Ortona, Francesco Paolo Tosti e il Museo Musicale d’Abruzzo.

Vivi e lascia vivere*

(*citazione di Arthur Schopenhauer che Francesco Paolo Tosti fece incidere su un sigillo di cristallo)

Ortona, Castello Aragonese – foto Leo De Rocco

Nella bella Ortona molti visitatori di passaggio che si recano ad ammirare il panoramico Castello Aragonese, bello da fotografare grazie anche alla suggestiva posizione a strapiombo sul mare, non sanno che lì vicino si trova l’interessante Museo Musicale d’Abruzzo dedicato al grande compositore ortonese Francesco Paolo Tosti.

Palazzo Corvo, Ortona, aprile 2015
Palazzo Corvo, Ortona – foto Leo De Rocco

Il museo si trova nel rinascimentale Palazzo Corvo, (un edificio che andrebbe valorizzato), nel quartiere chiamato “Terravecchia”. Lo storico palazzo un tempo apparteneva ai baroni Corvo di Sulmona, una antica casata di origine napoletana che nella seconda metà del ‘500 si trasferì in Abruzzo, a Sulmona. Costantino Barbella, uno dei noti frequentatori, insieme all’amico Tosti, del Convento di Francesco Paolo Michetti nella vicina Francavilla al Mare, sposò una sulmonese appartenente a questo casato. E questa è l’unico collegamento tra questo palazzo e Francesco Paolo Tosti in quanto, come vedremo più avanti, la sua casa natale si trovava vicino al palazzo Farnese.

Il palazzo oggi comprende, oltre al Museo, anche l’Istituto Nazionale Tostiano e la Biblioteca Musicale Abruzzese, ed è visitato da studiosi provenienti da ogni parte del mondo. L’inaugurazione avvenne nel 1994, alla presenza del celebre soprano Renata Tebaldi.

Ortona, monumento a F.P.Tosti, ubicazione anni '30 (1)
Ortona, monumento a F.P.Tosti, ubicazione anni ’30 (1)

Il Museo ripercorre la vita dell’illustre compositore abruzzese attraverso fotografie originali, lettere, manoscritti, partiture, libri e oggetti personali.

Durante la visita è possibile ascoltare un piacevole sottofondo musicale, ovviamente con il repertorio del padrone di casa Tosti. Brani che sono stati interpretati dai più grandi nomi della lirica internazionale: da Caruso a Pavarotti, da Carreras a Kraus, a Björling, Bocelli e tanti altri. Alcuni testi della vasta produzione musicale di Francesco Paolo Tosti portano la firma di Gabriele d’Annunzio e Antonio Fogazzaro.

Monumento a Tosti, attuale ubicazione, agosto 2015
Monumento a Tosti, attuale ubicazione, foto Leo De Rocco

A proposito di d’Annunzio, pochi conoscono la storia della nascita della celebre canzone napoletana ‘A vucchella. Siamo a Napoli nel 1891, d’Annunzio all’epoca aveva 28 anni e collaborava con il quotidiano Il Mattino. Era giunto a Napoli spronato dall’amico Francesco Paolo Michetti, per cercare di farsi pubblicare dall’editore Ferdinando Bideri il suo romanzo l‘Innocente, romanzo che l‘editore Treves di Milano si rifiutò di pubblicare perchè giudicato “scabroso”.

Una mattina, tra i tavoli del noto Caffè Gambrinus, un paroliere e poeta napoletano (Ferdinando Russo) sfidò il poeta abruzzese a scrivere una canzone napoletana, dubitando delle sue capacità.

Ma d’Annunzio, raccogliendo la sfida, scrisse, raccontano direttamente sul marmo di un tavolo del bar, il testo di ‘A vucchella, che successivamente sarà musicata da Francesco Paolo Tosti. Una delle canzoni napoletane più celebri e conosciute fu dunque scritta e musicata da due abruzzesi. Tosti musicò anche Marechiaro, altra celebre canzone del repertorio napoletano.

F.P.Tosti in una caricatura di Max Beerbohm, Londra 1907 - collezione privata
F.P.Tosti in una caricatura di Max Beerbohm, Londra 1907 – collezione privata

L’Amicizia tra Tosti e d’Annunzio è attestata da alcune foto che troverete esposte nel museo, alcune delle quali le trovate in questo articolo, in particolare la foto di d’Annunzio è tratta dall’album fotografico appartenuto a Tosti e ricorda la loro amicizia durante il periodo indimenticabile nel citato “Conventino” di Francavilla al Mare, vissuto insieme agli amici Costantino Barbella, Matilde Serao e tanti altri artisti e intellettuali che fecero di Francavilla un originale centro culturale, punto di riferimento italiano ed europeo.

