Abbazia di San Clemente a Casauria

 – For the English version, please refer to the end of this page –

Voglio condurti a un’abbazia abbandonata, più solitaria del nostro Eremo, piena di memorie antichissime: dov’è un gran candelabro di marmo bianco, un fiore d’arte meraviglioso, creato da un artefice senza nome…Dritta su quel candelabro, in silenzio, tu illuminerai col tuo volto le meditazioni della mia anima. Gabriele d’Annunzio (1)

Il paradisi floridus ortis

Chronicon Casauriense, dettaglio
Chronicon Casauriense – Bibliothèque National, Parigi – dettaglio

Alla Bibliothèque National di Parigi conoscono bene l’Abbazia di San Clemente a Casauria. La prestigiosa Biblioteca parigina conserva un preziosissimo documento storico abruzzese, il Chronicon Casauriense. L’importante opera medievale finì nelle mani dei francesi a seguito di una delle tante spedizioni che i cugini d’oltralpe conducevano sul suolo italiano per ottenerne il controllo: le horende guerre, come le definì Machiavelli. Il Chronicon Casauriense, composto da una raccolta di 272 fogli di pergamena, descrive minuziosamente, in un arco di tempo che va dall’anno 866 al 1182, la vita politica economica e sociale di una delle Abbazie più belle e storicamente più interessanti d’Abruzzo. Autore del Chronicon di Casauria fu il monaco benedettino Giovanni Berardi, a lui si deve la stesura della prima pergamena. Il monaco benedettino dedicò il testo all’abate Leonate, il più illustre tra gli abati succedutesi nella guida dell’Abbazia. Con Leonate l’abbazia raggiunse l’apice della sua prosperità, a lui si deve la realizzazione del bellissimo portico e fu lui ad incaricare il monaco Giovanni e il maestro Rustico di redigere su pergamena le “cronache” dell’Abbazia e delle sue pertinenze.

San Clemente a Casauria, agosto 2014
San Clemente a Casauria, agosto 2014

Le origini dell’Abbazia di San Clemente a Casauria risalgono attorno all’anno 870, fu l’imperatore Ludovico II, pronipote di Carlo Magno, a voler una chiesa laddove, si narra, vi era un isolotto circondato dalle acque del fiume Pescara, il luogo era denominato Casaurea o Insula de Piscaria, (2). Il Chronicon descrive minuziosamente il viaggio in Abruzzo di Ludovico II che, provenendo da Ravenna, seguiva il corso del fiume Pescara per raggiungere il sud d’Italia e combattere i saraceni. L’imperatore Ludovico rimase talmente affascinato dalle bellezze del luogo – il Chronicon racconta di “cervi che popolano selve, aquile che nidificano sovrane in rupi precipiti, falchi rapaci, fiumi ricchi di trote e di anitre selvatiche, fiumi in ogni modo ricchi di pesci…” (3) – che vi ordinò la costruzione di una chiesa dedicata alla Santa Trinità, formalmente a titolo di ex-voto per essersi salvato da un attentato. In realtà l’Abbazia serviva a Ludovico II per riequilibrare i vasti poteri territoriali e controbilanciare, sul versante orientale dell’Appennino, il forte potere che aveva sul versante opposto l’Abbazia di Montecassino. Osservando con attenzione il portale d’ingresso dell’Abbazia di San Clemente, portale formato da 72 formelle in bronzo, notiamo ben 20 formelle raffiguranti altrettanti castelli, tutti rientranti nelle pertinenze territoriali dell’Abbazia di Casauria. Attorno all’anno 900 l’Abbazia di San Clemente controllava quasi tutto il territorio abruzzese e, all’epoca di Ludovico II, rappresentava il caposaldo meridionale dell’impero carolingio. Un potere immenso dunque. Ma anche nei secoli successivi il potere dell’abbazia si mantenne ben saldo. Su un lato dell’edificio troviamo un emblema cinquecentesco molto importante, rappresenta lo stemma della potente famiglia aquilana dei Branconio, di cui Giovanni Battista fu il rappresentante più illustre. Amico personale e committente di Raffaello Sanzio, l’abruzzese Giovanni Battista Branconio fu commendatario dell’Abbazia di San Clemente a Casauria su mandato di Giovanni de’ Medici, al secolo papa Leone X (vedi l’articolo Il Raffaello rubato, in questo blog, ottobre 2015).

