▪︎ 📸 In copertina: tramonto su Punta Aderci ‐ Foto Abruzzo storie e passioni
Punta d’Erce e Punta Penna: i promotori più belli della costa abruzzese
Dopo Ortona, San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Torino di Sangro e Casalbordino, giungiamo alle ultime tappe del nostro lungo viaggio lungo la Costa dei Trabocchi: Vasto e la vicina San Salvo.
Le perle marine di Vasto sono Punta Aderci, anticamente detta d’Erce, e Punta Penna, due promontori che compongono la Riserva naturale regionale di Punta Aderci, un’area protetta di circa 400 ettari che comprende anche la fascia tra la spiaggia di Punta Penna e la foce del fiume Sinello, al confine con Casalbordino.
Istituita nel 1998, è stata la prima riserva costiera della regione Abruzzo e da anni le sue spiagge occupano i primi posti nella classifica di Legambiente dedicata alle “Spiagge più belle d’Italia”. Il nome moderno “Aderci” è una reinterpretazione giornalistica di “Punta d’Erce”, dove “Erce” nella lingua locale indicava il dio Ercole.
Anche Punta Penna custodisce storie antiche. Il maestoso faro, alto 70 metri, è il più imponente di tutta la costa adriatica, e accanto sorge la chiesa dedicata alla Madonna di Pennaluce. Ogni anno, la seconda domenica di maggio, i marinai portano in processione la statua della Madonna, detta “della Penna”, fino al Porto di Vasto. La costruzione originaria della chiesa risale al XV secolo, quando era dedicata a Sant’Elena; tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento, don Diego d’Avalos, marchese del Vasto, promosse la prima ricostruzione, cui seguì un intervento nel 1887, che diede all’edificio uno stile medievale neo-gotico.
Punta Aderci e Punta Penna sono luoghi in cui la storia affonda radici antichissime. I pannelli informativi del Museo Archeologico di Vasto, allestito nel piano terra di Palazzo d’Avalos, raccontano di insediamenti risalenti all’età del Bronzo. La misteriosa città di Buca, citata dalle fonti antiche ma mai identificata con certezza dagli archeologi, potrebbe trovarsi proprio a Punta Penna, nei pressi del villaggio di Pennaluce. È probabile che gli antenati dei vastesi, della città romana di Histonium e, prima ancora, dell’italica Histon abitata dai Frentani, fossero originari di questi promontori, dove sorgevano i primi porti di Vasto: uno tra Punta Penna e Punta d’Erce, probabilmente dove oggi si trova la spiaggia di Mottagrossa, e l’altro più a sud, in località Il Trave. Queste aree portuali precedettero il porto romano di Histonium, oggi Parco Archeologico Sommerso di Marina di Vasto.
Passeggiare lungo i sentieri panoramici che costeggiano le falesie è un’esperienza unica, a piedi o in bicicletta. Si può decidere di proseguire l’esplorazione della costa o concedersi una sosta sulle numerose spiagge che punteggiano il litorale. Tra queste, l’ampia e ciottolosa Mottagrossa, al confine con la spiaggia del Salinello e a ridosso di Casalbordino, e la sabbiosa e lunga spiaggia dei Libertini, raggiungibile tramite una scalinata in legno semi-nascosta dalla macchia mediterranea. La scelta è davvero ampia: le spiagge di Vasto sono una più bella dell’altra.
Proseguendo verso sud, dopo Mottagrossa, Punta Aderci, i Libertini e Punta Penna, si susseguono le spiagge dell’Opera, Vignola, della Canale, San Nicola, Torricella, Casarza, di Trave, Sirenetta (accanto al Parco Archeologico Sommerso), Marina di Vasto, Pontile e Pinetina, insieme a calette nascoste, lidi attrezzati e, naturalmente, i trabocchi che punteggiano la costa, testimoni silenziosi della tradizione marinara di questo tratto d’Abruzzo.
L’alga rossa del Mediterraneo
Ricca di flora e fauna, la Riserva di Punta Aderci custodisce come uno scrigno autentici tesori naturalistici, anche nelle sue aree sommerse. Tra le cavità delle alte falesie prospera l’alga rossa più preziosa del Mediterraneo, l’Halymenia floresia, che aggiunge un tocco di magia ai fondali già straordinari.
Nella prima tappa del nostro viaggio sulla Costa dei Trabocchi, a Ortona, abbiamo ammirato i colori vividi dei fondali nei Ripari di Giobbe e a Punta dell’Acquabella, grazie alle indicazioni del biologo abruzzese Dario D’Onofrio, esperto in biodiversità marina e autore delle suggestive immagini gentilmente concesse in esclusiva al nostro blog.
Di seguito, la seconda parte dell’intervista, accompagnata da nuove foto subacquee scattate nei fondali vastesi:
“L’elevata biodiversità è fondamentale per la salubrità degli ecosistemi marini nel loro complesso ma anche per mantenere in buona salute gli stock ittici, oggetto della pesca e della piccola pesca artigianale. Gli invertebrati filtratori depurano continuamente la colonna d’acqua trattenendo il plancton e la sua sospensione per fini alimentari e strutturali. Nell’ambito del Progetto SUSHI DROP risulta fondamentale identificare ambienti rocciosi sommersi salubri ad elevata biodiversità da sottoporre a controllo periodico e da considerare come siti candidabili per future campagne di mappatura col drone subaqueo in grado di eseguire una scansione estesa di questi ambienti ancora scarsamente esplorati. Tutto ciò al fine di censire aree ricche di biodiversità da sottoporre a tutela e salvaguardia nei confronti delle tante cause di disturbo antropico.”