Pochi sanno nel suo viaggio in Italia anche l’allora giovane Wilhem von Gloeden fu ospitato qualche settimana da Michetti nella sua casa-convento, i due parlarono di fotografia in quanto Michetti fu tra i primi fotografi italiani.

Fu proprio durante uno dei suoi soggiorni al Convento Francavillase che Tosti musicò Si na scingiate ti putesse dà, poesia in dialetto abruzzese, poi titolata in musica: La viuletta.

Pochi sanno che questa canzone fu poi interpretata da un coro di ragazze di Francavilla chiamate appositamente per esibirsi nel piazzale del convento Michetti. Correva l’anno 1888 ed era il lunedì di Pasqua, lo stesso anno di un articolo pubblicato su un giornale romano da Gabriele D’Annunzio (ne parlerò più avanti), e quell’evento rappresentò l’inizio delle “Maggiolate“, poi organizzate qualche tempo dopo a Ortona.

La casa-museo di Palazzo Corvo è una rappresentazione, con mobili e documenti originali, della casa londinese di Tosti, la sua casa natale, come accennato sopra, invece si trovava vicino al Palazzo Farnese e fu distrutta durante l’ultima guerra. Nelle prossime due foto vi propongo un raffronto tra la casa natale com’era prima della seconda guerra mondiale e com’è oggi. Ricordo che Ortona durante la guerra si trovava sulla Linea Gustav, la guerra qui fu particolarmente violenta.

Ortona, casa natale di F.P.Tosti (2)
Ortona, casa natale di Francesco Paolo Tosti prima della II guerra mondiale (2)
Casa natale F.P.Tosti, Ortona, gennaio 2015
Ortona, ex casa natale di Tosti dopo la II guerra mondiale – foto Leo De Rocco

Francesco Paolo Tosti nacque in questa casa il 9 aprile 1846, ultimo di cinque figli di un commerciante di cereali e di una casalinga. Già in tenera età i genitori notarono il talento musicale di Francesco Paolo e su segnalazione di una scuola di musica ortonese, quella dei fratelli Paolini, fu mandato all’età di 10 anni al Conservatorio di San Pietro a Majella a Napoli.

Un conservatorio prestigioso che prende il nome da quel Pietro Angelerio, eremita sulla Majella, più conosciuto come papa Celestino V, il famoso papa del “gran rifiuto”. L’inaugurazione del conservatorio si tenne nel 1825 con la prima opera (“Andelson”) di Vincenzo Bellini, il celebre compositore catanese che, pochi lo sanno, era il nipote dell’abruzzese Vincenzo Tobia Nicola Bellini (figlio a sua volta di un violinista) un compositore di musiche sacre nato a Torricella Peligna.

Catania, Casa natale Vincenzo Bellini, portafortuna del musicista – foto Leo De Rocco

Nel maggio 1858 il nostro Francesco Paolo canta nella Cattedrale di San Tommaso a Ortona il “Tantum Ergo, così ricordò quel giorno il Maestro: “Avevo un abitino nuovo bleu-mare: i pantaloni corti e le scarpe di copale. Ero seduto su un alto sgabello ed il pubblico dei fedeli parve rapito dal mio canto.”

Portale Cattedrale San Tommaso Ortona – foto Leo De Rocco

Francesco Paolo Tosti raccolse i primi successi di pubblico all’età di 20 anni in occasione della costruzione della ferrovia Adriatica a Ortona. Qui Tosti organizzò un concerto memorabile per dirigenti e laboratori delle ferrovie che ripeterà ad Ancona.

Successivamente si trasferì a Roma dove divenne maestro di canto di Margherita di Savoia. Ma il successo internazionale arriverà quando deciderà di trasferirsi a Londra ed entrerà nella corte della regina Vittoria, prima come accompagnatore di Gaetano Braga, il violoncellista di Giulianova (già molto apprezzato in Inghilterra), poi come maestro di canto della famiglia Windsor. Tosti era ormai famosissimo, ma non dimenticò il suo Abruzzo, tornò spesso a Ortona e a Francavilla al Mare partecipò al ritrovo culturale di Francesco Paolo Michetti, suo amico insieme a Gabriele D’Annunzio.