San Clemente a Casauria, agosto 2014
San Clemente a Casauria, agosto 2014

La storia dell’Abbazia di San Clemente a Casauria non è scritta solo nel Chronicon gelosamente custodito dai francesi, ma è mirabilmente descritta anche nel portale centrale della bella Abbazia abruzzese. Sulla lunetta troviamo raffigurato l’imperatore Ludovico II che riceve dalle mani di papa Adriano l’urna in alabastro con le ossa di San Clemente, la preziosa urna è conservata all’interno dell’abbazia; poi il viaggio dell’imperatore a ridosso del fiume Pescara fino all’isolotto sul quale sorgerà l’abbazia; quindi l’acquisizione dei territori abruzzesi con la benedizione del vescovo di Penne Grimoaldo e la rappresentazione simbolica del luogo sottoforma di un canestro pieno di fiori, il paradisi floridus ortis; infine l’abbazia raffigurata sull’antica insula piscarie e la nomina del primo abate, Romano. Al centro della lunetta, nella parte alta, campeggia la figura di San Clemente, accompagnato alla sua sinistra dai santi Efebo e Cornelio, mentre alla sua destra l’abate Leonate mostra il modello dell’abbazia.

Più di dieci anni fa, nell’adolescenza lontana, vidi per la prima volta l’Abbazia di San Clemente a Casauria. Mi parve, al primo sguardo, una rovina. Tutto il suolo intorno era ingombro di macerie e di sterpi; frammenti di pietra scolpiti erano ammucchiati contro i pilastri; da tutte le fenditure pendevano erbe selvagge; (…) La cosa bella rimaneva perduta in quella solitudine, pericolante, sotto una continua minaccia, condannata forse a sparire. Gabriele d’Annunzio, 1892.

San Clemente a Casauria, agosto 2014
San Clemente a Casauria, agosto 2014

La Basilica divina, come amava definirla Gabriele d’Annunzio, purtroppo conobbe un lungo periodo di decadenza che si protrasse fino alla fine dell’Ottocento. Abbandonata dai monaci, danneggiata dai terremoti, saccheggiata dalle truppe francesi; l’Abbazia si trasformò in ricovero per greggi e ripostiglio di attrezzi agricoli. Fu solo grazie a Pier Luigi Calore, storico e studioso abruzzese, amico di Gabriele d’Annunzio, che l’Abbazia di San Clemente a Casauria è giunta fino a noi. Pier Luigi Calore nacque a Pescosansonesco (Pe) nel 1865, incline all’arte, studiò nella prestigiosa Scuola di Polillipo. A Napoli divenne amico dei suoi conterranei Francesco Paolo Michetti e Filippo Palizzi, di cui fu allievo. Grazie alla passione per l’arte, Calore iniziò a sue spese il primo piano di recupero dell’importante monumento abruzzese che scoprì, ormai in rovina, durante una passeggiata nei pressi di Tocco da Casauria. “Questo piccolo uomo dal gesto veemente ama una grande cosa morta e l’ama con tutte le forze della passione umana” così scriveva sulle colonne del Mattino di Napoli Gabriele d’Annunzio a proposito di Luigi Calore, “l’uomo dell’Abbazia”.

Giunsi, giù per tratturo al galoppo, fino alla Basilica divina. Era il tramonto violaceo. Il cuore mi tremava d’innanzi a quello spettacolo di bellezza sovrana. (…) Io e Francesco Paolo Michetti incontrammo l’uomo dell’abbazia, quegli che ha legata la sua esistenza alle colonne del tempio casauriense. Gabriele d’Annunzio, agosto 1891

Chronicon Casauriense, dettaglio
Chronicon Casauriense – Bibliothèque National, Parigi, dettaglio

Copyright © Riproduzione Riservata – All rights reserved – Non è consentito nessun uso del testo e delle foto presenti in questo articolo senza autorizzazione scritta – Pictures, it is forbidden to use any part of this article without specific authorisation – Note: 1) Brano tratto dal Trionfo della Morte di Gabriele d’Annunzio; 2) probabilmente era l’ansa del fiume Pescara; 3) Muratori, op. cit., col.792, cit. in Clementi, La Transumanza…,cit. p.45; – Foto (compreso copertina): Castiglione a Casauria, ottobre 2015 e agosto 2014 autore Leo De Rocco – Fonti: San Clemente a Casauria, Edizioni Carsa 2001 – Ringraziamenti: Andrea de Carlo, traduttore e docente di letteratura; traduzione a cura di Ioannis Arzoumanidis – Autore/Blogger: Leo De Rocco / leo.derocco@virgilio.it