Spiaggia di San Nicola e leggende popolari
Dopo aver esplorato i fondali marini e ammirato le falesie che si ergono a picco tra scogliere e spiagge, ci dirigiamo verso la suggestiva spiaggia di San Nicola. Qui le acque limpide lambiscono ciottoli colorati e scogliere che, come un ingegnoso mosaico naturale, formano piscine cristalline dove è piacevole tuffarsi o semplicemente sostare.
La spiaggia è facilmente raggiungibile sia lungo la ciclopedonale Via Verde, sia in auto, grazie a un comodo parcheggio ben segnalato sulla strada statale Adriatica 16. Questo tratto di mare è avvolto da una storia che sfuma nella leggenda: un tempo, non lontano da qui, si trovava il porto di San Nicola della Meta, santo molto venerato dai vastesi.
Ancora oggi, come per la Madonna di Pennaluce, la statua di San Nicola della Meta viene portata in processione dai fedeli sul mare, a bordo di una barca dei pescatori. La chiesa seicentesca dedicata al santo si trova in località “Meta” e, ogni giugno, da qui la statua viene trasportata al porto di Punta Penna per poi proseguire via mare fino alla spiaggia di San Nicola.
Secondo il racconto popolare, il 7 febbraio 1177 attraccò al porto di San Nicola della Meta una nave speciale: trasportava papa Alessandro III. In quel giorno tempestoso, la nave fu costretta a trovare riparo nel porto di Guasto d’Aimone, così si chiamava Vasto nel Basso Medioevo. La storia, trascritta per la prima volta nel volume del 1927 Miti, leggende e superstizioni d’Abruzzo di Giovanni Pansa, narra della distruzione di Histonium e della misteriosa città di Buca avvenuta nell’802, e dell’entrata del territorio nel Ducato di Benevento con il nome di Guasto d’Aimone. Col tempo, la parlata locale trasformò “il Guasto” in “lu Uaste”, dando origine all’attuale Vasto; da qui i nomi dei due grandi rioni cittadini: Guasto Gisone e Guasto d’Aymone.
Papa Alessandro III, diretto a Venezia per incontrare Federico Barbarossa e siglare la Pace di Venezia, rimase bloccato dal mare in tempesta e sostò a Vasto per circa un mese, fino a quando Guglielmo II di Sicilia inviò una flotta di galee per scortarlo. La sua nave giunse infine a San Nicolò a Lido il 24 marzo 1177, porto allora utilizzato dalle flotte veneziane. Sempre secondo la tradizione popolare, fu proprio Alessandro III a conferire nel 1177 carattere sacro all’antica cerimonia dello Sposalizio del Mare, celebrata dai veneziani nella chiesa di San Nicolò al Lido per sancire il loro dominio sull’Adriatico.
Il “tramonto” sull’Adriatico
Scendendo ancora più a sud, incontriamo la centralissima spiaggia di Vasto Marina, dominata dall’iconica statua della Sirenetta. Timida e aggraziata, la figura sembra sistemarsi il costume mentre si erge su uno scoglio, catturando lo sguardo dei passanti. Il Monumento alla Bagnante fu realizzato nel 1979 dallo scultore ortonese Aldo D’Adamo, e da allora è diventato simbolo del lungomare vastese.
Pochi chilometri più avanti, le dune di San Salvo Marina ospitano l’interessante Giardino Botanico Mediterraneo, unico nel suo genere in Abruzzo e lungo tutta la costa adriatica. La storia e la biodiversità di questo straordinario giardino sono raccontate in un articolo fotografico a parte (link dopo la galleria fotografica).
Dopo questo lungo viaggio marittimo iniziato a Ortona, ritorniamo sul promontorio di Punta Aderci per un momento di pura meraviglia: il tramonto. In alcuni giorni dell’anno, tra giugno e luglio, la particolare conformazione del golfo di Aderci regala l’incredibile illusione che il sole tramonti direttamente sul mare Adriatico. Un’ulteriore sorpresa di questa costa abruzzese, dove trabocchi, storia e natura si fondono armoniosamente.
Giunti alla meta, ma pronti per ripartire
Percorrendo in gran parte la ciclopedonale Via Verde, abbiamo attraversato uno dei paesaggi marini più belli della costa adriatica. Lo smantellamento del vecchio tracciato ferroviario e la trasformazione in percorso ciclopedonale hanno ridato vita a un’antica identità territoriale, quella dei trabocchi e dei loro traboccanti, oggi alle prese con un turismo inedito e crescente.
Abbiamo scoperto un territorio straordinario ma fragile, dove un delicato ecosistema marino lotta per adattarsi ai fenomeni di erosione costiera, contrastare le minacce delle trivellazioni e resistere ai progetti di cementificazione legati a un turismo di massa spesso poco rispettoso dell’ambiente e del paesaggio.
In questo viaggio tra natura, storia e tradizioni, abbiamo incontrato una Costa dei Trabocchi ancora, a tratti, selvaggia e incontaminata. Una bellezza che merita di essere non solo valorizzata, ma soprattutto tutelata e protetta per le generazioni future.
Copyright Riproduzione riservata – derocco.leo@gmail.com – Leo Domenico De Rocco- Tecnico della valorizzazione dei Beni Culturali ed Ecclesiastici Regione Abruzzo ‐ Note e fonti dopo la galleria fotografica
Galleria fotografica
Punta Penna




