandro Quasimodo, son of the Nobel Prize-winner, Salvatore Quasimodo, and of the dancer and actress, Maria Cumani, has taken on stage several works of Gabriele d’Annunzio during his extensive career.

Copyright –All rights reserved – This article and the pictures shown on this website are private. It is thus prohibited to retransmit, disseminate or otherwise use any part of this article without written authorization. Photos: including cover, San Vito Chietino: January, May and July 2015; Francavilla al Mare, May 2015 – Acknowledgements: Pietro Cupido, a historian from Abruzzo; Family De Rosa, Pescara; Municipality of San Vito Chietino (Mrs Mancini) – Footnotes: 1-2-3) Correspondence between d’Annunzio and Barbara Leoni, in Lettere d’amore by Dacia Maraini, Ianieri Editore, 2010; 4) Trabocchi, Traboccanti e Briganti, by Pietro Cupido, Menabò 2003; Sources: 5) Pescara e i Luoghi Dannunziani, by Fernando De Rosa, Edizioni Tracce, 1996 – Blogger: Leo De Rocco – leo.derocco@virgilio.it

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