Galleria fotografica – foto Copyright

San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
Abbazia di San Clemente a Casauria, ottobre 2015
Abbazia di San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, agosto 2014
San Clemente a Casauria, agosto 2014 – Scultura in pietra bianca della Majella raffigurante Madonna con Bambino, secondo alcuni studiosi  Ercole e Arcmena.  La testa fu danneggiata durante l’invasione francese. La statua presenta un piccolo incavo, presumibilmente per accogliere una pietra preziosa.
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015
San Clemente a Casauria, ottobre 2015

 

Copyright © Riproduzione Riservata – All rights reserved – Non è consentito nessun uso del testo e delle foto presenti in questo articolo senza autorizzazione scritta – Pictures, it is forbidden to use any part of this article without specific authorisation – Note: 1) Brano tratto dal Trionfo della Morte di Gabriele d’Annunzio; 2) probabilmente era l’ansa del fiume Pescara; 3) Muratori, op. cit., col.792, cit. in Clementi, La Transumanza…,cit. p.45; – Foto (compreso copertina): Castiglione a Casauria, ottobre 2015 e agosto 2014 autore Leo De Rocco – Fonti: San Clemente a Casauria, Edizioni Carsa 2001 – Ringraziamenti: Andrea de Carlo, traduttore e docente di letteratura – Autore/Blogger: Leo De Rocco / leo.derocco@virgilio.it

– English Version –

The St. Clement’s Abbey of Casauria

I would like to bring you to an abandoned Abbey, which is the most solitary of our Hermitage and full of ancient memories: where there is a large white marble candelabrum, a wonderful piece of art, created by an artist with no name… straight by that candelabrum and in silence, you shall enlighten with your face the meditations of my soul. Gabriele d’Annunzio (1)

The Bibliotheque Nationale of Paris is familiar with the St. Clement’s Abbey. The prestigious Parisian Library preserves a precious historical document of Abruzzo, the “Chronicon Casauriense”. The important medieval work ended up in the hands of the French as a result of one of the many expeditions that the “cousins of the Italians across the Alps” led on Italian soil to control it: the “horende” wars, as defined by Machiavelli. The “Chronicon Casauriense”, which consists of a collection of 272 pieces of parchment, describes in a meticulous way and for a time span ranging from the year 866 to 1182 the economic- and socio-political life of one of the most beautiful and historically most interesting Abbeys of the Abruzzo region. The author of the Chronicon of Casauria was the Benedictine monk Giovanni Berardi, as he was responsible for the drafting of the first scroll. The Benedictine monk dedicated the text to the abbot Leonate, who was the most famous among the abbots leading the Abbey. The Abbey reached the height of its prosperity with Leonate, for he was responsible for the realisation of the beautiful porch and he was the one to instruct the monk Giovanni and the master Rustico to draw on parchment the “Chronicles” of the Abbey and its appurtenances.

St. Clement’s Abbey of Casauria
St. Clement’s Abbey of Casauria

The origins of the St. Clement’s Abbey of Casauria date from around the year 870. It was the Emperor Ludovico II, the great-grandson of Charlemagne, who wanted a church where it was believed there was a small island surrounded by the waters of the river Pescara and the place was called Casaurea or “Insula de Piscaria” (2). The Chronicon meticulously describes the journey in Abruzzo of Ludovico II, who whilst descending from Ravenna, followed the course of the Pescara river to the south of Italy and fought the Saracens. The Emperor Lodovico was so fascinated by the beauty of the place -the Chronicon describes “deer that inhabit forests, eagles that nest in sovereign precipitous cliffs, hawks, trout streams and wild ducks, rivers swarming with fish in every way… “(3)- that he ordered the construction of a church dedicated to the Holy Trinity, formally as a votive offering for having been saved from an attack. Indeed, the Abbey served to Ludovico II to balance the vast territorial powers and to counterbalance for the eastern side of the Apennines the strong power that there was on the other side, namely the Abbey of Montecassino. By looking carefully at the main entrance of the Abbey of St. Clement, the portal of which consists of 72 bronze panels, one can see as many as 20 panels depicting many castles, all falling within the territorial appurtenances of the Abbey of Casauria. Around the year 900, the Abbey of St. Clement controlled most of the Abruzzo region and at the time of Ludovico II it represented the southern stronghold of the Carolingian Empire. Thus, it represented immense power back then. Furthermore, in the following centuries the Abbey’s power remained firmly in place. On one side of the building there is a very important sixteenth-century emblem that represents the coat of arms of the powerful family of L’Aquila the Branconios, the most illustrious representative of which was Giovanni Battista. The latter, who was a personal friend and client of Raffaello Sanzio, became a commendatory of the St. Clement’s Abbey of Casauria mandated by Giovanni de’ Medici, during the Pope-Leo-X- century (see the article in this blog “The stolen Raphael”-Il Raffaello rubato, October 2015).