Costa dei Trabocchi, Punta Penna, la Chiesa della Madonna di Pennaluce e il Faro ‐ Foto Leo De Rocco per Abruzzo storie e passioni
Punta Aderci












Costa dei Trabocchi, Vasto, Punta Aderci (o d’Erce) – Foto Leo De Rocco per Abruzzo storie e passioni

Uno scatto più unico che raro. Il fotografo Lorenzo Ilari (foto copyright) è riuscito a immortalare i bagliori dell’aurora boreale (sarebbe piu corretto definire il fenomeno come “tempesta geomagnetica“) sul mare di Punta Aderci.
Spiaggia dei Libertini





Punta Aderci, Vasto, la spiaggia dei Libertini ‐ Foto Leo De Rocco per Abruzzo storie e passioni
Fondali

Fondali marini a Punta Aderci ‐ Foto Leo De Rocco per Abruzzo storie e passioni









Fondali della Costa dei Trabocchi – Foto copyright del biologo marino Dario D’Onofrio / Progetto di ricerca “SUSHI DROP Interreg Italia-Croazia CBC 2014/2020” – Per gentile concessione ad Abruzzo storie e passioni.

Papa Alessandro III riceve un ambasciatore, da “Storie di papa Alessandro III”, Spinello di Luca Spinelli, detto Spinello Aretino, 1407 – Siena, Palazzo Comunale





















Costa dei Trabocchi, la Via Verde attraversa il litorale vastese – Spiagge di San Nicola – Foto e video Leo De Rocco per Abruzzo storie e passioni
Vasto Marina

Vasto, Spiaggia di Trave ‐ Foto Leo De Rocco per Abruzzo storie e passioni



Costa dei Trabocchi, Vasto marina, in lontananza (a dx) la Sirenetta – Foto Leo De Rocco per Abruzzo storie e passioni
San Salvo: Giardino Botanico Mediterraneo









San Salvo, Giardino Botanico Mediterraneo ‐ Foto Leo De Rocco per Abruzzo storie e passioni
Tramonto su Punta Aderci







Foto Leo De Rocco per Abruzzo storie e passioni
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Copyright Riproduzione riservata – derocco.leo@gmail.com Tecnico della valorizzazione dei Beni Culturali ed Ecclesiastici – Note: Tutti gli articoli relativi al Viaggio sulla Costa dei Trabocchi sono incentrati sulla descrizione del paesaggio marino e sui racconti legati alle tradizioni popolari locali. Per approfondimenti relativi alla storia, compreso le antiche popolazioni italiche, ai musei, alle chiese e ai palazzi storici delle città e dei paesi visitati, rimando agli articoli monografici pubblicati in questo blog.
Fonti: Ministero della Cultura, Beni Culturali Musei Abruzzo; “Noi Vastesi Blog”, di Giuseppe Catania; Pagina ufficiale Riserva Naturale di Punta Aderci; altre fonti tratte da testimonianze e informazioni raccolte da Abruzzo storie e passioni sul Trabocco del Tufano, Comune di Rocca San Giovanni; sul Trabocco Turchino, Comune di San Vito Chietino – Ringrazio per la gentile collaborazione, per la parte riguardante i fondali, il biologo marino Dario D’Onofrio.
La Via Verde della Costa dei Trabocchi, qui tutti gli articoli: Ortona – San Vito Chietino – Vallevò di Rocca San Giovanni – Fossacesia e l’abbazia di San Giovanni in Venere – Torino di Sangro e Pollutri – Casalbordino – Giardino Botanico Mediterraneo di San Salvo ⬇️ Link ⤵️
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