Sir Francesco Paolo Tosti, nominato baronetto da re Edoardo VII nel 1908, era considerato di casa dalla Royal Family in quanto amico personale dei Windsor. Non tutti sanno che la regina Vittoria amava citare affettuosamente Tosti nei suoi diari segreti.

In realtà tutta la famiglia reale, con il suo entourage, si intratteneva spesso in conversazioni amichevoli e informali con il compositore ortonese: volevano sapere gli usi e costumi dell’Abruzzo.

Il Principe di Galles, divenne intimo amico di Tosti, lo chiamava affettuosamente “il nostro Ciccillo”, e volle imparare da lui alcune frasi in dialetto abruzzese. Vi immaginate i reali inglesi dell’epoca parlare in dialetto abruzzese? Divertente.

Londra, targa dedicata a F.P.Tosti
Londra, targa dedicata a F.P.Tosti

A Londra dal 1996 è apposta una targa (vedi foto sopra) sull’edificio un tempo residenza di Tosti, al numero 12 di Mandeville Place, Marylebone. Oggi l’edificio è un noto hotel.

Il compositore abruzzese tenne lezioni di canto a molte teste coronate europee: dalla regina di Spagna a quella di Svezia e di Norvegia fino ad Alessandra Feodorovna, nipote della regina Vittoria e moglie dello zar Nicola II.

Tosti, d'Annunzio e Michetti - Milano 1906 - Archivio Tostiano Ortona
Tosti, d’Annunzio, Michetti e Barbella – Milano 1906 – Archivio Tostiano Ortona

Vi propongo ora alcuni stralci di un articolo che Gabriele d’Annunzio scrisse sul giornale romano La Tribuna, nel 1888, in esso lo scrittore racconta un “indimenticabile anno” (aveva 20 anni) fatto di spensierate serate romane accompagnate dalla musica dell’amico Tosti:

“Oh indimenticabile anno 1883! Paolo Tosti era l’anima d’una specie di piccolo cenacolo di artisti, che aveva le sue mense in un angolo appartato del Caffè di Roma e il suo quartier generale in una casa della Via de’ Prefetti, in un appartamento misterioso, pieno di corridoi oscuri e di nascondigli, d’onde spesso qualcuno di noi giungendo all’improvviso, udì prorompere risa mal frenate di donna…”

L’appartamento era di Ciccillo. Il salotto piuttosto angusto era principalmente illustrato dal bozzetto del Corpus Domini Michettiano…In quel salotto, che dilettosi pomeriggi e che sere dilettose ancora! Paolo Tosti, quando era in vena, faceva musica per ore ed ore, senza stancarsi, obliandosi davanti al pianoforte, talvolta improvvisando con una foga e con una felicità d’ispirazione veramente singolare. Noi eravamo distesi o sul divano o per terra…ascoltavamo in silenzio…la musica ci aveva chiusi in un circolo magico. In quell’anno veniva spesso alle nostre feste Mary Tescher, la bellissima creatura che aveva la voce di un usignolo. Ella cantava le romanze di Schubert…era così agile ed esile e flessibile, coperta quasi sempre di merletti neri e chiusa in un jersey tempestato di jais iridescente, nel cantare si dondolava un poco seguendo il ritmo. Ed aveva, nell’atto, l’apparenza di un gran fiore.*

(Il Duca Minimo, Gabriele d’Annunzio, La Tribuna, 12 gennaio 1888)

Frontespizio dello spartito disegnato da F.P.Michetti
Frontespizio dello spartito disegnato da F.P.Michetti

Vorrei morire è una delle romanze più note eseguite dal Maestro Paolo Tosti, ed è possibile ascoltarla durante la visita alla casa-museo di Ortona. Composta nel 1878 con sottotitolo Ricordo di Londra, la copertina dello spartito fu disegnata da Francesco Paolo Michetti.

La casa-museo dedicata a Francesco Paolo Tosti è una importante realtà nel panorama storico-culturale abruzzese, non solo regionale. Il Museo Regionale della Musica a Ortona è l’unico museo musicale abruzzese e uno dei pochi presenti in Italia.