St. Clement’s Abbey of Casauria. october 2015
St. Clement’s Abbey of Casauria. october 2015

The history of the St. Clement’s Abbey of Casauria is not only written in the Chronicon, which is jealously kept by the French, but it is also admirably described in the central portal of this beautiful Abbey of Abruzzo. On the lunette, the Emperor Ludovico II is depicted receiving an alabaster pot from the hands of Pope Adrian containing the bones of St. Clement (which is preserved inside the Abbey); Furthermore, the trip of the Emperor nearby the river Pescara to the islet on which the Abbey would be later constructed, is depicted. Moreover, the acquisition of territories of Abruzzo with the blessing of the bishop Grimoaldo of Penne along with the symbolic representation of the site in the form of a basket full of flowers, the “paradisi floridus ortis”, are portrayed. Finally, the Abbey depicted on the ancient “insula piscarie” and the appointment of the first abbot, called Romano are shown. At the centre of the lunette and at its top, there is a figure of St. Clement, accompanied on his left by St. Efebo and Cornelius, whilst to his right there is abbot Leonate that holds a miniature of the Abbey.

More than ten years ago, during my distant adolescence, I saw for the first time the St. Clement’s Abbey. At a first glance it seemed to be in ruins. All around, the ground was full with rubble and weeds; carved fragments of stone were piled up against the columns; wild herbs were hanging from all the cracks; (…) The great piece of art remained lost in that loneliness and unsafe, under a constant threat, and perhaps sentenced to disappear. Gabriele d’Annunzio, 1892.

St. Clement’s Abbey of Casauria. october 2015
St. Clement’s Abbey of Casauria, october 2015

The divine Basilica, as Gabriele d’Annunzio used to call it, unfortunately experienced a long period of decline that lasted until the late nineteenth century. Abandoned by the monks, damaged by earthquakes, looted by the French troops, the Abbey was transformed into a shelter for herds and a shed for agricultural tools. It was only thanks to Pier Luigi Calore, a historian and scholar of Abruzzo and a friend of Gabriele d’Annunzio, that the St. Clement’s Abbey has come down to us today. Pier Luigi Calore was born in Pescosansonesco (in the province of Pescara) in 1865 and as he was prone to art, he studied at the prestigious School of Polillipo. In Naples, he became a friend of his compatriots Francesco Paolo Michetti and Filippo Palizzi (of whom he was a student). Thanks to his passion for art, Calore began at his own expense the first recovery plan of the important monument of Abruzzo that he discovered in ruins during a walk near Tocco da Casauria. “This little guy of this passionate gesture adores a great dead thing and he loves it with all the forces of human passion,”: this was what Gabriele d’Annunzio wrote in the columns of the “Mattino di Napoli” newspaper about Luigi Calore, “the man of the Abbey”.

I galloped down from the cattle track until the divine Basilica. There was a purplish sunset. My heart trembled from the beginning at the sight of that sovereign beauty. (…) Me and Francesco Paolo Michetti met the man of the Abbey, the one who has tied his existence to the columns of the temple of Casauria. Gabriele d’Annunzio, August 1891.

Copyright © All rights reserved – This article and the pictures shown on this website are private. It is thus prohibited to retransmit, disseminate or otherwise use any part of this article without written authorisation. – Footnotes: 1) excerpt from The Triumph of Death by Gabriele d’Annunzio; 2) this was probably the bend of the river Pescara; 3) Muratori, op. cit., issue 792, cited in Clementi, La Transumanza…, p.45; – Photos (including cover): Castiglione a Casauria, October 2015 and August 2014, by Leo De Rocco – Sources: San Clemente a Casauria, Publisher Carsa, 2001 – Acknowledgements: Andrea de Carlo, translator and professor of literature; Ioannis Arzoumanidis, research fellow, for translating this article into English – Author/Blogger: Leo De Rocco / leo.derocco@virgilio.it

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. Roberta Laureti ha detto:

    Divina.

    Liked by 1 persona

  2. Winter ha detto:

    This info is the cat’s pajasam!

    Liked by 1 persona

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