L’Istituto Nazionale Tostiano comprende anche opere del musicista Guido Albanese (vedi l’articolo “La canzone popolare abruzzese”) del baritono Giuseppe De Luca e di altre personalità della vita musicale italiana.

Tomba di F.P.Tosti, Ortona, agosto 2015
Tomba di F.P.Tosti, Ortona – foto Leo De Rocco

Vorrei morir ne la stagion dell’anno, Quando è tiepida l’aria e il ciel sereno, Quando le rondinelle il nido fanno, Quando di nuovi fior s’orna il terreno; Vorrei morir, vorrei morir quando tramonta il sole, Quando sul prato dormon le viole…

Autore/Blogger Leo De Rocco

Segue galleria fotografica

Copyright – All rights reserved – Non è consentito nessun uso del testo e delle foto presenti in questo articolo senza autorizzazione scritta – Pictures, it is forbidden to use any part of this article without specific authorisation – Autore: Leo De Rocco, leo.derocco@virgilio.it – Fonti/Note: 1-2, dal testo Al Cantore della gioia e dell’amore F.P.Tosti, Amm.ne Com.le Ortona, Arte della Stampa, Pescara 1927 (collezione privata) – Casa Museo F.P.Tosti Ortona – “O dolce meraviglia!” a cura di Francesco Sanvitale, 2003 – Foto: Ortona: novembre 2014 e gennaio, aprile, agosto 2015; Chieti: febbraio 2015 – Leo De Rocco Ringraziamenti: Dott.ssa Nora Farina, Istituto Nazionale Tostiano Ortona.

Galleria Fotografica

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Casa Museo Tosti – Ortona – foto Leo De Rocco
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Casa Museo Tosti – Ortona – foto Leo De Rocco
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Casa Museo Tosti – Ortona – foto Leo De Rocco
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Casa Museo Tosti – Ortona – foto Leo De Rocco
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Casa Tosti a Londra – immagine in mostra al museo Tosti – Ortona – foto Leo De Rocco
Museo tosti - Ortona - Novembre 2014
Museo tosti – Ortona – foto Leo De Rocco
Museo Tosti - Ortona - Novembre 2014
Museo Tosti – Ortona – foto Leo De Rocco
Museo Tosti - Ortona - Novembre 2014
Museo Tosti – Ortona – foto Leo De Rocco
Museo Tosti - Ortona - Novembre 2014
Museo Tosti – Ortona – foto Leo De Rocco
Museo Tosti - Ortona - novembre 2014
Museo Tosti – Ortona – foto Leo De Rocco
Museo Tosti - Ortona - novembre 2014
Museo Tosti – Ortona – foto Leo De Rocco
Museo Tosti - Ortona - Novembre 2014
Museo Tosti – Ortona – foto Leo De Rocco
Palazzo Corvo - Ortona - novembre 2014
Palazzo Corvo – Ortona – foto Leo De Rocco
Museo Tosti - Ortona - novembre 2014
Museo Tosti – Ortona – foto Leo De Rocco
Museo Tosti - Ortona - novembre 2014
Museo Tosti – Ortona – foto Leo De Rocco
Museo Tosti - Ortona - novembre 2014
Museo Tosti – Ortona – foto Leo De Rocco
Museo Tosti - Ortona - novembre 2014
Museo Tosti – Ortona – foto Leo De Rocco
Museo Tosti - Ortona - novembre 2014
Museo Tosti – Ortona – foto Leo De Rocco
Museo Tosti - Ortona - novembre 2014
Museo Tosti – Ortona – foto Leo De Rocco

Copyright – All rights reserved – Non è consentito nessun uso del testo e delle foto presenti in questo articolo senza autorizzazione scritta – Pictures, it is forbidden to use any part of this article without specific authorisation – Autore: Leo Derocco, leo.derocco@virgilio.it – Fonti/Note: 1-2, dal testo Al Cantore della gioia e dell’amore F.P.Tosti, Amm.ne Com.le Ortona, Arte della Stampa, Pescara 1927 (collezione privata) Casa Museo F.P.Tosti Ortona, “O dolce meraviglia!” a cura di Francesco Sanvitale, 2003 – Foto: Ortona: novembre 2014 e gennaio, aprile, agosto 2015; Chieti: febbraio 2015 Leo De Rocco – Ringraziamenti: Dott.ssa Nora Farina, Istituto Nazionale Tostiano Ortona.

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